Milan-Parma, l’episodio decisivo spiegato: blocco, on field review e polemiche

Ripercorriamo l'azione del gol di Troilo a San Siro, le valutazioni tecniche di Marelli e Ambrosini e perché l'on field review ha scatenato discussioni

La rete di Mariano Troilo a San Siro e la sua convalida dopo una lunga on-field review hanno riacceso il dibattito sul VAR e sulle scelte arbitrali. L’analisi delle immagini e le relazioni tecniche raccolte mostrano valutazioni discordanti: per alcuni si è trattato di un errore, per altri la decisione era giustificabile alla luce dei fotogrammi disponibili. Le differenze non sono solo tecniche, ma emergono soprattutto nelle interpretazioni delle stesse sequenze video.

L’episodio
Tutto nasce da un calcio d’angolo del Parma: Troilo svetta di testa e infila la difesa rossonera. L’arbitro Piccinini interrompe il gioco, si dirige al monitor e, dopo una lunga verifica, decide di ribaltare il verdetto iniziale e convalidare il gol. Da lì è scoppiata la controversia, centrata su due momenti distinti: il contatto tra Troilo e Bartesaghi e un possibile ostruzione su Maignan da parte di Valenti.

Il contrasto Troilo–Bartesaghi
Gli osservatori sono divisi. C’è chi, come Massimo Ambrosini, ha definito il contatto un normale scontro di gioco; altri hanno parlato di una spinta che avrebbe compromesso l’equilibrio del marcatore. Nei replay Bartesaghi sembra piegarsi dopo un lieve contatto, mentre Troilo resta stabile e conclude l’azione. Alcuni analisti lo etichettano come “mezzo contatto”: un intervento borderline, insufficiente per parlare di fallo netto. In sostanza, la linea tra consentito e irregolare resta molto sottile e ogni sfumatura dell’immagine può inclinare la bilancia.

Il posizionamento di Valenti e la situazione del portiere
Altro nodo è la dinamica attorno a Maignan. I fotogrammi mostrano Valenti lungo la traiettoria del portiere, con micro-movimenti e piccoli aggiustamenti prima della battuta. La questione non è solo se ci sia stato un contatto, ma se quel comportamento abbia limitato concretamente la libertà di intervento di Maignan: secondo alcune interpretazioni rientra nella definizione di “ostruzione”, per altre resta un’azione marginale, non punibile. La valutazione dipende dalla distanza del pallone, dall’intenzione e dall’impatto reale sulla capacità di presa del portiere.

Angolazioni, fotogrammi e limiti dell’immagine
I filmati a disposizione non offrono sempre la stessa chiarezza: alcune inquadrature non permettono di ricostruire con certezza tutta la dinamica. Gli operatori del VAR e gli osservatori si affidano a criteri regolamentari, ma poi serve un giudizio tecnico che inevitabilmente contiene una componente soggettiva. È questa discrezionalità che spiega le divergenze tra chi vede un errore evidente e chi invece ritiene corretta la decisione presa in campo.

Le opinioni degli esperti
Tra le note raccolte, Luca Marelli ha sottolineato come il movimento di Valenti appaia “molto volontario”, ma ha anche osservato che l’episodio potrebbe non rientrare tra quelli suscettibili di on-field review, per mancanza di un errore “chiaro ed evidente”. Ambrosini e altri analisti hanno invece ricordato che l’arbitro aveva già espresso una valutazione iniziale in campo. Queste posizioni riassumono il dilemma: quando intervenire e quando lasciare che la scelta dell’arbitro rimanga definitiva?

Il ruolo del tempo e della decisione di Piccinini
La lunga permanenza di Piccinini al monitor è stata letta in modi opposti: segno di incertezza per alcuni, indice di necessità di annullare la rete per altri. Quel tempo di riflessione riflette soprattutto la complessità dell’episodio e la ricerca di coerenza con i criteri tecnici previsti dal protocollo VAR.

Effetti e implicazioni
La scelta arbitrale ha avuto conseguenze pratiche — risultato della partita e potenziali ricadute in classifica — ma incide anche sulla fiducia nel sistema di revisione. Le discrepanze interpretative sollevano domande sulla formazione degli arbitri, sulle procedure di revisione e sulla possibilità di chiarimenti normativi, soprattutto nelle fasi da palla inattiva dove i margini di interpretazione restano ampi.

Prossimi passi
Le immagini e le relazioni saranno ora esaminate dalla commissione tecnica competente, che potrebbe chiedere integrazioni alle motivazioni arbitrarie. L’indagine proseguirà confrontando il caso di San Siro con precedenti simili per individuare criteri più uniformi e ridurre le ambiguità operative. La partita ha riaperto il tema della chiarezza applicativa del regolamento e della soggettività insita nelle revisioni video — elementi che le autorità tecniche dovranno affrontare per evitare simili controversie in futuro.

Scritto da AiAdhubMedia

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