Il centrocampista macedone Eljif Elmas ha recentemente raccontato a i ricordi più intensi del suo percorso: dalla vittoria dello Scudetto Napoli sotto Luciano Spalletti passando per un breve ma significativo periodo al Lipsia fino all’attuale avventura con l’Atalanta. L’intervista si è trasformata in una cronistoria personale, in cui il giocatore ha messo in luce la mentalità che ha guidato la squadra e la propria evoluzione professionale.
Nel racconto emergono soprattutto le parole pronunciate dal tecnico durante il ritiro precampionato, un discorso che ha cambiato il clima interno e ha spinto tutti a credere in un obiettivo apparentemente irraggiungibile: diventare campioni. Elmas ha sottolineato come quel messaggio abbia infuso energia extra nei giocatori, permettendo al Napoli di superare una sequela di terze posizioni e conquistare il titolo dopo 33 anni.
Il discorso di Spalletti che ha acceso la mentalità vincente
Durante il ritiro, Spalletti ha dichiarato: “L’anno scorso siamo arrivati terzi, ma quest’anno non voglio essere secondi, terzi o quarti. Quest’anno voglio essere campione. Saremo campioni”. Per molti giocatori, incluse le parole di Elmas l’affermazione sembrava una promessa audace. Il centrocampista ricorda che, all’inizio, persino lui e alcuni compagni dubitavano della fattibilità di un titolo, considerandolo una sfida quasi impossibile per il Napoli.
L’atmosfera in città: festa continua e gesti di gratitudine
Il clima a Napoli durante la corsa al titolo è stato descritto come quasi surreale. A partire da aprile, una statua di plastica del giovane è comparsa in un grande parco vicino alla sua abitazione, simbolo della devozione dei tifosi. Ogni settimana, le famiglie del quartiere bussavano alla sua porta con dolci, cibi vari e, talvolta, persino il conto del ristorante veniva saldato da sconosciuti. “Non potevi nemmeno uscire per una passeggiata senza essere fermato da applausi”, ha detto Elmas, evidenziando come la città intera fosse avvolta da un vero spirito di festa.
Il trasferimento al Lipsia: decisioni tra dirigenti e allenatori
Il passaggio successivo di Elmas è avvenuto verso la Germania, dove è stato scelto direttamente da Max Eberl allora direttore sportivo del Lipsia. Il giocatore ha precisato che, a differenza di altre esperienze, la sua firma è stata più una scelta dei dirigenti che una volontà dell’allenatore. Dopo il trasferimento di Eberl al Bayern Monaco, la situazione è cambiata e Elmas ha dovuto confrontarsi con l’allenatore per capire il proprio ruolo nella squadra.
Nonostante le difficoltà iniziali, Elmas non ha accettato critiche sulla sua capacità di adattarsi al calcio tedesco. Ha dichiarato di essere consapevole di poter competere non solo nella Bundesliga ma in qualsiasi campionato di alto livello, grazie al proprio profilo di giocatore. Questa fiducia è stata fondamentale per superare la fase di transizione e dimostrare il proprio valore sul campo.
La rinascita in Atalanta: la fiducia di Giuntoli e Sarri
L’attuale tappa della carriera di Elmas lo vede indossare la maglia dell’Atalanta. Il centrocampista attribuisce la decisione al sostegno espresso dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli e dall’allenatore Maurizio Sarri. “La fiducia mostrata dal direttore sportivo e il desiderio dell’allenatore di avermi in squadra mi hanno dato una spinta enorme”, ha affermato Elmas.
Secondo il giocatore, l’ambiente bergamasco rispecchia lo stile di gioco praticato a Napoli per quasi sette stagioni, facilitando un rapido adattamento. La presenza di Giuntoli, conosciuto fin dai tempi napoletani, rappresenta per Elmas un “energia speciale” che rende l’Atalanta il club ideale per esprimere il proprio potenziale. “Credo di aver trovato il luogo giusto per diventare il giocatore che sono destinato a essere”, conclude il macedone, guardando con ottimismo al futuro della squadra.



