Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Kevin Keegan una delle figure più iconiche e amate della storia del pallone. Morto a 75 anni, Keegan lascia un’eredità indelebile, sia come giocatore che come allenatore, avendo segnato profondamente il calcio inglese e non solo.
La notizia della sua morte è stata annunciata dalla famiglia, che ha reso noto che Keegan stava combattendo contro un tumore da diversi mesi. Nonostante la battaglia, il suo spirito indomabile lo ha caratterizzato fino all’ultimo, proprio come in campo.
Una carriera costellata di successi
Nato il 14 febbraio 1951, Keegan ha iniziato la sua carriera professionistica con lo Scunthorpe United prima di essere notato da Bill Shankly leggendario allenatore del Liverpool. Con i Reds Keegan ha vinto tre campionati inglesi, una Coppa dei Campioni nel 1977, due Coppe UEFA una FA Cup e due Charity Shields.
Il suo talento eccezionale non è passato inosservato, e nel 1977 si è trasferito all’Amburgo dove ha vinto un’altra Bundesliga e ha conquistato due Palloni d’Oro consecutivi nel 1978 e nel 1979. Con i tedeschi, ha raggiunto anche la finale di Coppa dei Campioni nel 1980, persa contro il Nottingham Forest.
Il ritorno in Inghilterra e il ritiro
Tornato in Inghilterra, ha giocato per Southampton e Newcastle dove ha continuato a dimostrare il suo straordinario talento. Con i Magpies ha segnato 27 gol nella sua ultima stagione, prima di ritirarsi nel 1984.
La sua carriera in nazionale non è stata altrettanto fortunata, ma ha comunque indossato la maglia dell’Inghilterra in 63 occasioni, segnando 21 gol. Ha partecipato all’Europeo 1980 e al Mondiale 1982 anche se quest’ultimo è stato segnato da un infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo.
L’avventura in panchina
Dopo il ritiro, Keegan ha intrapreso la carriera da allenatore, iniziando con il Newcastle che ha portato dalla Second Division alla Premier League. Con i Magpies ha sfiorato il titolo nel 1996, perdendo il campionato per un soffio contro il Manchester United di Sir Alex Ferguson.
Ha poi allenato il Manchester City e la nazionale inglese guidandola all’Europeo 2000 dove i Tre Leoni sono stati eliminati al primo turno. La sua capacità di motivare i giocatori e il suo carisma lo hanno reso uno degli allenatori più amati e rispettati.
Il tributo delle squadre
Alla notizia della sua morte, molte squadre hanno reso omaggio a Keegan. Il Liverpool ha scritto sui suoi canali social: “Il suo spirito indomabile e il suo straordinario contributo rimarranno per sempre impressi nella nostra storia e la sua eredità continuerà a vivere”.
Il Newcastle ha ricordato Keegan come “il cuore pulsante del club per generazioni di tifosi”, sottolineando il suo contributo sia come giocatore che come allenatore. Anche l’Amburgo ha reso omaggio al suo ex giocatore, ricordandolo con il soprannome “Mighty Mouse”, in riferimento alla sua piccola statura e alla sua straordinaria potenza in campo.
Kevin Keegan lascia un vuoto incolmabile nel mondo del calcio, ma la sua eredità vivrà per sempre nei cuori dei tifosi e nelle pagine della storia del pallone.


