Il tribunale sportivo inglese ha confermato che il Manchester City ha violato le norme finanziarie della Premier League per un arco temporale di nove anni. Nonostante la condanna, il club persiste nella negazione totale degli illeciti, sostenendo che i documenti diffusi siano il risultato di attività di hacking. La sentenza ha scatenato una nuova ondata di interesse verso Football Leaks la piattaforma avviata dal portoghese Rui Pinto, che aveva già pubblicato una mole impressionante di file interni riguardanti club, agenti e istituzioni calcistiche. Le sanzioni imposte consistono in una multa e nella perdita di punti, ma la possibilità di una squalifica dalla Champions League è stata esclusa, alimentando dubbi sulla trasparenza dei procedimenti.
Il 30 settembre 2026, il whistleblower è tornato sotto i riflettori con una dichiarazione sul suo profilo X, affermando che l’allora segretario generale della UEFA Gianni Infantino, avrebbe favorito il Manchester City e il Paris Saint-Germain nel eludere le regole del Financial Fair Play (FFP). Pinto sostiene che Infantino abbia sfruttato la propria posizione per condividere documenti confidenziali e manipolare la Camera investigativa, riducendo la risposta delle autorità a una semplice multa pecuniaria.
Le accuse di Rui Pinto contro Gianni Infantino
Nel suo messaggio, il 37-enne ha scritto: “Back in 2014, there was a man who was already aware of the irregularities involving Manchester City… The infamous Gianni Infantino, then UEFA general secretary, abused his authority, shared confidential documents and, in short, out-maneuvered the investigatory chamber, doing everything in his power to ensure that both Manchester City and PSG would merely receive a fine.” Trasponendo il discorso in italiano, Pinto afferma che Infantino, già nel 2014, era pienamente consapevole delle pratiche irregolari dei due club e, abusando della sua carica, ha condiviso documenti riservati per impedire un’indagine più approfondita che poteva portare a una squalifica dalla Champions League.
Il presunto intervento del 2014
Pinto definisce la condotta di Infantino un cancro per il calcio sostenendo che il dirigente abbia deliberatamente ostacolato il lavoro della Camera investigativa, facendo sì che City e PSG ricevessero solo una sanzione amministrativa. Secondo le sue parole, l’interferenza ha permesso ai club di evitare conseguenze più gravi, mantenendo intatto il loro ruolo nelle competizioni europee e rafforzando il dissenso verso la governance della FIFA.
Le difese di Infantino e le tensioni con le federazioni europee
Gianni Infantino ha risposto alle accuse affermando che il suo ruolo di segretario generale della UEFA prevedeva naturalmente “discussioni”, scambi di documenti e contributi per facilitare le indagini. Il presidente ha sottolineato che ogni suo intervento è stato svolto “in maniera onesta e professionale”, con l’obiettivo di proteggere gli interessi del calcio mondiale. Tuttavia, le dichiarazioni non hanno attenuato le pressioni: la UEFA ha già espresso riserve sul comportamento del presidente, mentre la Svizzera, tramite la federazione calcistica (SFV), ha revocato il suo sostegno, citando “gestione criminale” del programma Fifa Forward Enterprise.
Il ritiro del supporto da parte della SFV è stato accompagnato da una statement che evidenzia “domande fondamentali sulla leadership, la governance, la trasparenza e i processi decisionali all’interno della FIFA”. Le critiche si sono intensificate dopo il tentativo fallito di vendere quote del Mondiale a investitori privati, un progetto che ha ulteriormente eroso la fiducia nei confronti di Infantino. Nonostante le accuse e la crescente opposizione, il presidente ha confermato la sua intenzione di ricandidarsi nelle elezioni previste per marzo 2027.



