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19 Ottobre 2026

Finanze inglesi: perché i club più ricchi sono in perdita

I club più ricchi del mondo si trovano in una spirale di debiti, con la Premier League sull’orlo del disastro finanziario.

Finanze inglesi: perché i club più ricchi sono in perdita

La Premier League, considerata la lega più redditizia del panorama calcistico globale, sta attraversando una fase critica. L’Independent Football Regulator (IFR), creato dal governo britannico nel 2025, ha pubblicato un rapporto dettagliato che evidenzia una crisi di sostenibilità per la maggior parte delle realtà partecipanti.

Crescita esponenziale dei ricavi dal 1992

Dal 1992 i ricavi medi dei club di Premier League sono aumentati di ben 30 volte, superando di dieci volte la crescita del PIL britannico nello stesso arco temporale. Il fattore trainante è stata la moltiplicazione per 60 dei guadagni derivanti dalla vendita dei diritti televisivi. Oggi la Premier League genera entrate televisive più elevate di qualsiasi altra lega europea, grazie a una diffusione capillare sia sul territorio nazionale sia sui mercati esteri. Tuttavia, questi guadagni non sono sufficienti a compensare l’aumento vertiginoso delle spese operative.

Afflusso di capitali stranieri e dipendenza dagli azionisti

Negli ultimi cinque anni gli investitori internazionali hanno immesso circa 7,2 miliardi di sterline nel capitale azionario di 65% dei club di Premier League. Tra le operazioni più eclatanti, il gruppo guidato dalla famiglia Mittal, insieme a Jeff Bezos e Eduardo Saverin, ha acquisito una quota rilevante del Liverpool. Questi capitali hanno spinto il valore complessivo dei club a 12,5 miliardi di euro, più del doppio rispetto alle altre grandi leghe europee.

Ricapitalizzazioni continue e rischio di insolvenza

Il modello di finanziamento attuale si basa su ricapitalizzazioni periodiche da parte degli azionisti. Tra marzo 2025 e marzo 2026, ben 67 società hanno ricevuto almeno sei iniezioni di denaro, senza le quali due terzi dei club non sopravviverebbe a 90 giorni. La dipendenza da questi apports rende il futuro incerto: gli investitori hanno già registrato una perdita del 41% sul capitale investito, mentre l’indice FTSE 100 è cresciuto del 38% nello stesso periodo.

Spese da mercato, salari e crescita del debito

La spinta a rendere le squadre più competitive ha sfociato in acquisti record: nella stagione 2025/2026 i club hanno speso 3,1 miliardi di sterline per nuovi giocatori, mentre le cessioni hanno fruttato solo 1,25 miliardi, generando un saldo negativo di circa 2,2 miliardi. Il 17% di questo ammontare è andato ai procuratori, i quali hanno incassato quasi 650 milioni di sterline. Parallelamente, il salario medio dei calciatori è aumentato del 33% nei club top e di più nelle divisioni inferiori, dove la lotta per un posto in Premier League è più aggressiva.

Ammortamento dei cartellini e impatto sui bilanci

Il costo di ammortamento dei cartellini è raddoppiato, passando da 1,3 a 2,6 miliardi di sterline tra la stagione 2021/22 e 2025/26. Insieme al boom degli stipendi, queste spese hanno eroso i profitti derivanti da diritti televisivi, merchandising e ricavi da stadio. Il risultato è che il 94% dei club registra una perdita media di 44 milioni di sterline (circa 52 milioni di euro) per anno.

Il livello di indebitamento ha raggiunto cifre preoccupanti: il debito totale dei club è passato da 2,8 a 4,1 miliardi di sterline negli ultimi cinque anni e si prevede supererà i 5,1 miliardi nella stagione corrente. Il 75% di questo onere grava su club di Premier League. Gli interessi annuali sul debito sono saliti da 97 a 455 milioni di sterline, un incremento del 370%, e le garanzie offerte ai creditori ammontano a oltre 13,7 miliardi di sterline, spesso legate a stadi o a futuri diritti televisivi.

Di fronte a questi dati, i dirigenti dell’IFR hanno dichiarato che non si può più rimandare l’intervento. Se il calcio inglese non riesce a ristrutturare il proprio modello finanziario, l’autorità è pronta a utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per imporre cambiamenti duraturi.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.