Un allenatore di calcio giovanile attivo nel settore tra il 2026 e il 2026, è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Trieste e condotta dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Pordenone.
L’inchiesta è partita a gennaio di quest’anno, dopo l’arresto in flagranza dell’uomo, trovato in possesso di migliaia di immagini pedopornografiche alcune delle quali ritraevano giovani calciatori negli spogliatoi. Gli investigatori hanno ricostruito le società sportive nelle quali l’indagato aveva lavorato come mister, effettuando sopralluoghi in 14 impianti sportivi per identificare gli spogliatoi coinvolti.
L’indagine e le vittime identificate
Per identificare le vittime, i carabinieri hanno acquisito gli elenchi dei giovani tesserati e ascoltato i loro genitori. Secondo le indagini, l’allenatore avrebbe sfruttato il proprio ruolo di fiducia per fotografare e riprendere a loro insaputa minorenni all’interno degli spogliatoi. Fino a questo momento, sono stati identificati 24 giovani, ritratti in oltre 200 fotogrammi e nove video.
Le società sportive coinvolte
Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire l’intera rete delle società sportive presso le quali l’indagato ha lavorato in questi anni. Sulla base delle testimonianze fornite dai responsabili delle associazioni, gli inquirenti hanno effettuato sopralluoghi all’interno degli spogliatoi e delle strutture sportive utilizzate dalle squadre, sia durante gli allenamenti che nelle partite ufficiali di campionato.
L’ispezione, condotta con la collaborazione dei presidenti di tutti i club coinvolti, ha interessato un totale di 14 campi di gioco riconducibili ad altrettante società calcistiche del territorio. I sopralluoghi hanno permesso di localizzare con certezza gli ambienti in cui sono state scattate le fotografie trovate nel telefono dell’allenatore.
Le prossime mosse delle indagini
L’inchiesta prosegue per ricostruire integralmente la vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità. Gli investigatori stanno lavorando per fare piena luce sull’intera vicenda e verificare l’esistenza di ulteriori episodi o responsabilità.



