Napoli a Parma, Rambaudi: serve un centravanti e più uno contro uno

Rambaudi mette in luce errori difensivi, limiti offensivi e suggerisce un cambio di modulo per superare la prevedibilità

Nella sua analisi post-partita, Roberto Rambaudi ha messo a fuoco gli aspetti che, a suo avviso, hanno condizionato il pareggio del Napoli sul campo del Parma. Prima di tutto lo scenario tattico: per Rambaudi i crociati hanno scelto un atteggiamento molto chiuso, vicino a quello che comunemente viene definito anticalcio, concepito per neutralizzare le fonti di gioco avversarie più che provare a creare occasioni proprie. A complicare tutto è arrivato poi un gol dopo pochissimi secondi, frutto di una lettura difensiva errata che ha messo la squadra in salita fin dall’inizio. In questo contesto l’ex centrocampista non risparmia giudizi sui singoli e sulle scelte tecniche.

Tra i concetti ribaditi c’è la necessità di avere un centravanti di riferimento: secondo Rambaudi l’organico azzurro soffre l’assenza di un punto di riferimento d’area. Anche se apprezzabile, la qualità di Hojlund non basta, sostiene l’analista, e la soluzione di proporre Giovane come prima punta in partite contro squadre arroccate sarebbe, nelle sue parole, un autentico suicidio tattico. Aggiunge che in gare con il «pullman davanti all’area» servono giocatori abili nel uno contro uno e nelle sovrapposizioni, caratteristiche che a suo avviso sono mancate nella serata emiliana.

Le critiche alla scelta tattica

Rambaudi contesta la prevedibilità offensiva: il Napoli, secondo lui, ha mostrato ritmi troppo bassi e soluzioni scontate. La gestione delle sostituzioni è entrata nel mirino: in particolare l’ex giocatore ritiene che escludere Hojlund e affidare il ruolo di centravanti a una soluzione diversa abbia tolto incisività. Sul gol iniziale evidenzia un errore di posizione di Juan Jesus che ha lasciato spazi senza che i compagni riuscissero a coprire adeguatamente: in quel frangente, sostiene Rambaudi, Buongiorno avrebbe dovuto intervenire per limitare il danno.

La proposta di modulo

Come rimedio alla prevedibilità, la soluzione suggerita è il ritorno al 4-3-3. Rambaudi immagina una mediana composta da McTominay, Anguissa e Lobotka, con due terzini propositivi che attivino la fascia in sovrapposizione. In questo schema il terzino potrebbe dialogare con Alisson per creare il raddoppio e le situazioni di superiorità numerica sulle corsie; per l’ex tecnico questa combinazione può incrementare i cross, le penetrazioni e le opportunità di uno contro uno, elementi ritenuti carenti nella partita contro il Parma.

I voti e le valutazioni dei media

Parallelamente al commento di Rambaudi, le pagelle diffuse dai media hanno messo in luce luci e ombre nella prestazione azzurra. Al Tardini la partita si è conclusa sull’1-1: i padroni di casa hanno sbloccato con Strefezza in avvio, mentre il pareggio è arrivato nella ripresa con un gol di McTominay. Dalle valutazioni di una nota emittente radiofonica è emersa una pagella lusinghiera per Mathias Olivera (voto vicino al 6.5), mentre sono numerosi i giocatori che non raggiungono la sufficienza: tra i nominati figurano Juan Jesus (5), Milinkovic-Savic (5.5), Buongiorno (5.5), Anguissa (5), Politano (5.5), Elmas (5), Giovane (5.5) e Gutierrez (5.5).

Il rendimento di Anguissa e le preoccupazioni

Tra i bocciati più citati c’è Frank Zambo Anguissa, considerato tra i peggiori in campo dalla redazione che ha stilato le pagelle. Il centrocampista non ha ancora trovato continuità dopo il ritorno dall’infortunio, e questo influisce anche sulla solidità del reparto centrale. Per Rambaudi e per gli osservatori mediatici la questione infortuni non è da sottovalutare: la sequenza di stop ha inciso sulla rosa e richiede una riflessione approfondita da parte dello staff medico e tecnico.

Conseguenze e possibili sviluppi

In chiusura Rambaudi allarga lo sguardo alle implicazioni stagionali: la mancata brillantezza europea e il problema degli infortuni devono essere considerati punti di partenza per una riorganizzazione. L’ex giocatore invita l’allenatore e la società a valutare con attenzione la stagione, perché non si possono ignorare le cadute di rendimento in competizioni come la Champions o gli stop fisici che si accumulano. L’appello finale è chiaro: modifiche tattiche mirate, una maggiore capacità di creare superiorità sui lati e la ricerca di un riferimento offensivo stabile possono rappresentare la strada per uscire dalla fase di appannamento.

Scritto da Alessandro Bianchi

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