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13 Giugno 2026

Perizia su Trevallion-Birmingham: criticità educative e prospettive per il ritorno dei minori

La perizia finale depositata al Tribunale per i minorenni dell'Aquila difende i test clinici effettuati sui minori e mette in luce carenze sotto il profilo sanitario, scolastico e relazionale; tuttavia la relazione non esclude il rientro a casa purché vengano create condizioni adeguate.

Perizia su Trevallion-Birmingham: criticità educative e prospettive per il ritorno dei minori

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha ricevuto la perizia finale sul caso noto come «famiglia del bosco», redatta dalla consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli. Il documento, integrativo della prima relazione e delle numerose controdeduzioni, difende metodologie e strumenti utilizzati per valutare lo stato dei tre minori e precisa gli obiettivi clinici perseguiti.

La relazione ribadisce che lo scopo non è mantenere i bambini in istituto né ostacolare un loro ritorno nella famiglia di origine, ma descrivere con rigore le condizioni attuali per permettere interventi mirati che possano rendere il rientro compatibile con il loro benessere.

Elementi emersi: carenze sanitarie, scolastiche e relazionali

Nel testo della perizia vengono richiamate più volte le lacune formative riscontrate nei tre minori: aspetti igienico-sanitari trascurati, ritardi nelle competenze di base in lettura e scrittura e una maturità neuropsicologica inferiore rispetto alla norma. I consulenti parlano di un contesto familiare con isolamento socio-relazionalecon scarsa esposizione a contesti educativi e a interazioni con coetanei, fattori che hanno inciso sullo sviluppo emotivo e cognitivo.

Valutazione delle competenze scolastiche e della cura sanitaria

Secondo la perizia, i bambini sono entrati nella struttura con significative mancanze nelle abilità scolastiche fondamentali e con condizioni igienico-sanitarie non ottimali. Queste carenze sono state documentate attraverso test neuropsicologici e osservazioni cliniche che, nella relazione, vengono difese come adeguate agli obiettivi e all’età dei minori.

Replica ai periti di parte e ruolo della continuità affettiva

La consulente ha risposto punto per punto alle critiche mosse dai periti di parte della famiglia, in particolare a quelle che mettevano in dubbio la metodologia dei test. Nel documento si sottolinea che, pur segnalando deficit, non si è formulato un giudizio definitivo di inadeguatezza permanente dei genitori: la valutazione mira piuttosto a evidenziare elementi su cui agire per tutelare i diritti dei minori, quali il diritto alla salute, all’istruzione e alla socializzazione.

La perizia riconosce inoltre la presenza di una continuità affettiva durante il periodo di istituzionalizzazione: la madre è rimasta presente in contatto con i figli fino al 6 giugno 2026 e sono state garantite frequentazioni regolari con il padre, oltre all’assegnazione di un caregiver personale come punto di riferimento stabile nella struttura di Vasto.

Questioni metodologiche sollevate da consulenti esterni

I periti nominati dalla famiglia avevano contestato l’uso dei criteri adottati, sostenendo che la valutazione avrebbe confuso tratti caratteriali dei genitori con elementi di inefficacia educativa. La consulente risponde chiarendo che le osservazioni sui bambini riflettono effetti misurabili sul loro sviluppo, non semplici giudizi di valore sulle personalità genitoriali.

Esito pratico e tempi decisionali del tribunale

La relazione finale lascia ai giudici del Tribunale per i minorenni un quadro dettagliato delle condizioni attuali e delle possibili azioni di supporto. Pur evidenziando criticità, la perizia non propone l’allontanamento definitivo dei minori da un percorso familiare, bensì la realizzazione delle condizioni necessarie per un rientro che rispetti il loro benessere.

I giudici dispongono ora di un termine di un mese per assumere una decisione definitiva sul ricongiungimento, tenendo conto della documentazione presentata, delle controdeduzioni della famiglia e delle garanzie operative concordate con il Comune per l’abitazione destinata ai genitori.

Nel corso delle prossime settimane saranno valutati elementi pratici come il progetto educativo, gli interventi sanitari e scolastici necessari e le modalità di supervisione post-rientro. La perizia costituisce quindi una base tecnica su cui costruire eventuali percorsi di supporto mirati, con l’obiettivo di tutelare i diritti fondamentali dei tre minori e favorire un reinserimento compatibile con il loro sviluppo.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.