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La vicenda di Guido Santiago Visentin, ex difensore della Virtus Verona, si complica ulteriormente. Fuggito all’estero, ora deve affrontare nuove accuse legate a un episodio di violenza sessuale avvenuto nel 2026. Questa situazione ha generato un ampio dibattito e preoccupazione nel mondo del calcio e non solo.
Visentin, 26 anni, è stato condannato a sei anni di reclusione per la sua partecipazione a uno stupro di gruppo insieme ad altri tre ex compagni di squadra, Gianni Manfrin, Stefano Casarotto ed Edoardo Merci. La sentenza, confermata dalla Cassazione lo scorso ottobre, ha portato a un inasprimento della pena per tutti i coinvolti, ad eccezione di Merci, la cui situazione risulta differente.
La fuga e le conseguenze
Prima della definitiva pronuncia dei giudici, Visentin ha scelto di abbandonare l’Italia, evitando così l’arresto e la reclusione come accaduto ai suoi ex compagni Manfrin e Casarotto. Questi ultimi, infatti, dovranno attendere circa un anno prima di poter richiedere una misura alternativa per ridurre la loro pena di tre anni e quattro mesi.
Il nuovo processo a Belluno
Recentemente, il 25 gennaio, è iniziato un nuovo processo nei confronti di Visentin, stavolta per un caso di violenza sessuale risalente a Ferragosto 2026, quando era già tesserato per la Virtus. In quell’occasione, insieme ai calciatori bellunesi Federico De Min e Matteo Verdicchio, è stato accusato di aver abusato di una giovane donna durante una grigliata presso una villa a Visome.
Questo caso, che si era concluso con un’assoluzione per i tre imputati, ha visto la sentenza annullata nel settembre 2026 dalla corte d’appello di Venezia. La motivazione risiedeva nel fatto che uno dei giudici non era togato, il che ha sollevato interrogativi sulla validità del processo.
Riapertura del procedimento
Con la riapertura del procedimento, il processo riparte da zero, con tre udienze già calendarizzate tra aprile e maggio. Saranno ascoltati venti testimoni, inclusi ufficiali di polizia, medici e consulenti tecnici. La difesa, rappresentata dagli avvocati Alessandro Avanzi, Anna Casciarri e Maurizio Paniz, ha già espresso l’intenzione di dimostrare la propria innocenza, un obiettivo che si preannuncia complesso.
Le aspettative della difesa
Nel precedente processo, l’accusa aveva richiesto una pena di otto anni, ma i giudici avevano accolto la posizione della difesa, evidenziando la mancanza di indagini approfondite. La speranza degli imputati ora è quella di ribaltare il verdetto e dimostrare che l’ innocenza è un diritto fondamentale, nonostante le pesanti accuse che pendono su di loro.
Questa vicenda solleva interrogativi non solo sulla giustizia, ma anche sulle responsabilità individuali e sull’importanza di un processo equo. La fuga di Visentin e le sue conseguenze legali rappresentano solo un capitolo di una storia che continua a scorrere nel tempo, con molteplici sfaccettature e implicazioni morali e legali.