La Spagna ha scritto un’altra pagina di storia del calcio, conquistando il Mondiale 2026 con una vittoria epica contro l’Argentina al MetLife Stadium di New York. La finale, decisa ai tempi supplementari con un 1-0 ha visto la Roja di Luis de la Fuente dominare la partita con una prestazione di altissimo livello.
Questa vittoria rappresenta il secondo titolo mondiale per la Spagna, che si aggiunge a quello conquistato in Sudafrica. Per la nazionale iberica, già campione d’Europa in carica, si tratta di un traguardo che corona un percorso di crescita e dedizione.
Un legame speciale tra de la Fuente e Scaloni
La finale del Mondiale 2026 ha visto affrontarsi non solo due nazionali, ma anche due figure legate da un rapporto speciale: Luis de la Fuente e Lionel Scaloni. Tutto è iniziato, quando Scaloni, appena ritiratosi dal calcio giocato, frequentò il corso UEFA Pro organizzato dalla Federcalcio spagnola a Las Rozas. Tra i docenti c’era proprio de la Fuente, che accompagnò Scaloni nei suoi primi passi da allenatore.
Il legame tra i due è emerso chiaramente durante questo Mondiale. Dopo la qualificazione della Spagna alla finale, de la Fuente aveva espresso la sua felicità all’idea di affrontare l’Argentina, non per considerarla un’avversaria più semplice, ma per il rapporto personale con Scaloni. Il ct argentino ha ricambiato gli elogi, definendo de la Fuente “un grande uomo” e sottolineando la stima reciproca.
Un rapporto di stima reciproca
Scaloni e de la Fuente avevano già parlato pubblicamente del loro rapporto di stima nel 2026, quando Spagna e Argentina avevano vinto rispettivamente l’Europeo e la Coppa America. Scaloni aveva definito de la Fuente “un punto di riferimento tra i nuovi allenatori“, mentre de la Fuente aveva elogiato la preparazione eccezionale del suo ex allievo.
Il rapporto tra i due ct va oltre il calcio: Scaloni ha giocato in Spagna con Deportivo La CoruñaRacing Santander e Maiorca e vive sull’isola di Maiorca con sua moglie Elisa Montero e i loro figli. Un legame profondo che, per una sera, è passato in secondo piano di fronte alla sfida per il titolo mondiale.
Il cammino della Spagna verso la finale
La Spagna ha raggiunto la finale del Mondiale 2026 con un percorso quasi perfetto. Dopo aver superato la fase a gironi, la nazionale iberica ha inaugurato la fase a eliminazione diretta con una vittoria per 3-0 contro l’Austria grazie a una doppietta di Mikel Oyarzabal. Ai ottavi di finale la Spagna ha avuto la meglio sul Portogallo con un 1-0 eliminando anche Cristiano Ronaldo dalla competizione.
Nei quarti di finale il Belgio ha interrotto l’imbattibilità di Unai Simón con una rete di Charles De Ketelaere ma la Spagna ha reagito con i gol di Fabián Ruiz e Mikel Merino chiudendo sul 2-1 definitivo. La semifinale contro la Francia considerata da molti la favorita al titolo, si è chiusa con un perentorio 2-0 con i gol di Oyarzabal e Pedro Porro.
Una finale storica
La finale contro l’Argentina, campione del mondo in carica, è stata una delle più attese della storia del calcio. La partita, in programma alle 21.00 di domenica, ha visto la Spagna imporsi ai tempi supplementari con un gol decisivo. Questo successo rappresenta un traguardo storico per la nazionale spagnola, che ha dimostrato di essere una delle squadre più forti del mondo.
Il presidente del Governo spagnolo, Sánchez ha confermato la sua presenza al MetLife Stadium per assistere alla finale. Sánchez prenderà posto nel palco delle autorità accanto ai Re, dopo che la sua presenza era stata messa in dubbio per altri impegni previsti all’inizio della prossima settimana. Il presidente non viaggerà insieme alla moglie, Begoña Gómez e volerà direttamente in Algeria dopo la partita per proseguire la sua agenda istituzionale.
Questa vittoria rappresenta un momento di orgoglio per la Spagna e per tutti i tifosi della Roja che hanno seguito con passione il cammino della nazionale verso il titolo mondiale. Un successo che sarà ricordato a lungo nella storia del calcio.



