La recente nomina di Diana Bianchedi a capodelegazione della Nazionale italiana di calcio ha innescato un acceso dibattito tra il Coni e la Figc. La decisione, annunciata dal presidente federale Giovanni Malagò ha sollevato questioni di compatibilità e conflitto di interessi mettendo in luce le tensioni tra le due istituzioni.
Bianchedi, leggenda della scherma italiana con due ori olimpici a squadre, è attualmente vicepresidente vicaria del Coni. La sua nomina a capo delegazione della Nazionale è stata presentata come un tentativo di rivoluzione culturale mirata a rafforzare i legami tra il calcio e il resto del mondo sportivo. Tuttavia, il Coni ha sollevato dubbi sulla legittimità del doppio incarico, attivando gli uffici preposti per verificare eventuali profili di incompatibilità.
Le motivazioni del Coni
In una nota ufficiale, il Coni ha dichiarato che, ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti sono stati attivati gli organismi competenti per valutare la situazione. L’articolo 7, comma 4, dello Statuto del Coni stabilisce che i componenti della Giunta nazionale, in caso di conflitto di interessi permanente devono essere dichiarati decaduti. Bianchedi, avendo firmato un modulo per la dichiarazione di assenza di cause di incompatibilità, si trova ora di fronte a una scelta difficile: mantenere il suo ruolo nel Coni o accettare l’incarico nella Figc.
Attualmente in vacanza in Malesia, Bianchedi non ha ancora firmato l’incarico con la Figc, che si sussurra valga economicamente tre volte quello del Coni. La situazione è complessa e richiede una decisione tempestiva per evitare ulteriori tensioni istituzionali.
La risposta della Figc
La Figc ha risposto alle preoccupazioni del Coni affermando che non vi è alcun conflitto di interessi nella nomina di Bianchedi. Fonti della federazione hanno chiarito che non esiste una norma statale o statutaria che vieti espressamente un incarico federale a un membro della Giunta del Coni. Secondo la Figc, si tratta di un ruolo di mera rappresentanza che non configura un conflitto di interessi permanente.
Malagò ha difeso la sua scelta, sottolineando che Bianchedi gode di prestigio e credibilità internazionale. Il presidente della Figc ha spiegato che la nomina mira a rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi superando la percezione del calcio come una realtà a parte.
Le implicazioni per la Nazionale
La nomina di Bianchedi si inserisce in un momento di transizione per la Nazionale italiana. Recentemente, la Figc ha affrontato un periodo di instabilità, con le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo e la nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico. Malagò ha respinto le speculazioni sulla sua amicizia con Mancini, definendola una narrazione senza senso.
Mentre gli uffici legali del Coni esaminano le carte del caso, la Nazionale si prepara per la Nations League di fine settembre e per i grandi appuntamenti internazionali, tra cui gli Europei 2028 e 2032 e i Mondiali 2030. Malagò ha sottolineato l’importanza di guardare alla base, ai giovani, per costruire un futuro solido per il calcio italiano.



