Un anno fa il Napoli ha vissuto una stagione segnata da una vera emergenza fisica sotto la guida di Antonio Conte, con una serie ininterrotta di assenze che ha obbligato l’allenatore a contare i nomi disponibili sul campo. Quest’anno, sotto la direzione di Massimiliano Allegri, la situazione appare più equilibrata: i problemi si manifestano, ma non si concentrano in un unico reparto né sfociano in una crisi sistemica.
Una realtà diversa rispetto al periodo Conte
Nel campionato precedente, il fattore infortunio era il filo conduttore di quasi tutte le partite: gli attacchi muscolari affliggevano costantemente la rosa, costringendo Conte a ricorrere a soluzioni di emergenza. L’attuale condizione fisica dei giocatori, sebbene presenti diverse assenze, non raggiunge ancora il livello di emergenza osservato l’anno scorso. La differenza cruciale sta nella distribuzione delle assenze: nessun reparto – difesa, centrocampo o attacco – è stato decimato, consentendo ad Allegri di mantenere una struttura tattica coerente.
Le assenze più rilevanti
Tra i soggetti fuori, il primo caso è stato Alessandro Buongiorno costretto a un intervento chirurgico sul menisco già all’inizio dell’estate, un impedimento che ha limitato la sua preparazione pre-stagionale. A seguire, lo stop cardiaco di Scott McTominay risolto con una ablazione PFA, ha richiesto diverse settimane di recupero. Luca Marianucci ha presentato una lesione al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro, diagnosticata durante il ritiro a Castel di Sangro e ancora in fase di valutazione.
Il recente allenamento congiunto e il test di Allegri
Il 10 ottobre, il Napoli ha disputato una partita di allenamento contro l’Avellino a Castelvolturno, conclusasi 2-0 per i partenopei guidati da Alessandro Nesta. La partita è stata utilizzata da Allegri per valutare la condizione dei titolari rimasti a Napoli, tra cui Beukema, Badiashile, Rrahmani, Rafa Marín, Politano, Lucca e David Neres. Con dieci dei primi undici impegnati con le Nazionali e altri sette in programmi individuali, l’allenatore ha potuto osservare da vicino l’impatto delle assenze sul ritmo di gioco.
Altri giocatori indisponibili e le loro condizioni
La lista degli indisponibili si è successivamente allungata includendo Leonardo Spinazzola fuori da settimane per una lieve contrattura al bicipite femorale, e Alisson Santos anch’egli in fase di recupero. Costantino Favasuli ha riportato una lesione di secondo grado al retto femorale, mentre Alessandro Buongiorno è programmato per un ritorno intorno alla dodicesima giornata. Complessivamente, la squadra ha dovuto fare i conti con otto infortuni di varia gravità, tutti elencati nella tabella ufficiale dei “indisponibili” della Serie A.
Prospettive per il fitto calendario autunnale
Il calendario di ottobre-novembre prevede una sequenza di partite ravvicinate, scenario che potrebbe esacerbare il rischio di nuovi stop muscolari. Tuttavia, finora Allegri è riuscito a gestire le assenze senza dover stravolgere radicalmente la formazione titolare. La sfida sarà mantenere la coesione tattica e la motivazione del gruppo, evitando che la “coda” di infortuni si trasformi in una nuova emergenza come quella vissuta nell’ultima stagione sotto Conte.
Il ruolo dello staff medico nelle decisioni
Il gruppo medico del Napoli, guidato dal dottor Gianluca Gelli ha adottato un approccio più conservativo rispetto al passato, privilegiando la riabilitazione graduale rispetto a ritorni affrettati. Le decisioni di escludere o includere un giocatore nelle prossime gare sono basate su protocolli di monitoraggio cardio-respiratorio e valutazioni biomeccaniche, al fine di ridurre la probabilità di recidive. Questo metodo ha permesso di limitare l’incidenza di nuovi infortuni nei mesi più critici, conferendo ad Allegri una maggiore flessibilità tattica.



