Perché Roberto De Zerbi rappresenta una svolta possibile per il Tottenham

Roberto De Zerbi porta al Tottenham un'idea di gioco molto definita: ecco cinque giocatori che, per caratteristiche, possono ottenere il massimo dal suo sistema

La stagione del Tottenham è stata segnata da incertezze, con più cambi in panchina e una lotta salvezza che ha creato tensione nell’ambiente. In questo contesto il club ha deciso di accelerare su un profilo che conosce il calcio inglese e che ha idee molto nette sul modo di giocare: Roberto De Zerbi. Il tecnico italiano, dopo l’esperienza a Brighton e l’avventura a Marseille, ha accettato un contratto pluriennale con gli Spurs, ribaltando la scelta iniziale di rimandare ogni decisione a fine stagione; una mossa che cambia i tempi del progetto.

La speranza della proprietà e dei tifosi è che il suo approccio, fondato sul possesso palla e sul pressing organizzato, possa riportare serenità e identità a una rosa che ha sofferto più per l’instabilità esterna che per la qualità intrinseca dei singoli. Rimane però il dubbio più immediato: quanto è realistico chiedere a un allenatore con idee così definite di ottenere risultati immediati in pochi incontri? Se la salvezza viene raggiunta e De Zerbi ottiene un pre‑season completo, alcune pedine interne potrebbero accelerare la transizione.

Un profilo tattico che si sposa con certi ruoli

Il marchio di fabbrica di De Zerbi è la costruzione dal basso con difensori capaci di gestire la pressione e laterali pronti ad attaccare gli spazi; si tratta di concetti ben noti a chi ha seguito il suo Brighton. Queste idee non sono semplici etichette: implicano cambi di compiti, letture difensive diverse e una demanda continua di qualità tecnica in ogni zona del campo. Per alcuni giocatori del Tottenham, la sua metodologia potrebbe tradursi in maggiore fiducia con la palla, ruoli più definiti e un ambiente dove il contributo offensivo di ogni posizione è chiaramente richiesto e valorizzato.

Principi pratici ereditati dall’esperienza inglese e francese

De Zerbi ha dimostrato di saper trasformare interpreti tattici in risorse centrali: a Brighton ha sviluppato laterali offensivi e centrali propositivi; a Marseille ha portato idee simili, seppure in una realtà più complessa. Il suo sistema tende a premiare giocatori che non si limitano a ricoprire un ruolo ma che interpretano funzioni multiple — progressione palla, riempimenti in zona offensiva e partecipazione al pressing. Per il Tottenham questo significa ripensare alcune gerarchie interne e offrire compiti più chiari a chi possiede le caratteristiche richieste.

I cinque giocatori da cui partire

Non tutti i calciatori della rosa sono ugualmente predisposti ad adattarsi al nuovo stile, ma esistono profili che per caratteristiche fisiche e tecniche sono naturalmente compatibili. Il primo è Cristian Romero, leader difensivo che ama il confronto diretto e non teme l’iniziativa con la palla; la sua aggressività e la capacità di guidare la difesa lo rendono un candidato ideale per un sistema che chiede ai centrali di gestire la costruzione e uscire palla al piede. Accanto a lui, la possibilità di assumere un ruolo di capitano tattico aumenta il valore del gruppo.

Un altro profilo interessante è Destiny Udogie, laterale sinistro con fisicità, corsa e predilezione per gli inserimenti offensivi. Nel modulo di De Zerbi i terzini non sono meri contenitori ma sono spesso fonti di superiorità numerica e di cross per l’attaccante centrale; Udogie, ancora giovane, ha il potenziale per diventare una delle frecce più efficaci della squadra se gli viene garantita continuità e un ruolo ben definito.

La creatività passa anche per giocatori come Xavi Simons, che fino a oggi è stato impiegato in scenari poco strutturati. De Zerbi costruisce molto intorno ai giocatori tecnici capaci di ricevere e far correre la squadra: con compiti chiari e protezioni dai carichi difensivi eccessivi, Simons potrebbe esprimere una regolarità che finora è mancata. Parallelamente, giovani come Mathys Tel — dotato di velocità e imprevedibilità nell’ultimo terzo — possono beneficiare di un sistema che favorisce le attaccanti in profondità e la collaborazione tra esterni e centravanti.

Infine, il ruolo del terminale offensivo è centrale: Dominic Solanke ha caratteristiche di punto di riferimento, saper tenere palla e muoversi negli spazi che un sistema di De Zerbi tende a creare. Le difficoltà recenti del giocatore sono in parte frutto dell’instabilità collettiva e degli infortuni; in un contesto con azioni più strutturate e con il pressing che genera opportunità, la sua media realizzativa potrebbe ritornare su livelli più convincenti.

In conclusione, la scelta di De Zerbi rappresenta un azzardo calcolato: il suo calcio propone una chiara identità e alcuni uomini del Tottenham hanno il profilo giusto per trarne vantaggio. Esistono però anche elementi di rischio, come la tendenza della squadra a subire nei momenti di transizione e le preoccupazioni sollevate da gruppi di tifosi per scelte passate del tecnico. Se però la società garantirà tempo e sostegno, il progetto tattico può trasformarsi in un punto di ripartenza per una squadra che cerca stabilità e identità.

Scritto da Davide Ruggeri

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