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21 Luglio 2026

L’impatto ambientale del Mondiale 2026: numeri record e sfide future

Il Mondiale 2026 è stato il più grande e inquinante della storia, con emissioni record di CO2 dovute principalmente al trasporto aereo

L'impatto ambientale del Mondiale 2026: numeri record e sfide future

Il Mondiale 2026 ha segnato un record storico non solo per la sua portata sportiva, ma anche per il suo impatto ambientale. Con 48 squadre e partite distribuite tra Messico, Usa e Canada, il torneo ha generato emissioni di CO2 senza precedenti.

Secondo uno studio indipendente, il torneo ha prodotto circa 9,02 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, quasi il doppio della media dei quattro Mondiali precedenti. Questo dato allarmante è stato reso pubblico il 20 luglio 2026, sollevando importanti questioni sull’impatto ambientale degli eventi sportivi di massa.

Il trasporto aereo, principale responsabile delle emissioni

Il trasporto aereo è emerso come il principale responsabile delle emissioni di CO2 durante il Mondiale 2026. Con 104 partite e spettatori provenienti da tutto il mondo, il torneo ha visto un aumento significativo dei voli. Il 75% degli spettatori è arrivato in Nord America in aereo, con voli andata e ritorno dal proprio Paese d’origine, e poi ha preso in media altri due voli interni per spostarsi tra i 16 stadi.

Questo ha portato a un totale di 7,72 milioni di tonnellate di CO2 prodotte solo per gli spostamenti in aereo di tifosi, organizzatori e squadre. La mancanza di alternative ferroviarie ad alta velocità tra le città ospitanti ha reso l’aereo il mezzo di trasporto pressoché obbligato.

L’espansione a 48 squadre e l’impatto geografico

L’espansione a 48 squadre, voluta dalla Fifa, ha avuto un impatto significativo sull’ambiente. L’aumento delle partite da 64 a 104 ha portato a un incremento del 63% delle emissioni. Inoltre, la distribuzione geografica del torneo su tre Paesi ha reso gli spostamenti ancora più complessi e inquinanti.

A differenza delle edizioni precedenti, che si sono svolte in un solo Stato o in un’area relativamente piccola, il formato ‘a tre Paesi’ ha reso l’aereo il mezzo di trasporto principale. Questo ha contribuito a un aumento delle emissioni, nonostante l’uso di stadi già esistenti che ha evitato la costruzione di nuove infrastrutture.

Confronto con il Mondiale 2026 e prospettive future

Il confronto con il Mondiale 2026 in Qatar è impietoso. Nonostante il Qatar abbia costruito 8 nuovi stadi nel deserto, le emissioni totali sono state inferiori a quelle del 2026. La Fifa aveva dichiarato che le emissioni del 2026 erano state di 3,63 milioni di tonnellate di CO2, ma includendo la costruzione degli stadi, la stima sale a circa 5,25 milioni, quasi la metà delle emissioni del 2026.

Lo studio guarda anche al futuro, applicando lo stesso modello di stima delle emissioni per i prossimi Mondiali. Per il Mondiale 2030 tra Spagna, Portogallo, Marocco e Sudamerica, le emissioni sono stimate a circa 6,09 milioni di tonnellate di CO2, mentre per il Mondiale 2034 in Arabia Saudita si prevedono 8,55 milioni di tonnellate.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.