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6 Ottobre 2026

Scontro su Malagò: il Coni decide sul commissariamento della Figc

La giunta Coni affronterà il tema del commissariamento della Figc con quindici votanti: in discussione ci sono l'esclusione di Diana Bianchedi dal voto, le pressioni per rimuovere Malagò e i sospetti di conflitti d'interessi che coinvolgono il presidente del Coni.

Scontro su Malagò: il Coni decide sul commissariamento della Figc

La scena del calcio italiano è attraversata da una disputa istituzionale che ha messo in evidenza fragilità e tensioni tra gli organismi di governo dello sport. La giunta del Coni è chiamata a decidere su una proposta di commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio, una scelta che potrebbe avere conseguenze pesanti sul futuro organizzativo e internazionale del movimento calcistico nazionale.

La votazione, fissata per la riunione della giunta, riguarda una platea di quindici votanti. Sul tavolo ci sono rilievi che coinvolgono sia membri della Federcalcio sia dirigenti del Coni, e le contestazioni riguardano in particolare la partecipazione al voto di alcune figure chiave e i rapporti personali e professionali che potrebbero configurare un conflitto d’interessi.

La contesa sul voto di Diana Bianchedi e il parere dell’ANAC

Al centro della disputa c’è la posizione di Diana Bianchedi già dimessasi dal ruolo di capo delegazione della Nazionale. Nonostante le dimissioni, alcuni componenti della giunta hanno avanzato l’ipotesi di escluderla dalla votazione sul commissariamento. Questa scelta è controversa, anche perché l’autorità anticorruzione aveva stabilito che non esisteva un’incompatibilità tra l’incarico di capo delegazione e quello di vicepresidente vicario della Figc.

La questione solleva dubbi procedurali: l’esclusione di un votante sotto il profilo delle incompatibilità andrebbe motivata da norme chiare e non da interpretazioni elastiche. In assenza di un divieto formale, l’eventuale esclusione di Bianchedi sarebbe percepita come una mossa politica capace di alterare l’equilibrio decisionale della giunta.

Pressioni per rimuovere Malagò e il rischio per gli Europei

Parallelamente si è accentuata la campagna per rimuovere il presidente della Federcalcio, una manovra promossa da figure dirigenti che, secondo i fatti emersi, vogliono arrivare al commissariamento a tutti i costi. I promotori della procedura sostengono motivazioni di natura gestionale e di opportunità politica, ma i critici parlano di una chiara volontà di sostituire la governance senza ricorrere a nuove elezioni.

Un elemento che pesa sul tavolo è la possibile perdita dei diritti organizzativi degli Europei del 2032: se la Federcalcio venisse affidata a un commissario nominato senza il passaggio elettorale previsto dallo statuto, le istituzioni europee potrebbero considerare la situazione non conforme ai requisiti richiesti per ospitare competizioni internazionali. In parole semplici, la gestione straordinaria senza mandato elettorale potrebbe compromettere la candidatura italiana.

Dubbi di conflitto d’interessi sul presidente del Coni

Oltre a Bianchedi, è stato sollevato il tema del possibile conflitto d’interessi che coinvolgerebbe il presidente del Coni. Il nodo è rappresentato da legami familiari professionali: il figlio del presidente ricopre la carica di direttore commerciale di una manifestazione calcistica parallela, la Kings League Italy ideata al di fuori degli organismi federali tradizionali.

Questa competizione ha già avuto attriti con la Lega Dilettanti la componente della Federcalcio che tutela il calcio di base e che rappresenta la maggioranza dei voti in Consiglio federale. Le controversie erano nate per il coinvolgimento di giocatori tesserati di Serie D e di Eccellenza, e in alcuni casi club hanno deciso di interrompere rapporti con tesserati che partecipavano a quel torneo per timore di infortuni o distrazioni.

Chi solleva riserve sul comportamento del presidente sostiene che la presenza di legami familiari con organizzazioni che hanno avuto scontri con la Lega Dilettanti possa influenzare la serenità del voto su una questione così delicata. Dall’altra parte, i sostenitori del presidente ribadiscono la mancanza di prove di una incompatibilità formale e chiedono trasparenza e buon senso nell’affrontare le contestazioni.

Implicazioni politiche e immagine internazionale

La vicenda ha ricadute immediate sull’immagine delle istituzioni sportive italiane: la percezione di una caccia al cavillo giuridico o a interpretazioni selettive delle regole rischia di alimentare una narrativa di instabilità amministrativa. Per il calcio italiano, l’aspetto più rilevante è che le dispute interne possano tradursi in conseguenze pratiche, come la perdita della credibilità politica necessaria per mantenere ambiziosi progetti internazionali.

In questo quadro, molte voci chiedono chiarezza sulle procedure di voto e sul rispetto delle norme statutarie: la soluzione ritenuta più equa da diversi osservatori sarebbe quella di privilegiare trasparenza, motivazioni documentate e un approccio che eviti decisioni che possano compromettere il futuro competitivo e organizzativo del calcio nazionale.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.