Negli ultimi mesi il Settore giovanile e scolastico della FIGC Piemonte-Valle d’Aosta ha abbandonato il modello tradizionale basato sui centri federali per adottare una strategia più distribuita e vicina al territorio. L’obiettivo è portare la formazione tecnica e il supporto direttamente sui campi, dove si confrontano tecnici, dirigenti e giovani atleti, creando un vero ecosistema di sviluppo capillare.
Il risultato di questa evoluzione è stato definito “molto positivo” dal coordinatore regionale Luciano Loparco, in quanto ben 56 società di Piemonte e Valle d’Aosta hanno partecipato al percorso. L’iniziativa prevede il coinvolgimento di club di primo e secondo livello, offrendo loro corsi di formazione gratuiti e materiali didattici dell’Evolution program un pacchetto pensato per migliorare le competenze tecniche di allenatori e dirigenti.
Il programma Evolution porta la formazione tecnica direttamente nei campi
La pietra angolare del progetto è rappresentata dallo stage di formazione territoriale una sorta di “centro federale itinerante” che si sposta di zona in zona. In ciascun incontro sono stati presenti circa cinquanta-sessanta giovani calciatori, accompagnati dai loro allenatori, per sperimentare sul campo le metodologie proposte dal programma Evolution. Questo approccio pratico-didattico ha consentito di trasformare concetti teorici in esercizi concreti, favorendo un apprendimento più rapido e duraturo.
Dettaglio dello stage itinerante
Le tappe dello stage si sono svolte in diverse aree regionali, garantendo a ogni realtà sportiva la possibilità di osservare da vicino le dinamiche del nuovo curriculum. Gli allenatori hanno potuto toccare con mano gli strumenti didattici, i percorsi di progressione e le modalità di valutazione, riducendo il divario tra la teoria federale e la pratica quotidiana dei club.
Focus territoriale: Albese, Cuneese e Langhe
Tra le zone più attive vi è l’Albese, dove il progetto di sviluppo territoriale ha dato vita a una rete di società particolarmente dinamica. La collaborazione più consolidata è quella con l’Area calcio Alba Roero riconosciuta come uno dei poli più produttivi del territorio. Quest’anno l’intervento si è concentrato sulle società di primo e secondo livello, ritenute più bisognose di sostegno rispetto a quelle già ben strutturate.
Nel Cuneese e nell’area delle Langhe l’azione si è posta sul contatto diretto con le realtà sportive locali. Le attività hanno incluso workshop su tattica difensiva, allenamento di squadra e gestione dei giovani talenti, con un occhio di riguardo al potenziale di crescita delle realtà meno blasonate, che possono diventare nuclei di sviluppo a lungo termine.
Inclusione e ruolo delle famiglie
Parallelamente al lavoro tecnico, il programma ha continuato a perseguire obiettivi di inclusione sociale. Sono stati sviluppati progetti dedicati al calcio femminile, al futsal e al calcio integrato, con particolare attenzione ai ragazzi ospitati nei centri Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione). L’intervento della federazione ha previsto attività didattiche e ludiche volte a favorire l’integrazione culturale e sportiva di tutti i partecipanti.
Un tema cruciale, evidenziato da Loparco, è quello del rapporto con le famiglie e del comportamento sugli spalti. Il coordinatore ha dichiarato che il “problema dei genitori esiste e va affrontato”, sottolineando l’importanza di educare i genitori ai loro ruoli e di promuovere il rispetto reciproco. La FIGC può intervenire sui tesserati, ma intende supportare le società anche in questo ambito, mettendo a disposizione strumenti formativi e organizzando incontri specifici.
Il risultato è una crescita più equilibrata, una maggiore inclusione e una nuova consapevolezza del ruolo delle famiglie nel mondo del calcio.



