Venerdì 2 ottobre 2026 l’oratorio di San Bernardo è stato teatro di una tavola rotonda organizzata dalla FIGC-LND delegazione di Lodi, in collaborazione con il Sgs regionale. L’incontro, rivolto a dirigenti, allenatori e responsabili delle realtà scolastiche e giovanili, ha avuto l’obiettivo di delineare una nuova visione per il calcio dei più piccoli, partendo dal presupposto che il gioco debba essere innanzitutto un’attività ludica e non una lotta per il risultato.
Al centro del dibattito c’è stato il discorso di Riccardo Giannelli, delegato provinciale, il quale ha sottolineato che la cultura calcistica odierna deve allontanarsi dal campanilismo sfrenato per privilegiare il piacere di giocare. Secondo Giannelli, il compito delle società è mettere il bambino “in mezzo al campo” e garantire che la sua esperienza sia caratterizzata dalla gioia, dalla socializzazione e dalla crescita personale.
Obiettivi chiave: divertimento, tutela e tesseramento
Durante la sessione, Giannelli ha ribadito l’importanza del tesseramento dei giovani atleti, non solo come requisito amministrativo ma soprattutto come strumento di protezione. Il tesseramento, infatti, consente alle società di attivare una copertura assicurativa obbligatoria, capace di intervenire in caso di infortuni durante allenamenti o partite. L’assenza del tesseramento espone sia i ragazzi sia le realtà organizzative a rischi legali e a costi imprevedibili, rendendo fondamentale il rispetto di questa procedura.
Il ruolo del tesseramento per la copertura assicurativa
Il delegato ha illustrato che la polizza assicurativa, attivata dal tesseramento, copre infortuni corporei, responsabilità civile verso terzi e persino le spese mediche conseguenti. In pratica, ogni volta che un bambino indossa la maglia di un club, la tessera diventa il suo scudo contro eventuali imprevisti. Il messaggio è chiaro: senza tesseramento non c’è garanzia di sicurezza né per il giovane calciatore né per gli adulti che lo accompagnano.
Linee guida operative per le società giovanili
Mauro Spoldi, coordinatore regionale Sgs Figc Crl, e Camilla Kruger, responsabile tecnico Sgs della FIGC, hanno poi presentato le linee guida che le società devono seguire per allinearsi a questi nuovi standard. L’accento è stato posto su un modello di qualità strutturata capace di valutare le realtà giovanili non solo dal punto di vista sportivo, ma anche organizzativo, educativo e infrastrutturale.
Il sistema dei “livelli” della FIGC
Il fulcro delle indicazioni è rappresentato dal cosiddetto sistema dei livelli una classificazione che assegna a ciascun club un valore da 1 a 5 in base al rispetto di quattro criteri fondamentali: organizzazionetecnicastruttura e educazione. Un club di livello 1 garantisce solo le basi necessarie, mentre un livello 5 deve dimostrare eccellenza in tutti gli ambiti, dalla preparazione degli allenatori alla gestione dei campi e ai percorsi formativi dei giovani. Questa graduatoria permette, inoltre, di indirizzare i finanziamenti e le iniziative di sviluppo verso le realtà che più ne hanno bisogno.
Il messaggio conclusivo dell’incontro è stato chiaro: le realtà calciistiche di Lodi devono abbracciare una filosofia ludica assicurare il tesseramento di tutti i partecipanti e impegnarsi a raggiungere i livelli di qualità definiti dalla FIGC. Solo così sarà possibile offrire ai bambini un’esperienza di calcio autenticamente divertente, sicura e formativa, in linea con le nuove direttive nazionali.



