La FIGC amplia contratti professionali nel calcio femminile
La Federazione ha annunciato oggi a Roma la decisione di estendere la possibilità di stipulare contratti professionali per le calciatrici della Serie A femminilemisure che sono state presentate alla vigilia di incontri con i club e le leghe.
La scelta è stata motivata come un passo verso la professionalizzazione del movimento e per garantire maggiore stabilità contrattuale e tutele previdenziali alle atlete.
Perché la misura è stata introdotta
La modifica normativa è stata spiegata come risposta a esigenze emerse negli ultimi anni: incremento di interesse, necessità di regole uniformi e richiesta di maggiore tutela per le calciatrici. L’introduzione dei contratti professionali mira a rendere il settore più attrattivo per investimenti e a migliorare le condizioni di lavoro delle giocatrici.
I vertici federali hanno descritto l’intervento come parte di un pacchetto che include anche incentivi economici ai club e strumenti di compliance finanziaria per favorire la sostenibilità. La mossa è stata presentata come compatibile con le norme sportive nazionali e in linea con i programmi di sviluppo giovanile.
Dettagli normativi e ambito di applicazione
Le nuove disposizioni prevedevano che le società di Serie A femminile possano offrire a un numero ampliato di calciatrici contratti a tempo pieno, con tutele contributive e previdenziali analoghe a quelle del professionismo maschile. Sono stati specificati criteri minimi per i contratti, clausole standard e obblighi di registrazione presso gli organi federali.
La Federazione ha inoltre introdotto misure transitorie per le società che devono adeguare la propria struttura amministrativa e un piano di accompagnamento per le atlete che passano da contratti dilettantistici a professionali. È stato evidenziato che le modifiche non obbligavano automaticamente tutti i club ad adottare la nuova forma contrattuale, ma stabilivano i requisiti per poterlo fare.
Impatto economico e sostegno ai club
Per mitigare l’impatto finanziario sulle società, la Federazione ha annunciato un pacchetto di incentivi che includeingaggi economici e contributi per le spese di tesseramento e formazione. Questi interventi sono stati pensati per favorire la transizione soprattutto nelle realtà con minori risorse.
Il documento illustrava anche meccanismi di controllo per evitare pratiche non sostenibili: limiti di spesa proporzionati ai ricavi dei club e obblighi di trasparenza contabile associati al ricorso ai contratti professionali. L’obiettivo dichiarato era quello di equilibrare crescita sportiva e responsabilità economica.
Reazioni di club, giocatrici e stakeholder
I club di vertice hanno espresso interesse per la possibilità di formalizzare un maggior numero di contratti, mentre squadre con budget più limitati hanno chiesto chiarimenti sui tempi e sulle condizioni degli incentivi. Alcune giocatrici hanno commentato le misure come un passo significativo per la tutela del lavoro sportivo femminile.
La Federazione ha convocato tavoli tecnici con le leghe e con i rappresentanti delle calciatrici per definire pratiche operative e tempistiche di attuazione. È stato indicato che il confronto proseguirà nelle prossime settimane per stabilire scadenze condivise e aggiornare il regolamento tesseramenti.
Prossimi passaggi amministrativi
Gli uffici federali hanno indicato che i dettagli normativi saranno pubblicati in un regolamento attuativo e che le società riceveranno linee guida operative. È prevista una fase di adeguamento durante la quale i club potranno iscriversi al nuovo regime e presentare la documentazione necessaria per beneficiare degli incentivi.
Il calendario di applicazione delle nuove regole dovrebbe essere definito nei tavoli congiunti, con scadenze che miravano a non interferire con le fasi di iscrizione e tesseramento previste per i campionati. L’attenzione è stata posta sulla necessità che le misure si integrino con le norme sportive già vigenti.



