Morto Christian Jidayi: ex difensore trovato nella pineta di Ravenna

Il ritrovamento del corpo di Christian Jidayi nella pineta di Lido Adriano ha scosso il mondo del calcio: ex difensore con diverse esperienze tra Serie B e Serie C, negli ultimi anni aveva intrapreso la carriera nelle forze dell'ordine

Morte di Christian Jidayi, trovato il corpo nella pineta di Lido Adriano

La comunità calcistica e la popolazione locale di Ravenna piangono la scomparsa di Christian Jidayi. Il corpo dell’ex calciatore è stato ritrovato nella pineta di Lido Adriano nella notte tra il 17 e il 18 febbraio. Nato a Avellino il 3 marzo 1987, Jidayi aveva interrotto la carriera professionistica per intraprendere un percorso nella polizia provinciale.

La vicenda è emersa dopo l’assenza di Jidayi al turno di lavoro previsto per le 13 di martedì. I colleghi, preoccupati per la mancata presenza, hanno avvisato la famiglia, che ha sporto denuncia di scomparsa. Le ricerche, coordinate dai carabinieri della stazione di Lido Adriano e supportate da nuclei investigativi e operativi, si sono concluse con il tracciamento del cellulare da parte dei vigili del fuoco.

Il ritrovamento e le indagini

Le ricerche, avviate a seguito della segnalazione e coordinate sul posto, hanno portato al ritrovamento del corpo nella pineta vicino alla chiesa locale. Secondo le prime osservazioni la scena orienta gli inquirenti verso un possibile gesto volontario. Le operazioni sono state condotte congiuntamente da carabinieri, vigili del fuoco e nuclei investigativi.

Come è stata coordinata la ricerca

I soccorsi e le forze dell’ordine hanno seguito i protocolli operativi previsti per i casi di scomparsa e ritrovamento. La segnalazione ha attivato immediatamente le ricerche, con l’impiego del nucleo operativo e radiomobile e del nucleo investigativo.

Determinante è stato il tracciamento del telefono, effettuato dai vigili del fuoco, che ha consentito di circoscrivere l’area e procedere al rinvenimento in tempi rapidi. Le valutazioni tecniche e le attribuzioni di responsabilità restano di competenza dell’autorità giudiziaria.

La Procura ha disposto gli accertamenti necessari; sono in corso gli esami tecnici per chiarire le circostanze della morte e definire gli sviluppi investigativi.

La carriera sportiva

Contestualmente alle indagini, il profilo professionale di Christian Jidayi viene ricostruito anche sul piano sportivo. Prima dell’impiego nelle forze dell’ordine, egli era difensore di professione, formatosi nel settore giovanile del Cesena.

L’esordio tra i professionisti risale alla stagione 2007-08, con cinque presenze in Serie B con la maglia bianconera. Successivamente ha militato in diverse squadre tra Serie B e Serie C, accumulando esperienza lungo il territorio nazionale.

La ricostruzione delle tappe sportive contribuisce a delineare i contatti e gli spostamenti recenti. Restano in corso gli accertamenti tecnici volti a chiarire le circostanze della morte e a definire gli sviluppi investigativi.

Il passaggio a Lecco e le esperienze successive

Parallelamente agli sviluppi giudiziari, sul piano sportivo emerge la stagione 2010-11, quando il calciatore si trasferì al Lecco in prestito dal Novara. In quel campionato complesso militò in Lega Pro Seconda Divisione e totalizzò 18 presenze.

Nel prosieguo della carriera indossò le maglie di club italiani come Bellaria Igea Marina, Mantova, Bassano, Saint-Christophe Vallée d’Aoste, Forlì e Pro Patria. Le statistiche ufficiali registrano complessivamente 168 presenze, con il Forlì come squadra in cui ha collezionato il maggior numero di partite (49).

Il dopo-carriera: il ruolo di allenatore e l’ingresso nelle forze dell’ordine

Dopo le 168 presenze complessive e la stagione al Forlì, Jidayi proseguì la carriera lontano dai campi da gioco ma sempre nel mondo del calcio. Tra il 2017 e il 2019 svolse il ruolo di allenatore in seconda al San Marino Calcio, concentrandosi sulla crescita dei giovani e trasferendo le competenze maturate in anni di militanza professionistica.

Successivamente superò un concorso pubblico che gli permise di entrare nella polizia provinciale di Ravenna. Ricopriva quell’incarico da circa un anno al momento della tragedia. Il doppio percorso evidenzia una transizione verso ruoli di responsabilità, sia nell’ambito della formazione sportiva sia in quello istituzionale.

Un percorso parallelo in famiglia

Il doppio percorso evidenzia una transizione verso ruoli di responsabilità, sia nell’ambito della formazione sportiva sia in quello istituzionale. La famiglia Jidayi conserva un legame profondo con il calcio: il fratello maggiore, William Jidayi, 42 anni, è un ex calciatore professionista conosciuto nel territorio ravennate. William ha indossato, tra le altre, la maglia del Ravenna e oggi presta servizio come agente stagionale della polizia locale della città. I due fratelli hanno condiviso esperienze sul campo e successivi impegni in ruoli pubblici e di comunità.

Parlare di salute mentale e dove chiedere aiuto

La vicenda riporta al centro il tema della salute mentale e del supporto a chi attraversa momenti di crisi. Gli studi clinici mostrano che un intervento tempestivo e l’accesso a servizi qualificati riducono il rischio di esiti gravi. Secondo la letteratura scientifica, la rete dei servizi territoriali e le strutture di salute mentale rappresentano i riferimenti principali per valutazioni e terapie.

Dal punto di vista del paziente, esistono percorsi di ascolto telefonico, centri di salute mentale e servizi di pronto intervento psichiatrico. In caso di emergenza è indicato contattare il 112 o rivolgersi al più vicino servizio sanitario territoriale. I dati real-world evidenziano l’importanza di reti integrate tra servizi sanitari, sociale e sportivo per supportare atleti e ex atleti in difficoltà.

Per chi cerca ascolto e supporto sono disponibili servizi specializzati. Il Telefono Amico è raggiungibile al 02 2327 2327 ed è attivo tutti i giorni dalle 9 alle 24. È disponibile inoltre una chat via WhatsApp al numero 324 011 7252, attiva tutti i giorni dalle 18 alle 21. Un’ulteriore risorsa è Samaritans Onlus, contattabile al 06 77208977; il servizio è attivo tutti i giorni dalle 13 alle 22 e i costi dipendono dal piano tariffario dell’operatore.

La comunità ricorda Christian per il contributo sul campo e per la presenza nel territorio. Le circostanze del ritrovamento sono al momento oggetto di indagine da parte delle autorità competenti. Familiari, amici ed ex compagni di squadra elaborano il lutto e ricordano la sua figura sia come atleta sia come operatore delle istituzioni. I prossimi sviluppi saranno resi noti dalle autorità incaricate delle indagini.

Scritto da AiAdhubMedia

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