Durante la pausa internazionale delle Nazionali, l’attenzione si sposta sugli stipendi dei singoli calciatori. Il mercato salariale dei giocatori italiani è estremamente vario: alcuni percepiscono cifre da capogiro in leghe straniere, altri sono tra i meglio pagati nella Serie A. Analizziamo i dati più recenti per capire chi si trova in cima alla classifica globale, quali volti dominano la classifica nazionale e come il Bologna gestisce il proprio bilancio salariale per la stagione 2026/27.
Gli italiani più pagati al mondo
Partendo dalla classifica internazionale, il stipendio lordo annuo più elevato spetta a Marco Verratti che percepisce 30 milioni di euro per il club al-Duhail. Subito dietro troviamo Gianluigi Donnarumma del Manchester City con 16,7 milioni, seguito da Mateo Retegui (Al-Qadsiah) a 16 milioni. Al quarto posto c’è Sandro Tonali al Tottenham, 12,2 milioni, e Nicolò Barella dell’Inter con 12 milioni. Il podio è completato da Alessandro Bastoni (Inter) a 10,2 milioni e da Federico Chiesa (Liverpool) con 9,7 milioni.
Scendendo nella parte centrale della classifica, molte figure di spicco della Serie A mantengono contratti superiori a 6 milioni. Federico Dimarco (Inter) e Manuel Locatelli (Juventus) percepiscono entrambi 7,4 milioni. Riccardo Calafiori ora a Arsenal, guadagna 8,5 milioni, mentre Marco Pallestra (Chelsea) supera i 9 milioni. L’elenco continua con altri nomi noti, tra cui Alessio Romagnoli (Al-Sadd) e Giovanni Di Lorenzo (Napoli), entrambi con 6 milioni di euro.
Chi guadagna di più nella Serie A: la top 11
Passando all’analisi interna al campionato italiano, i stipendi più alti sono concentrati soprattutto tra i club di Milano e Torino. In porta, Mike Maignan (Milan) al gruppo dei 6,41 milioni. Tra i difensori, spiccano Alessandro Bastoni (Inter) a 10,19 milioni, Leonardo Bonucci (Juventus) a 9,26 milioni e Stefan de Vrij (Torino) a 7,41 milioni. Il centrocampo è dominato da Nicolò Barella (Inter) con 12,04 milioni, Kevin De Bruyne (Roma) e Emir Kahn (Milan) entrambi intorno a 11,11 milioni. In attacco, Victor Yıldız (Milan) percepisce 11,11 milioni, Luis Lautaro (Inter) raggiunge i 16,67 milioni, e il giovane Kolo Muani (Roma) incassa 10,19 milioni. L’allenatore Massimiliano Spalletti (Juventus) ha un contratto da 9,26 milioni, mentre il bonus più alto è assegnato a Rasmus Højlund (Inter) con 9,26 milioni.
Bologna: la mappa salariale della rosa 2026/27
Il Bologna ha destinato circa 51 milioni di euro al montepremi salariale lordo per la stagione corrente. Il giocatore più pagato è Artem Dovbyk in prestito dalla Roma, con un ingaggio di 6,4 milioni. Al suo fianco, Riccardo Orsolini costa 5,2 milioni, mentre Lewis Ferguson percepisce 4,6 milioni. Arthur Theate completa il quadrimestre dei top quattro con 4,2 milioni. Tra i successivi troviamo Federico Bernardeschi a 3,3 milioni e Roberto Piccoli a 3 milioni. Anche i guardiani delle reti e i centrocampisti di ruolo più giovane, come Juan Miranda e Łukasz Skorupski hanno contratti superiori a 2,2 milioni.
La distribuzione dei salari evidenzia una netta differenziazione tra i riferimenti tecnici e i profili emergenti. Più della metà del budget è concentrata su otto giocatori che superano i 3 milioni, garantendo al club una base esperta e competitiva. Gli ultimi dieci nomi della rosa, con stipendi compresi tra 0,7 e 1,1 milioni, sono prevalentemente giovani in fase di sviluppo o giocatori con ruoli di rotazione, a testimonianza di una strategia che privilegia la crescita interna senza gravare eccessivamente sul bilancio.
Il panorama salariale dei calciatori italiani dimostra una forte polarizzazione: alcuni eccellono nei mercati più ricchi del Qatar e della Premier League, mentre altri consolidano la loro presenza nei club di vertice della Serie A. Il Bologna, pur non avendo i fondi dei giganti del nord, ha comunque saputo allocare le risorse in maniera mirata, puntando su un nucleo ristretto di talenti per competere nella massima serie. Osservando l’evoluzione dei contratti, sarà interessante vedere se la tendenza verso stipendi più alti all’estero continuerà a influenzare la competitività del campionato italiano.



