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5 Ottobre 2026

Sputo e intimidazioni: il match Irlanda-Israele infervora

Il secondo turno tra Irlanda e Israele si è trasformato in un episodio di tensioni, gesti politici e controversie sul comportamento dei giocatori.

Sputo e intimidazioni: il match Irlanda-Israele infervora

Il quarto turno della Nations League 2026 ha visto le due nazionali affrontarsi nella TSC Arena di Bačka Topola, in Serbia. Lo stadio, privo di spettatori per motivi di sicurezza, è stato teatro di una partita che ha riflesso più delle sole ambizioni sportive: le tensioni geopolitiche tra le due popolazioni hanno preso parte integrante del gioco.

Accuse di comportamento antisportivo e sospetto sputo

Durante l’intervallo, i preparatori delle due squadre si sono incrociati negli spogliatoi adiacenti. Damien Doyle, preparatore atletico irlandese, ha denunciato un presunto atto di sputo da parte di un calciatore israeliano. L’allenatore irlandese, Heimir Hallgrimsson, ha dichiarato di non aver visto l’accaduto, ma ha assicurato che il gesto sarà esaminato assieme a tutti gli altri episodi verificatisi in campo. Hallgrimsson ha inoltre sottolineato che i suoi giocatori hanno mantenuto la calma, evitando così un susseguirsi di ammonizioni e squalifiche.

Gestualità politiche: il lutto per Gaza e i rapporti durante gli inni

La questione palestinese è al centro dell’opinione pubblica irlandese: fin dal sorteggio del girone, i tifosi avevano richiesto il boicottaggio dell’incontro. Il portiere irlandese Gavin Bazunu ha persino ottenuto la propria esclusione dalla formazione per motivi personali legati al conflitto. Durante il match, i giocatori irlandesi hanno indossato una fascia nera al braccio in segno di lutto per le vittime di Gaza e hanno chinato il capo al canto dell’inno israeliano. Anche gli israeliani, dal canto loro, hanno mostrato una fascia nera in memoria delle vittime degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.

Il gesto di mancata stretta di mano

Il capitano irlandese Dara O’Shea era stato dispensato per assistere alla nascita del figlio della moglie; il ruolo di capitano è stato assunto dal portiere Caoimhín Kelleher. In un momento simbolico, Kelleher ha deliberatamente evitato di stringere la mano al capitano israeliano Dor Peretz, un gesto percepito come ulteriore segnale di dissenso.

Reazioni della dirigenza israeliana e l’accusa di rappresaglia

Ran Ben-Shimon, l’allenatore della squadra israeliana, ha smentito qualsiasi intento di vendetta contro Jayson Molumby, che nella partita di ritorno aveva segnalato al arbitro presunti cori razzisti dei tifosi avversari. Ben-Shimon ha ribadito che “non incoraggiamo i nostri calciatori a usare l’aggressività contro gli avversari”, evidenziando che la loro filosofia è basata sul rispetto reciproco. Ha inoltre promesso di verificare le accuse di sputo non appena avrà accesso al materiale video dell’intervallo.

Risultato sul campo e scenari futuri

Il confronto si è concluso con un pareggio per 1-1, confermando un equilibrio sportivo che però è stato offuscato dalle tensioni esterne. Le autorità calcistiche internazionali sono state informate di tutti gli episodi descritti e potrebbe essere avviata una procedura disciplinare. Il prossimo incontro di Nations League, previsto in un contesto più tradizionale, sarà osservato da vicino per capire se le tensioni si attenueranno o se l’atmosfera di sfiducia continuerà a condizionare il gioco.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.