I mondiali 2026, il primo torneo a 48 squadre, hanno finalmente preso il via sui campi di Stati Uniti, Canada e Messico. Mentre i tifosi si scaldano e discutono del pallone ufficiale, un altro torneo si è già concluso: quello dei supercomputer alimentati da algoritmi di machine learning che hanno simulato la finale del 19 luglio decine di migliaia di volte.
Prevedere l’esito di un torneo non è più una questione di intuito o fede sportiva. Gli scienziati dei dati utilizzano modelli probabilistici avanzati per calcolare le percentuali di trionfo di ogni squadra. Analizziamo le tre ipotesi scientifiche sul tavolo e cosa dicono i dati reali sul possibile vincitore della coppa del mondo.
La Spagna favorita secondo Opta Analyst
La previsione più accreditata arriva dai laboratori di Opta Analystparte del gruppo Stats Perform. Opta è famosa per la raccolta in tempo reale di ogni singolo evento di gioco e per lo sviluppo di metriche avanzate. Il supercomputer di Opta ha eseguito 10.000 simulazioni dell’intero torneo, ricostruendo fedelmente ogni partita del complesso tabellone.
L’algoritmo di Opta non si limita a valutare i nomi dei giocatori in rosa. Utilizza un sistema di classificazione della forza delle squadre che combina dati storici degli ultimi otto anni, prestazioni individuali recenti e l’ostacolo rappresentato da trasferimenti e fusi orari. Attraverso una distribuzione di Poisson, il computer simula ogni partita minuto per minuto.
Il risultato delle simulazioni è chiaro: la Spagna è la favorita assoluta per la vittoria del Mondiale 2026, con una percentuale di circa il 16%. La Roja non solo vanta la percentuale di vittoria più alta, ma è l’unica nazionale del torneo a superare il 50% nella probabilità di accedere alla Top 8 mondiale. L’algoritmo premia la Spagna per l’equilibrio tra la fase di transizione difensiva e la precisione nel possesso palla.
Subito dietro la Spagna, l’algoritmo posiziona la Francia di Kylian Mbappé al 13% e l’Inghilterra del CT Thomas Tuchel con poco più del 10%, giusto qualche punto decimale più avanti dei campioni in carica dell’Argentina.
EA Sports conferma la Spagna con i gemelli digitali
Se la statistica pura punta sulla Spagna, la simulazione ufficiale condotta dal colosso EA Sports conferma. EA Sports gestisce uno dei database biometrici e prestazionali sportivi più imponenti al mondo, costantemente aggiornato tramite algoritmi di intelligenza artificiale applicati alle prestazioni reali dei giocatori.
L’algoritmo analizza i profili biometrici, velocità, accelerazione, resistenza alla fatica e le tendenze tattiche di oltre 17.000 calciatori mappati nel database. Facendo scontrare le intelligenze artificiali delle squadre all’interno del software, EA Sports ha incoronato nuovamente la Spagna come vincitrice dei Mondiali 2026.
Il motivo per cui questa ipotesi merita spazio risiede nella sua incredibile precisione storica. L’algoritmo di simulazione dell’azienda ha indovinato con esattezza matematica il vincitore finale delle ultime quattro edizioni dei Mondiali prima ancora del calcio d’inizio: Spagna nel 2010, Germania nel 2014, Francia nel 2018 e Argentina nel 2026.
I modelli predittivi ibridi e il fattore super-atleta
Esiste una terza via, esplorata da centri di ricerca indipendenti e paper di data science. Alcuni studi emergono come il machine learning possa generare anomalie affascinanti quando si calibrano i modelli sull’impatto dei singoli super-atleti capaci di scardinare l’equilibrio di un intero reparto.
Mentre i modelli classici distribuiscono le probabilità in modo omogeneo basandosi sulla forza media del collettivo, alcune reti neurali ricorrenti (RNN) si focalizzano esclusivamente sui picchi di efficienza realizzativa davanti alla porta. Includere un attaccante con un indice di conversione dei gol fuori scala, come il norvegese Erling Haaland, altera profondamente i modelli predittivi basati sul calcolo combinatorio delle brevi serie di partite.
È davanti agli occhi di tutti, però, che in queste prime partite in cui il pallone ha iniziato a rotolare davvero, qualche risultato sembra non confermare queste previsioni. Nessun algoritmo, per quanto perfetto, potrà mai calcolare l’impatto di un cartellino rosso al primo minuto o di una folata di vento al novantesimo che devia il pallone verso un gol. Ed è forse proprio in questo che risiede la vera magia del calcio: i supercomputer hanno fatto la loro scelta, ora vedremo cosa dicono i piedi dei calciatori.



