Il calcio, oltre a essere lo sport più seguito al mondo è custode di aneddoti che spesso superano la fantasia. Un nuovo volume, Il calcio e le sue storie inverosimili raccoglie alcuni dei racconti più stravaganti, dal Brasile del 1914 alle trincee della Prima Guerra Mondiale, fino alle oscure macchinazioni del regime fascista.
Parallelamente, la recente produzione cinematografica ‘In un battito’ mette a fuoco la vita di Edoardo Bove, centrocampista italiano che, dopo un arresto cardiaco nel dicembre 2024, ha lottato per rientrare in campo. Il documentario, diretto da Giovanni Troilo, è stato presentato al Festival del Cinema di Roma e arriverà nelle sale a novembre.
Le menzogne più famose raccontate nel libro di Erga
Il testo di Erga descrive una serie di inganni che hanno attraversato i secoli del calcio. Tra questi, la storia del cosiddetto “truffatore” che, senza mai scendere in campo, riuscì a comparire su schede ufficiali e a guadagnare fatturati di trasferimento.
La finta partita Corea del Nord-Brasile
Nel 1970, la Corea del Nord organizzò una sfida contro un *presunto* Brasile. Gli europei, convinti della legittimità dell’incontro, registrarono un risultato che poi fu svelato come una completa invenzione diplomatica.
Lo scudetto delle pistole e il fascismo
Durante gli anni ’30, il campionato italiano fu manipolato per favorire squadre legate al regime. Il «Scudetto delle pistole» rimane un simbolo di come lo sport possa essere usato come strumento di propaganda politica.
Edoardo Bove: da crisi cardiaca a docufilm ètoico
Il 1° dicembre 2024, durante la partita Fiorentina-Inter, Bove collassò sul campo. L’evento, trasmesso in diretta, scatenò un’ondata di preoccupazione tra tifosi e colleghi. Dopo settimane di ricovero, il giovane calciatore dovette confrontarsi con la possibilità di un’improvvisa fine della carriera.
Il percorso di rinascita raccontato sul grande schermo
‘In un battito’ non vuole essere solo un documentario sportivo ma un viaggio introspettivo. Bove, attraverso interviste intime e riprese di sessioni di fisioterapia, mostra come la paura di non essere più nessuno sia stata superata grazie al supporto della famiglia, della fidanzata Martina e di amici d’infanzia come Flavio Cobolli.
Il film ha anche una valenza sociale: ha ispirato una proposta di legge per aumentare il numero di cittadini formati al primo soccorso passando da 15.000 a 100.000 persone, un’iniziativa volta a garantire che emergenze come quella di Bove possano essere gestite più rapidamente.
Il risultato è un racconto che unisce il fascino delle storie inverosimili del calcio con un messaggio di speranza e resilienza. Mentre il libro ci ricorda che il pallone ha sempre avuto un lato oscuro e bizzarro, il docufilm dimostra che, alla fine, la vera forza risiede nell’umano.



