West Brom vicino a cambiare allenatore: ipotesi Will Still e alternative

West Brom è in allarme: Eric Ramsay non ha ancora vinto dopo otto gare e la società sta valutando nomi come Will Still, Sean Dyche e Ralph Hassenhuttl

Il West Bromwich Albion attraversa una fase delicata: risultati sotto le attese hanno infilato la squadra in una striscia negativa e acceso il dibattito sulla panchina. La classifica non aiuta e la dirigenza cerca soluzioni rapide per evitare che la lotta per non retrocedere sfoci in una crisi più profonda.

Il bilancio di Eric Ramsay parla chiaro: otto partite senza vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte, con una media punti di 0,38 a incontro. La sconfitta interna per 2-0 contro il Coventry ha fatto salire la temperatura nello spogliatoio e tra i tifosi, alimentando critiche pubbliche e spingendo la società a pretendere un’inversione di marcia immediata. Ramsay attribuisce i problemi soprattutto alla difficoltà di finalizzare: la squadra crea poco e spesso è imprecisa negli ultimi metri, ma la società chiede risposte concrete sul campo, e in fretta.

Con la finestra di mercato di gennaio ormai chiusa, ogni intervento dovrà partire dall’organico esistente. Questo limita le opzioni: non ci saranno rinforzi immediati, quindi tattica, gestione dei singoli e scelte sul turnover diventano determinanti. La dirigenza valuta contemporaneamente ritocchi allo staff e modifiche tecniche per provare a invertire la tendenza senza stravolgere la rosa.

La prossima partita assume Un risultato positivo potrebbe dare ossigeno al progetto e allontanare l’ipotesi di un esonero; un altro passo falso accelererebbe invece le valutazioni sul futuro dell’allenatore e rilancerebbe l’idea di un cambio in corsa.

Tra i nomi sul tavolo spicca Will Still, libero dopo l’esperienza al Southampton. È considerato un profilo adatto anche come soluzione temporanea: offre continuità tattica senza vincoli contrattuali a lungo termine. Tuttavia, il suo rendimento a Southampton (13 gare e 2 vittorie) solleva dubbi sulla capacità di ribaltare rapidamente una situazione critica.

Non mancano candidature più navigare: Sean Dyche e Ralph Hasenhüttl sono entrambi all’attenzione del club. Dyche è visto come uno specialista nelle emergenze, capace di portare ordine e solidità difensiva; Hasenhüttl propone idee più offensive e un approccio tattico dinamico, ma la sua disponibilità e i costi dell’operazione richiedono valutazioni attente. Dirigenza e proprietà stanno pesando tempi, budget e impatto potenziale di ciascuna scelta.

Scegliere un tecnico emergente significherebbe immettere energia e nuovi stimoli, ma comporterebbe anche il rischio di affidarsi a chi ha poca esperienza in battaglie per la salvezza. Al contrario, un allenatore affermato porta competenza nella gestione delle pressioni quotidiane, pur potendo tardare a restituire risultati immediati. La decisione dovrà bilanciare l’urgenza di una reazione con la volontà di non compromettere il progetto a medio-lungo termine.

Tra le opzioni praticabili c’è quella dell’incarico temporaneo: un interim potrebbe calmare gli animi, ristabilire equilibri nello spogliatoio e preparare il terreno per una scelta definitiva a fine stagione. Qualunque strada si scelga, però, passerà anche dalla capacità del nuovo tecnico di riconquistare la fiducia dei giocatori e di rimettere d’accordo una tifoseria sempre più impaziente.

Il tempo stringe e il club è chiamato a decidere con lucidità: trovare il giusto equilibrio tra reazione immediata e strategia sostenibile sarà la chiave per uscire da questa fase senza bruciarsi.

Scritto da AiAdhubMedia

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