Il cammino verso la presidenza della FIGC sta entrando nella sua fase decisiva. Le elezioni, fissate per il 14 dicembre, vedono contrapposti due nomi di alto profilo: Giovanni Malagò, attuale commissario della Federazione, e Adriano Galliani, storico dirigente di Milan e Monza. Entrambi hanno già raccolto un consistente numero di firme, ma la composizione dei gruppi elettorali rende la gara particolarmente complessa.
Galliani ottiene il sostegno delle associazioni di giocatori e tecnici
L’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e l’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIA) hanno ultimato la raccolta delle firme necessarie per presentare Galliani come candidato. La loro dichiarazione ufficiale sottolinea che la scelta rappresenta “un’opportunità importante in termini di valori, storia, esperienza e risultati sul campo”. Con queste firme, le due categorie controllano il 30 % del peso elettorale complessivo, una quota non trascurabile nella determinazione del risultato finale.
Il peso elettorale dei membri AIC e AIA
Il sistema di voto della FIGC attribuisce al gruppo dei calciatori e degli allenatori una frazione pari al 30 % dei voti totali. Questo significa che, anche senza il supporto dei club, una coalizione solida di giocatori e tecnici può influenzare in maniera significativa l’esito delle elezioni. La raccolta delle firme da parte di AIC e AIA è avvenuta in tempi rapidi, grazie a una serie di telefonate, briefing e incontri informali tra le parti coinvolte.
Malagò conquista la decima firma in Serie A
Nel frattempo, Giovanni Malagò ha raccolto la decima firma fra i club di Serie A, raggiungendo il quorum necessario per candidarsi formalmente. Il club di Como, che inizialmente aveva espresso preferenza per Galliani, ha poi confermato il proprio sostegno a Malagò, portando il conteggio a dieci firme. Resta solo da ottenere l’undicesima adesione, passaggio chiave per consolidare la sua posizione di candidato rappresentante del “movimento locomotiva” del calcio italiano.
Il percorso verso l’undicesima adesione
Il prossimo obiettivo di Malagò è convincere un altro club di Serie A a firmare il suo appoggio entro la scadenza del 4 novembre, data entro cui le candidature devono essere depositate. Se riuscirà a superare questa soglia, la sua candidatura sarà ufficialmente riconosciuta come rappresentante della lega maggiore, aumentando notevolmente le sue probabilità di vittoria.
Il tabellone elettorale: quote di voto e scadenze
Oltre ai movimenti già citati, il calcolo elettorale comprende altri settori: la Serie B detiene il 6 % dei voti, la Lega Pro il 12 %, mentre la categoria Dilettanti incide per il 34 %. Sommandoli, si ottiene il 100 % del valore elettorale. In questa configurazione, sia Galliani – con il supporto di otto club di Serie A più le firme dei giocatori e degli allenatori – sia Malagò – con dieci firme di club di Serie A – si trovano a dover trattare anche con le altre categorie per assicurarsi la maggioranza.
Le tensioni tra le parti non sono mancate. L’AIC ha sollevato critiche nei confronti di Malagò, sottolineando la necessità di una maggiore trasparenza nella gestione della Federazione. Parallelamente, nomine chiave come quelle di Francesco Bianchedi e Beppe Signori sono state al centro di dibattiti, soprattutto per il ruolo ancora vacante di Giancarlo Viglione, che avrebbe dovuto ricevere un incarico di rilievo.
Con la scadenza del 4 novembre che si avvicina, le due fazioni stanno intensificando gli incontri con i club di Serie B, Lega Pro e le realtà dilettantistiche, nella speranza di conquistare i consensi mancanti. Il risultato finale dipenderà quindi dalla capacità di ciascun candidato di costruire una coalizione capace di superare la soglia del 50 % dei voti, tenendo conto della diversificata distribuzione delle quote.
Le elezioni del 14 dicembre rappresentano dunque un bivio per il futuro del calcio italiano. Un eventuale trionfo di Galliani potrebbe tradursi in una spinta verso riforme più rapide e un nuovo approccio gestionale, mentre la vittoria di Malagò sarebbe interpretata come una continuità della direzione attuale, con un’enfasi sulla stabilità e la gestione amministrativa consolidata. Il prossimo periodo sarà cruciale per definire quale visione guiderà la FIGC nei prossimi anni.



