Il nuovo tecnico Allegri ha avviato la stagione con il Napoli raccogliendo soltanto sette punti e realizzando sette reti, risultato che lo colloca al livello più basso degli ultimi quindici anni. Il commento è arrivato in diretta su Radio Tutto Napoli, dove il giornalista Maurizio Pistocchi ha evidenziato le difficoltà incontrate dalla squadra nella prima fase di campionato.
Secondo Pistocchi, non bastano le attenuanti legate al poco tempo a disposizione del nuovo allenatore, perché “è evidente che adesso ci sia un problema”. Il tecnico, proveniente da una realtà diversa, non conosceva a fondo la rosa e ha ancora bisogno di tempo per tradurre le proprie idee in campo.
Scelte tattiche contro la Fiorentina: un esempio di mancanza di iniziativa
Nel match contro la Fiorentina il Napoli ha trovato il gol su palla inattiva per poi ritirarsi immediatamente, abbassando il baricentro difensivo e lasciando allo avversario la gestione del ritmo di gioco. Pistocchi ha sottolineato che “ha lasciato l’iniziativa alla Fiorentina, che alla fine ha pareggiato”. Inoltre, ha messo in dubbio la capacità attuale della squadra di mantenere una linea alta e di reagire rapidamente, chiedendosi se la condizione atletica sia sufficiente per implementare il pressing desiderato da Allegri.
De Bruyne: talento in difficoltà per mancanza di spazio e ritmo
Il caso di De Bruyne è stato citato come simbolo di un assetto poco funzionale. Pistocchi ha dichiarato di averlo visto “malissimo” e ha spiegato che, se il centrocampista non riesce a correre, il Napoli rischia di giocare in dieci. Un episodio concreto ha mostrato De Bruyne affiancato a Ndiaye: “sembrava una Ferrari contro una 500, gli ha mangiato il campo”. L’analista ha suggerito che l’allenatore dovrebbe ricollocare il giocatore in una zona più adatta, altrimenti la sua presenza diventa un peso per la squadra.
Qualità della rosa e identità di squadra: il vero nodo del problema
Contrariamente a quanto pensano alcuni tifosi, Pistocchi ritiene che la rosa non sia il principale ostacolo. Paragona la continuità del Napoli a quella dell’Inter che da anni vince con un nucleo stabile composto da Barella, Calhanoglu, Dimarco e Bastoni. Sotto il Napoli, giocatori come Rrahmani, Di Lorenzo, Politano e Lobotka formano un gruppo che conosce perfettamente l’ambiente. Tuttavia, l’atteggiamento la condizione atletica e le idee calcistiche di Allegri, considerate da Pistocchi “datate”, impediscono di tradurre il potenziale in risultati concreti.
Falsi problemi: la rosa completa ma priva di identità
L’analista definisce la questione della rosa un “falso problema”, poiché il reparto difensivo, il centrocampo e l’attacco sono completi. Il vero compito, secondo lui, è dare a quei giocatori un’identità chiara, come avviene con squadre che sulla carta hanno talenti non superiori ma giocano con coesione. Senza una linea di gioco ben definita, la squadra appare confusa e non riesce a mostrare la mano dell’allenatore in campo.
Allegri: rischi e speranze per il futuro del Napoli
Pistocchi concede comunque a Allegri le attenuanti dovute al suo recente arrivo, al periodo di transizione e agli infortuni importanti che hanno colpito la squadra. Riconosce che il tecnico deve ancora trasmettere completamente i propri concetti e che il gruppo appare ancora confuso. Nonostante ciò, l’analista non chiude la porta a un miglioramento: “Potrei sbagliarmi e sarei felice di vedere il Napoli fare bene”. La speranza è che, con più tempo, il Napoli possa ritrovare la condizione atletica correggere l’atteggiamento e aggiornare le proprie idee tattiche, riprendendo così il livello di competitività che lo aveva contraddistinto negli ultimi anni.



