Il calcio giovanile italiano sta vivendo un momento di grande trasformazione, guidata da due figure di spicco: Vito Tisci e Claudio Ranieri. Entrambi stanno lavorando per rivoluzionare l’approccio alla formazione dei giovani talenti, con l’obiettivo di riportare il calcio italiano ai massimi livelli.
Vito Tisci, presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, è stato recentemente confermato per la quarta volta consecutiva alla guida del settore. La sua esperienza e la sua visione hanno portato a una serie di iniziative volte a migliorare la qualità della formazione e a rendere il calcio accessibile a tutti i giovani, indipendentemente dalle loro condizioni economiche o sociali.
La visione di Vito Tisci per il calcio giovanile
Tisci ha sempre sostenuto che la continuità non significa conservazione ma la capacità di consolidare quanto costruito e affrontare nuove sfide. Il suo obiettivo è rendere la qualità della formazione accessibile in ogni territorio, rafforzando il Sistema di Qualità dei Club, lo sviluppo territoriale, la formazione degli adulti e la tutela dei minorenni.
“Il nostro obiettivo non è soltanto formare più calciatori, ma persone e organizzazioni sempre più competenti. Solo una base di qualità può riportare il calcio italiano ai massimi livelli”, ha dichiarato Tisci. La sua visione si basa su un approccio educativo che va oltre il semplice aspetto tecnico, puntando a formare cittadini consapevoli e appassionati.
Claudio Ranieri e il rilancio del calcio italiano
Claudio Ranieri, nuovo Direttore Tecnico della FIGC e presidente del Club Italia, ha indicato nel Settore Giovanile il punto da cui ripartire per rilanciare il calcio italiano. Ranieri ha sottolineato l’importanza di un lavoro sinergico tra tutte le componenti tecniche federali, per garantire un percorso di crescita univoco per i giovani calciatori.
“Il momento più delicato è il passaggio tra il settore giovanile e il calcio dei grandi. I ragazzi crescono giocando, assumendosi responsabilità e trovando società disposte a investire davvero su di loro”, ha affermato Ranieri. Secondo lui, è fondamentale creare percorsi di transizione e incentivi che valorizzino chi concede spazio ai giovani.
La tecnica di base e la creatività
Ranieri ha anche sottolineato l’importanza di lavorare sulla tecnica di base e sulla creatività dei giovani calciatori. “Bisogna tornare a lasciare esprimere il ragazzo fino ai 12-14 anni, solo dopo andrà inquadrato”, ha dichiarato. Questo approccio mira a recuperare i principi del gioco libero, permettendo ai giovani di osservare, scegliere e creare senza limitazioni.
Le sfide future del calcio giovanile
Le sfide future per il calcio giovanile italiano sono molteplici. Da un lato, c’è la necessità di affrontare i costi crescenti delle scuole calcio e le aspettative sempre maggiori delle famiglie. Dall’altro, è fondamentale garantire che il bambino resti al centro del progetto, con allenatori qualificati, attività adeguate all’età e pari opportunità.
“Le società affrontano costi importanti, ma il calcio di base non può diventare un servizio riservato a pochi né alimentare false aspettative. Il bambino deve restare al centro attraverso allenatori qualificati, attività adeguate all’età, pari opportunità e attenzione al benessere”, ha spiegato Tisci.
La loro visione e il loro impegno stanno creando le basi per un movimento più ampio, inclusivo e competente, capace di formare non solo calciatori, ma persone appassionate e consapevoli.



