Nel cuore delle Dolomiti, Trento ha trasformato l’estate in una stagione di appuntamenti culturali e sportivi. Dopo il Trentodoc Festival che ha attirato più di 12 mila visitatori in 170 eventi, la città accoglie contemporaneamente due grandi manifestazioni: il Festival dello Sport (1-4 ottobre) e Autumnus (1-11 ottobre). Il sindaco Franco Ianeselli descrive la città come una “comunità che vibra”, capace di coniugare tradizione e innovazione.
Trentodoc, sport e gastronomia: i numeri che raccontano la rinascita
Il Trentodoc Festival è diventato l’evento più identitario della stagione, con una partecipazione che supera le aspettative: 12 000 persone hanno goduto di 170 appuntamenti sparsi tra le vie del centro storico. La presenza di Walter Veltroni ha ricordato il rischio di isolarsi nei social network, sottolineando come il festival restituisca il valore dello stare insieme in un contesto fisico.
Festival dello Sport: la terza edizione si spinge oltre 55 000 presenze
Il Festival dello Sport ha rombo di nove edizioni alle spalle e ha superato le 55 000 presenze l’anno scorso. Ianeselli evidenzia come la città sia “nata per lo sport”, con una continuità tra natura e attività fisica che coinvolge tutte le generazioni. Il tema di quest’anno, Invincibili richiama il film *Invictus* di Clint Eastwood, celebrando la capacità di governare il proprio destino e di coltivare una forza interiore, più che una mera vittoria.
Autumnus: sapori di qualità sotto il Castello del Buonconsiglio
Parallelamente, Autumnus porta la gastronomia a Piazza Mostra, ai piedi del Castello del Buonconsiglio. Gli organizzatori hanno puntato su una sinergia tra tradizione popolare e eccellenza enogastronomica, creando una cornice che, secondo Ianeselli, dimostra “che la città può organizzare anche i Mercatini di Natale” dopo “chi pensava che nulla fosse possibile”.
Le critiche cittadine e la risposta dell’Amministrazione
Durante la Trento Half Marathon la presenza di bagni mobili ha suscitato qualche malumore tra i residenti. Il sindaco ha chiarito che tali strutture erano esclusivamente destinate ai corridori, non al pubblico del Festival dello Sport, e ha rimarcato che “il vero problema di una città è l’assenza di proposte”. L’obiettivo, secondo Ianeselli, è garantire un’offerta continua per evitare il dramma di una Trento senza nulla da fare.
Il Festival dello Sport di Trento 2026: il calcio al centro della narrazione
La programmazione del Festival prevede sei grandi filoni dedicati al calcio, ognuno dei quali riunisce leggende, allenatori e personaggi storici. Tra gli appuntamenti più attesi troviamo:
- Gianni Rivera – Golden Boy (1 ott. 20:30, Auditorium Santa Chiara)
- Marco Tardelli e Myrta Merlino – Reti unificate (1 ott. 19:00, Palazzo della Regione)
- Oliver Bierhoff – Una vita da centravanti (2 ott. 16:30, Teatro Sociale)
- Daniele Orsato – Professione arbitro (data da confermare)
- Juventus ’96 – La notte dei campioni (4 ott. 14:00, Auditorium Santa Chiara)
- Wesley Sneijder – Il genio del triplete (4 ott. 18:00, Teatro Sociale)
Questi incontri non solo celebrano le glorie passate ma offrono anche spunti di riflessione sulla coesione e sull’identità sportiva di club come Juventus, Milan, Inter, Torino e Fiorentina. Ianeselli ha dichiarato una predilezione personale per presentazioni legate al basket e al nuoto, ma riconosce il valore della narrazione sportiva per tutta la cittadinanza.
Ferrara Sport Festival: un modello di inclusività e partecipazione
Nel frattempo, a Ferrara si è conclusa la seconda edizione del Ferrara Sport Festival un evento che ha amplificato la proposta rispetto al 2025, coinvolgendo oltre 120 società e più di 240 esibizioni gratuite. La manifestazione ha dato spazio a discipline paralimpiche, con la giornata “Sport is live/life” dedicata alle scuole. Il sindaco Alan Fabbri ha sottolineato come le piazze siano state “piene di famiglie, bambini, ragazzi e appassionati”, testimoniando il potere dello sport come fattore di benessere e inclusione. Questo esempio conferma la tendenza delle città italiane a trasformare gli spazi urbani in laboratori viventi di movimento e socialità.
Grazie alla capacità di organizzare eventi di portata nazionale e alla volontà di ascoltare le esigenze dei cittadini, la città dimostra come la cultura e il movimento possano creare un senso di appartenenza unico, superando i vecchi stereotipi di “città senza nulla da fare”.



