La Nazionale femminile di calcio diretta da Andrea Soncin ha avviato la strada verso il Mondiale 2027 con un percorso di eliminazione diretta che partirà già questa settimana. Dopo aver concluso il girone della Lega A al secondo posto, dietro alla Danimarca, le azzurre si trovano a dover superare due turni di play-off, ognuno articolato in sfida di andata e ritorno, per conquistare uno dei sette biglietti riservati all’Europa nella fase finale che si disputerà in Brasile. L’obiettivo è chiaro: garantire il posto più rapidamente possibile, evitando il lungo cammino di una classifica secondaria.
La posizione di classifica nella Lega A, con la Danimarca in testa, ha spinto l’Italia a un bivio tattico. Il secondo posto consente comunque l’accesso alla fase di play-off, ma implica affrontare avversarie che, sulla carta, risultano più deboli. Il primo ostacolo è la Bielorussia squadra che occupa il cinquanta-secondo posto del ranking FIFA, una differenza che, a prima vista, dovrebbe favorire le italiane. Tuttavia, nel calcio femminile la marginalità può trasformarsi rapidamente in sorpresa, e il fattore casa nella gara di ritorno rappresenta un elemento decisivo da non sottovalutare.
Primo turno: la sfida contro la Bielorussia
La Bielorussia è considerata la nemica più debole di questo percorso, ma la sua posizione al 52° posto nel ranking FIFA indica una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque sottovaluti il suo potenziale. Il gioco di squadra e la disciplina tattica dei bielorussi potrebbero impedire alle azzurre di imporre il loro ritmo, rendendo cruciale la capacità di gestire i momenti di pressione nelle fasi preliminari. Inoltre, la partita di ritorno in Italia darà all’Italia la possibilità di sfruttare il sostegno del pubblico, un vantaggio psicologico che spesso si traduce in maggiore fiducia e aggressività offensiva.
Calendario e sedi
Il primo incontro si svolgerà venerdì 9 ottobre alle 18:15, sul terreno neutro dello stadio David Petriashvili a Tbilisi, Georgia. La scelta di una sede neutra elimina eventuali vantaggi di territorio per entrambe le squadre e pone l’accento esclusivamente sulle prestazioni in campo. La partita di ritorno, prevista per martedì 13 ottobre sempre alle 18:15, avrà luogo allo storico stadio Artemio Franchi di Firenze, dove l’Italia potrà contare sul supporto dei propri tifosi. Le due date ravvicinate lasciano poco margine di recupero, rendendo fondamentale una preparazione tattica efficace e una gestione ottimale dei minuti di gioco.
Secondo turno: Finlandia o Serbia?
Il vincitore del primo scontro avanzerà verso la fase finale, dove attende un duplice confronto contro la Finlandia o la Serbia. Le serbe sono una conoscenza consolidata per le azzurre, avendo già superato le loro fila nel girone di Lega A, ma la Finlandia è da tempo riconosciuta per la sua solidità difensiva e la capacità di mantenere alto il livello di gioco contro le squadre più forti d’Europa. Entrambe le avversarie presenteranno sfide diverse: la Serbia potrebbe puntare sulla familiarità tattica, mentre la Finlandia offrirà un test di resistenza e disciplina.
Cosa può decidere la finale
La fase conclusiva è programmata per la fine di novembre e l’inizio di dicembre, con la prima gara prevista per lunedì 26 novembre e il ritorno per lunedì 5 dicembre. Il risultato di questo doppio confronto garantirà uno dei sette posti europei per il Mondiale in Brasile. Oltre alle qualità tecniche, il fattore più delicato sarà quello psicologico: la pressione di una partita decisiva, il timore di non rendere al meglio quando conta davvero, e la necessità di mantenere la concentrazione per tutta la durata delle due tappe. Affrontare questi aspetti sarà fondamentale per trasformare le “azzurre” in una squadra capace di scrivere la propria storia a Rio.



