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2 Luglio 2026

Uefa lascia discrezionalità ai arbitri sul gesto di coprirsi la bocca

La Uefa rinuncia all'espulsione automatica per il gesto di coprirsi la bocca, preferendo che gli arbitri giudichino ogni episodio. La decisione arriva dopo l'intervento dell'Ifab e connessi casi internazionali che hanno coinvolto giocatori come Gianluca Prestianni, Vinicius Junior, Miguel Almiron e Piero Hincapie.

Uefa lascia discrezionalità ai arbitri sul gesto di coprirsi la bocca

La Uefa ha reso noto che nelle sue competizioni non applicherà automaticamente il cartellino rosso quando un giocatore si copre la bocca durante una lite o un confronto in campo. La scelta è stata presa dopo che l’International Football Association Board (IFAB) ha approvato una modifica delle regole su proposta del presidente della FIFAGianni Infantino e dopo alcuni episodi molto visibili che hanno sollevato il dibattito su come interpretare quel gesto.

Contesto: l’intervento dell’Ifab e i casi che hanno acceso il dibattito

La norma votata dall’IFAB in aprile ha introdotto la possibilità che il gesto di coprirsi la bocca sia sanzionato come comportamento punibile. Questa decisione è stata stimolata da un episodio avvenuto a Lisbon quando il giovane del Benfica Gianluca Prestianni fu protagonista di un confronto con il calciatore del Real madrid Vinicius Junior. Dopo quella partita, Prestianni fu sospeso in via provvisoria e poi ricevette una sospensione di sei partite inflitta dalla UEFA per abusi omofobi, misura che poi fu estesa su scala globale dalla FIFA l’episodio ebbe anche ripercussioni sulla convocazione in nazionale del giocatore argentino.

Espulsioni al Mondiale e applicazioni diverse

Altri episodi di rilievo si sono verificati durante il Mondiale, dove due calciatori sono stati effettivamente espulsi dopo aver coperto la bocca: il paraguaiano Miguel Almiron e l’ecuadoriano Piero Hincapie furono sanzionati in gare contro Turkey e Mexico rispettivamente, a seguito di verifiche del VAR. Questi casi dimostrano come la medesima condotta abbia ricevuto trattamenti differenti a seconda dell’organo disciplinare o della competizione coinvolta.

La posizione ufficiale della Uefa e le implicazioni per arbitri e club

La Uefa ha spiegato che non adotterà l’opzione di espulsione automatica e ha sottolineato che gli arbitri dovranno valutare ogni episodio singolarmente. Nella dichiarazione ufficiale è riportato che gli ufficiali di gara possono considerare l’atto di coprirsi la bocca come un tentativo di nascondere una comunicazione e, se ritenuto tale, potrebbero comminare un cartellino giallo per comportamento antisportivo. L’ente ha inoltre precisato: “an attempt to conceal communication as an act of unsporting behaviour” per descrivere il criterio che giustificherebbe la sanzione minore.

La Uefa ha inoltre chiarito che la sua scelta non preclude successive procedure: “This is obviously without prejudice to any disciplinary investigation or proceedings that may follow as a consequence of, or in connection with, such behaviour.” In pratica, anche se sul campo si decidesse di non espellere il giocatore, l’episodio potrà comunque essere valutato da un’istanza disciplinare e portare a sanzioni supplementari se emersi elementi aggravanti.

Conseguenze pratiche per le competizioni europee

Per le competizioni come la Champions League l’Europa League e la Conference League la decisione significa che non scatterà un cartellino rosso d’ufficio per il semplice fatto di coprirsi la bocca: sarà lasciata ampia discrezionalità agli arbitri. Questo approccio tende a evitare un’applicazione meccanica della regola e a privilegiare l’interpretazione del contesto, ma lascia aperto lo spazio per controversie e ricorsi disciplinari successivi.

Il compromesso cerca di bilanciare la volontà di contrastare comportamenti lesivi con la necessità di non trasformare ogni gesto in un motivo automatico di espulsione, lasciando però la porta aperta a provvedimenti più severi quando le indagini ufficiali lo giustifichino.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.