Roma femminile, scudetto 2026 grazie a Giugliano e a Rossettini

La Roma femminile celebra il terzo scudetto con due gol di Giugliano, una serata al Tre Fontane e l'obiettivo ora rivolto anche alla Coppa Italia

Al Tre Fontane la Roma femminile ha trasformato una serata tesa in una celebrazione: il 2 maggio 2026 la squadra allenata da Luca Rossettini ha battuto la Ternana 2-0 e si è assicurata il titolo nazionale con due giornate di anticipo. La vittoria, costruita con lucidità e carattere, ha avuto come protagonista principale la capitana Manuela Giugliano, autrice di una doppietta che ha deciso la partita. In un’annata iniziata con molte incognite dopo cambiamenti importanti nella rosa, il trionfo racconta una rimonta di fiducia e l’efficacia del nuovo progetto tecnico.

La partita non è stata priva di tensione: il momento chiave è arrivato già nel primo tempo con un rigore conquistato da Corelli. Al primo tiro dal dischetto Giugliano è stata ipnotizzata dal portiere, ma l’intervento del VAR ha rilevato la posizione irregolare del numero uno ospite e ha concesso il replay, trasformando l’episodio in un episodio decisivo. La seconda conclusione non ha tradito: fredda e precisa, ha aperto le marcature e spezzato la tensione che aleggiava sul campo.

La cronaca dei momenti chiave

Il match è proseguito con la Roma padrona del gioco, capace di creare più occasioni e di controllare i ritmi. Nel secondo tempo un palo colpito da Viens ha sfiorato il raddoppio, poi è arrivata la zampata definitiva di Giugliano: un destro al volo che ha trasformato l’azione in gol e ha sigillato il 2-0. I numeri parlano chiaro: doppietta della numero 10 e partita gestita con equilibrio dalla retroguardia. La squadra non ha corso rischi evidenti, limitando la spinta della Ternana e sfruttando la qualità sulle fasce per creare superiorità.

Il ruolo decisivo del VAR

L’intervento del VAR è stato determinante per il destino dell’incontro: la revisione ha annullato il vantaggio psicologico degli ospiti sul primo penalty, concedendo a Giugliano la possibilità di riprovarci. Questo episodio sottolinea come la tecnologia, se applicata con rigore, possa incidere sul risultato e sull’andamento emotivo della partita. Per la squadra giallorossa la conferma dal monitor ha rappresentato un ritorno di fiducia che ha influito anche sulla gestione del possesso nella ripresa.

Il valore storico e tecnico dello scudetto

Il titolo conquistato rappresenta il terzo tricolore per la Roma femminile negli ultimi quattro anni, una conferma del percorso di consolidamento del club nel panorama italiano. Arrivato in un’annata di rifondazione dopo partenze eccellenti, lo scudetto è il sigillo su un progetto che ha saputo mescolare giovani, nuove arrivate e veterane. Tra le cifre simboliche della serata, la presenza numero 150 in giallorosso per Haavi è un ulteriore segnale di continuità e appartenenza all’interno dello spogliatoio.

Impatto sul futuro e obiettivi immediati

Con il campionato in cassaforte, la Roma ora punta a completare la stagione con altre soddisfazioni: in calendario c’è la finale di Coppa Italia contro la Juventus in programma il 24 maggio, occasione per ambire alla doppietta. Sul fronte internazionale la qualificazione europea rimette il club al centro dei prossimi obiettivi: la speranza è trasformare questo successo nazionale in una base solida per competere con continuità anche in champions league. Il tecnico Rossettini, al suo primo anno, ha già dimostrato capacità di gestione e visione.

Al triplice fischio il Tre Fontane è esploso in festa, con le giocatrici che hanno celebrato sul campo tra cori e bandiere. La conquista dello scudetto non è solo il premio per la partita del 2 maggio 2026, ma il punto di arrivo di un percorso costruito su resilienza, adattamento e qualità tecnica. Per la Roma femminile si apre ora una fase di opportunità: consolidare il dominio in Italia e misurarsi con ambizione in Europa, portando avanti un progetto che dimostra come le difficoltà possano diventare carburante per la vittoria.

Scritto da Roberto Marini

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