Il mondiale 2026, il primo con 48 squadre, ha suscitato molte discussioni fin dalle prime giornate. Xavier Jacobelli, noto giornalista, ha condiviso le sue impressioni in un’intervista esclusiva, analizzando le prestazioni delle nazionali e criticando l’organizzazione del torneo.
Jacobelli ha iniziato sottolineando che, come ha giustamente osservato Carlo Ancelotti, i Mondiali non si vincono alla prima giornata. Ha evidenziato che la fase di rodaggio è particolarmente lunga, soprattutto con l’aumento del numero di squadre partecipanti. Le prime due di ogni girone e le terze migliori otto passeranno al turno successivo, dando a tutte le squadre il tempo di trovare la migliore condizione.
Le Prestazioni delle Nazionali
Tra le nazionali che hanno suscitato le migliori impressioni, Jacobelli ha citato InghilterraFrancia e Argentina. Ha anche espresso fiducia nel Brasileaffermando che la squadra di Ancelotti carburerà grazie al suo organico di alto livello.
Il giornalista ha elogiato i protagonisti del torneo, come Messiche ha eguagliato il record di Klose con 16 reti nei Mondiali, e Haalandche ha subito segnato due gol. Anche Kane e Cristiano Ronaldo sono stati menzionati, con Jacobelli che ritiene che Ronaldo troverà presto la sua migliore forma.
Critiche all’Organizzazione e a Infantino
Jacobelli non ha risparmiato critiche a Gianni Infantino, presidente della FIFA, per le sue dichiarazioni scherzose su un possibile Mondiale a 64 squadre. Il giornalista ha sottolineato che Infantino dovrebbe invece affrontare questioni più serie, come le discriminazioni subite dalla delegazione iraniana e le difficoltà logistiche delle squadre.
L’Iran, ad esempio, è stata costretta ad acquartierarsi in Messico e ha dovuto affrontare lunghi viaggi per raggiungere le sedi delle partite. Jacobelli ha criticato l’allargamento a 48 squadre, definendolo una manovra elettorale di Infantino, ma ha riconosciuto che ha permesso a più nazioni di partecipare al torneo.
L’Impatto Geografico e le Rivelazioni Giovanili
Jacobelli ha anche discusso l’impatto geografico del Mondiale, diviso tra Stati Uniti, Canada e Messico. Ha sottolineato che, sebbene l’entusiasmo dei tifosi sia evidente, l’aspetto business del calcio sta prendendo il sopravvento, con prezzi dei biglietti elevati e proteste dei tifosi.
Infine, il giornalista ha parlato delle giovani rivelazioni del torneo, affermando che è ancora troppo presto per esprimere valutazioni definitive. Ha invitato a attendere ulteriori partite per vedere quali talenti emergenti si distingueranno.
Jacobelli ha concluso l’intervista sottolineando che è troppo presto per fare pronostici sulla finale del 19 luglio, ma ha espresso entusiasmo per le possibili sfide future, come un eventuale incontro tra Messi e Ronaldo.



