La comunità di Livigno e quella bresciana sono in lutto per la perdita di Camilla e Dana Galli, due sorelle morte in un incidente stradale a Iseo. Camilla, 23 anni, e Dana, solo 14, erano due promesse dello sci nordico italiano, con un futuro luminoso davanti a loro.
Due vite dedicate allo sci nordico
Camilla e Dana facevano parte di una famiglia di fondisti di Livigno, in Valtellina. Tutte e tre le sorelle si erano dedicate allo sci di fondo, seguendo le orme dei genitori. Dana, la più giovane, era considerata uno degli astri nascenti dello sci nordico italiano. Aveva già collezionato numerosi titoli regionali e nazionali nella categoria Under14 e Under16. Recentemente, aveva ottenuto il secondo posto nella Coppa Italia Giovani a Saint Barthelemy nella categoria Under16 e l’argento nella staffetta ai Campionati italiani Allievi.
Camilla, la sorella maggiore, aveva un passato nello sci di fondo e aveva contribuito a creare un ambiente familiare fortemente legato a questo sport. Anche il fratello Teo Galli, 22 anni, è un atleta di livello internazionaleclassificatosi quarto nella sprint ai Mondiali Under23 di Lillehammer e uno dei riferimenti della Nazionale italiana.
L’incidente che ha sconvolto la comunità
L’incidente è avvenuto la sera del 4 giugno 2026, pochi minuti prima delle 19, lungo la provinciale 510, a pochi metri dalla galleria Montecognolo. Le due sorelle viaggiavano a bordo di una Volkswagen Polo, diretta verso la Valcamonica, quando hanno avuto un frontale con una Kia station wagon condotta da un 64enne che viaggiava in direzione Brescia. L’impatto è stato violentissimo: la Polo è uscita di strada, adagiandosi su un fianco contro il guardrail, con l’abitacolo completamente distrutto.
I soccorsi, arrivati sul posto grazie all’intervento dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (Areu), non hanno potuto fare nulla per salvare le due ragazze, già decedute sul colpo. Il conducente della Kia è stato trasportato al Civile di Brescia con ferite serie ma non in pericolo di vita.
Una strada pericolosa
La provinciale 510, teatro della tragedia, è purtroppo nota per la sua pericolosità. Lungo quel tratto di strada, che collega la Valcamonica al lago d’Iseo, si sono verificati numerosi incidenti, spesso causati da sorpassi azzardati e dalla presenza di lunghe gallerie. Solo una settimana prima, in territorio di Breno, un altro frontale in galleria aveva causato la morte di una madre e suo figlio.
La comunità di Livigno ha reagito con dolore e vicinanza alla famiglia Galli, annullando una festa per i giovani prevista in questi giorni. La tragedia ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nella famiglia, ma in tutta la comunità sportiva italiana, che ha perso due giovani talenti e una famiglia intera dedicata allo sport.



