Il 20 maggio 2026 al PalaDozza la semifinale di A2 tra Fortitudo Bologna e Tezenis Verona si decide in un finale al cardiopalma: la Effe perde 59-60 e vede sfumare la prima partita della serie. La squadra bolognese, reduce da un periodo positivo, fatica ad affondare i colpi in avvio e paga una serata di percentuali fredde, mentre gli ospiti sfruttano la propria circolazione di palla e la precisione al tiro per restare avanti nei momenti cruciali.
Primi due quarti: equilibrio e reazione interna
I primi dieci minuti mostrano una Fortitudo impacciata, con un avvio di soli 1/5 dal campo che costringe Caja a cercare soluzioni diverse. Verona parte con mano calda e piazza il 2-7 iniziale, ma la pressione difensiva bolognese ricuce lo svantaggio: minibreak firmato da Sorokas e Fantinelli per mettere la Effe nuovamente in partita. Poco dopo un tecnico fischiato a Baldi Rossi innesca le proteste del pubblico, mentre la sirena del primo quarto chiude sul 9-14. Nel secondo periodo la partita cambia volto grazie a un parziale costruito da Imbrò e Moretti, ma la risposta di Loro dall’arco obbliga il coach di casa a chiamare il time-out e riportare ordine.
La ripresa: il ritorno e la battaglia dal perimetro
All’intervallo il tabellone segnala 31-26 per la Fortitudo dopo un libero di McGee. Al rientro gli equilibri si ristabiliscono: Verona trova soluzioni con Johnson, Bolpin e lo stesso McGee, mentre la Effe insiste spesso dalla distanza perdendo brillantezza. La terza sirena arriva sul 44-43, frutto di una partita fisica e combattuta in area dove Moore concretizza con mestiere. Negli ultimi cinque minuti il confronto si trasforma in una giostra di triple: Bologna prova con Fantinelli e Sarto, Verona risponde con Monaldi e soprattutto con Loro, la cui tripla segna uno dei momenti decisivi della serata.
Il ruolo delle percentuali e dei rimbalzi
Le cifre raccontano una partita chiusa: Fortitudo ha chiuso con 14/31 nei tiri da due e 9/37 da tre, mentre Verona risponde con 10/22 nei due punti e 11/38 dall’arco. I tiri liberi vedono 4/7 per la Effe e 7/10 per gli scaligeri; sul piano dei rimbalzi il confronto è quasi in parità (44-43). Questi numeri spiegano come, nonostante il dominio a rimbalzo della Effe, la differenza l’abbiano fatta le scelte al tiro e la lucidità dalla lunetta.
Finale e momento decisivo: Sorokas e i liberi mancati
Nell’ultimo possesso Paulius Sorokas recupera palla a un secondo dalla sirena e subisce fallo, guadagnandosi due tiri liberi che avrebbero potuto regalare il pareggio e il supplementare. Dalla lunetta mette il primo ma sbaglia il secondo, permettendo a Verona di chiudere 60-59 e portarsi sull’1-0 nella serie. Prima del finale la partita aveva visto anche Imbrò infilare due triple che avevano riaperto la contesa, mentre Loro aveva messo la tripla che sembrava esser il colpo decisivo per gli ospiti.
Convocati, marcatori e dati di gara
Nel tabellino finale per la Fortitudo Bologna spiccano Sorokas con 17 punti e Moore con 13; Imbrò mette 8, Sarto e Fantinelli segnano 7 ciascuno; Mastellari e Moretti contribuiscono rispettivamente con 3 e 4 punti. Per la Tezenis Verona Loro è autore di 17 punti, Bolpin ne realizza 12 e Johnson 8; Zampini aggiunge 8, McGee 6 e Monaldi 3. Arbitri della gara sono stati Bartoli, Attard e Barlangieri. I parziali principali registrati: 9-14; 31-26; 44-43.
La sconfitta lascia spazio a riflessioni per Caja e il suo staff: la serie ora si sposta su equilibri diversi e già domani è in programma gara‑due, sempre al PalaDozza, con la Fortitudo chiamata a reagire e Verona a confermare la propria concretezza. Il duello tra percentuali di tiro, tenuta mentale nei momenti clou e la capacità di gestire le pressioni dalla lunetta farà probabilmente la differenza anche nelle prossime partite.
