Intervenuto a Radio Tutto NapoliRiccardo Cucchi ha ricostruito il suo incontro con Massimiliano Allegri a Pescaradurante un evento dedicato alla figura di Giovanni Galeone. Il racconto coniuga ricordi personali, valutazioni tecniche e alcune osservazioni sull’eventuale futuro di Allegri nella città azzurra.
Nel corso dell’intervento Cucchi ha rimarcato sia l’aspetto umano che quello professionale dell’ex allenatore: il primo emerge nei momenti di confronto fuori dal campo, il secondo nella storia tattica che collega Allegri all’insegnamento di Galeone e alla formazione di idee sul gioco.
Il ricordo di Galeone e l’impronta tattica
Cucchi ha sottolineato come l’incontro con Galeone abbia segnato il percorso formativo di Allegri. Ha ricordato che negli anni Ottanta il calcio proposto da Galeone era fortemente offensivo e legato al 4-3-3caratteristica che all’epoca veniva percepita come spettacolare. Allegri, ha spiegato Cucchi, è cresciuto in quel contesto e ne ha tratto ispirazione: “Era un bel trequartista, dotato di tecnica“, ha detto, indicando come la capacità di giocare la palla e la visione di gioco siano tratti che lo appartengono ancora.
Da allievo a tecnico pragmatico
Secondo Cucchi, l’evoluzione di Allegri da interprete del calcio offensivo a tecnico attento agli equilibri dimostra una traiettoria di adattamento: partendo dal 4-3-3Allegri avrebbe poi introdotto maggior equilibrio e concretezza nelle sue squadre. Questa trasformazione, sempre nel racconto di Cucchi, non implica rigidità di moduli: “Non è un fondamentalista tattico“, ha osservato, rimarcando la capacità dell’allenatore di non fossilizzarsi su una sola soluzione organizzativa.
La percezione pubblica, i critici e il possibile approdo a Napoli
Nel commento rivolto ai tifosi napoletani, Cucchi ha invitato a non chiudersi in pregiudizi: ha richiamato la memoria degli appassionati su partite recenti come la finale tra Arsenal e Paris Saint-Germain per suggerire che il valore del gioco va misurato anche sulla capacità di ottenere risultati, non solo sull’estetica. Sul punto ha sintetizzato con una frase netta: “Essere belli significa anche vincere“.
Riferendosi a posizioni critiche verso Allegri, Cucchi ha citato la figura di Adani come uno dei detrattori più noti, osservando che certe critiche hanno contribuito a creare pregiudizi sull’allenatore. Il consiglio rivolto ai tifosi di Napoli è stato di accogliere l’ipotesi con curiosità piuttosto che con diffidenza, perché Allegri potrebbe sorprendere: “Permettetemi un’annotazione polemica“, ha detto, invitando a mantenere mente aperta.
Aspetti umani e rivalità
Cucchi ha toccato anche il tema della rivalità storica tra Napoli e Juventus, ammettendo che la passione del tifoso può generare nervosismo in caso di nomi legati alla sponda avversaria. Ha però evidenziato la propria condizione di tifoso frustrato per la sua squadra, la Lazioper spiegare empatia e comprensione verso le reazioni popolari: “Comprendo perfettamente la passione del tifoso“.
Compatibilità con la rosa e valutazioni su singoli
Parlando dei rapporti con i giocatori, Cucchi ha sottolineato come Allegri prediliga interpreti tecnici, capaci di giocare la palla, proprio perché la sua esperienza da giocatore lo rende sensibile a queste qualità. Su un possibile affiatamento con giocatori di grande talento ha espresso un giudizio positivo sul potenziale di coppie tecniche: in particolare ha commentato favorevolmente la possibilità di una sintonia con De Bruynedefinendolo un profilo che potrebbe integrarsi bene con Allegri.
Infine, il giornalista ha ricordato alcuni passaggi difficili nella carriera di Allegri, citando episodi legati alla sua esperienza al Milan e la tensione con figure dirigenziali come Berlusconi in passato, per sottolineare come certe vittorie ottenute in contesti complessi abbiano contribuito a costruire la reputazione dell’allenatore. In chiusura Cucchi ha ribadito fiducia nella possibilità che Allegri possa trovare a Napoli un ambiente dove esprimere la sua idea di equilibrio tra bellezza e concretezza: “Assolutamente.”, ha esclamato sul suo stato d’animo e sulla voglia dell’allenatore di ricominciare.
