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19 Settembre 2026

Prandelli: Juventus favorita, Kolo Muani e González protagonisti

Prandelli elogia la compattezza juventina e indica i nuovi protagonisti che potrebbero decidere la sfida contro l’Atalanta.

Prandelli: Juventus favorita, Kolo Muani e González protagonisti

Nel fine settimana la città di Torino si prepara a ospitare uno scontro che vede protagoniste due squadre già famigliari al suo ex commissario tecnico, Cesare Prandelli. L’ex ct della nazionale, che ha guidato sia la Juventus sia l’Atalanta in passato, ha rilasciato un’intervista approfondita in cui ha valutato lo stato di forma dei bianconeri, le scelte di Spalletti e le possibili chiavi tattiche del match all’Allianz Stadium.

La Juventus dopo la strage europea contro il Nec

Prandelli parte dal risultato più recente della Juve in Europa League, una vittoria netta per 5-0 sul club belga Nec. Una prestazione che ha dimostrato una squadra più compatta, coesa e consapevole. L’ex allenatore azzurro sottolinea che i giocatori hanno trasmesso un messaggio di fiducia: “leggi che Spalletti è in difficoltà, allora adesso ci pensiamo noi”. Questo spirito sembra aver cambiato l’atmosfera dello spogliatoio, spingendo la Juventus a considerarsi favorita per l’incontro contro l’Atalanta.

L’idea di un ritorno di Antonio Conte sul banco bianconero è stata menzionata solo in chiave motivazionale. Prandelli ritiene che le voci su Conte possano fungere da stimolo per Spalletti e non costituiscano un ostacolo alla concentrazione della squadra.

Chi può fare la differenza in attacco?

Tra i nuovi volti che, a parere di Prandelli, potrebbero guidare la Spagna di Spalletti, il nome più ricorrente è Nico González. “È l’autentica fortuna della Juventus”, afferma l’ex ct, evidenziando la capacità dell’argentino di muoversi su entrambe le fasce e di contribuire sia in fase di costruzione sia finalizzando. Accanto a lui, Kenan Yildiz viene citato come risorsa di spinta nei momenti di transizione.

Il brasiliano Douglas Luiz è considerato un altro elemento rigenerato: “il suo atteggiamento ora è diverso rispetto alla prima stagione a Torino”. Anche se non è più il fulcro del centrocampo, la sua evoluzione rende l’intera squadra più equilibrata.

Per quanto riguarda l’ultima linea offensiva, Prandelli analizza due profili specifici: Randal Kolo Muani e Nick Woltemade. “Muani ha bisogno di spazio; lo vedo più efficace quando gioca largo”, spiega, indicando che la larghezza del campo sarà fondamentale per sfruttare le sue capacità di dribbling e penetrazione. Woltemade, invece, è descritto come un giocatore che non segna molto ma “vede il calcio”. Il suo profilo ricorda il giovane Zlatan Ibrahimovic dei primi giorni a Torino: poco prolifico all’inizio, ma con la giusta guida – in quel caso Fabio Capello – può trasformarsi in un finalizzatore seriale.

Atalanta, i suoi talenti e le dinamiche di mercato

Passando all’avversario, Prandelli sottolinea la scelta di Franck Kessié di andare all’Atalanta, attribuendo la decisione più al legame affettivo con il club che lo ha lanciato che a considerazioni economiche. “Più che i soldi, penso abbia pesato la riconoscenza verso l’Atalanta”, afferma.

Il tecnico italiano elenca poi alcuni dei giovani nerazzurri più interessanti: Martín Ødegaard Rowe, Gianluca Scamacca e Giacomo Raspadori. Tra questi, è Raspadori a ricevere il massimo plauso di Prandelli, “ha una tradizione favorevole contro la Juventus” e potrebbe essere un elemento decisivo per il risultato finale.

Infine, il confronto diretto tra i due allenatori: Luciano Spalletti e Maurizio Sarri. Prandelli li descrive come “due toscani differenti, ma tra i migliori tecnici italiani”. La partita, secondo l’ex ct, si preannuncia come una vera e propria “partita a scacchi”, dove la conoscenza reciproca dei metodi di lavoro potrebbe determinare la tattica dominante. L’ipotesi di una difesa a tre per la Juventus è vista come una conferma della versatilità di Spalletti, che “non si incunea dietro a un unico modello” ma adatta la squadra al momento specifico.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.