Dopo la vittoria della Spagna contro l’Argentina nella finale del Mondiale Fifa, Lamine Yamal torna protagonista in un’altra Coppa del Mondo. Non quella appena conquistata con la nazionale spagnola, ma la Kings World Cup Clubs 2026 il mondiale per club della Kings League che dal 26 luglio al 1° agosto porterà nel Milanese squadre legate a calciatori, ex campioni e creator internazionali.
L’evento si terrà alla Kings Arena di Cologno Monzese in via Francesco Ingegnoli 44. Per la Kings League è la prima volta in Italia con il suo mondiale per club: dopo le edizioni di Messico 2026 e Parigi 2026, la competizione arriva nell’area metropolitana di Milano con 16 squadre provenienti dalle leghe internazionali del circuito.
Le squadre di Yamal e Neymar alla Kings World Cup Clubs 2026
Tra le squadre con i presidenti più attesi ci sono proprio quelle di Lamine Yamal e Neymar Jr.. Il talento del Barcellona e della Spagna è legato a La Capital CF squadra della Kings League Spain qualificata come seconda classificata della regular phase. Neymar Jr. sarà invece rappresentato da Furia FC club della Kings League Brazil qualificato come campione della Kings Cup America 2026.
Non ci saranno solo loro. Alla Kings World Cup Clubs 2026 parteciperanno anche Atlético Parceros FC squadra legata a James Rodríguez, No Rules FC associata ad Hasan Salihamidžić, e alcuni dei club più seguiti della scena Kings: Porcinos FC di Ibai Llanos, Aniquiladores FC di Juan Guarnizo, G3X FC di Gaules, DR7 di Dr7bh e Stallions la squadra italiana di Blur.
Che cos’è la Kings League
La Kings League è il format calcistico creato da Gerard Piqué pensato per unire calcio a 7, streaming, intrattenimento digitale e community online. Le partite sono più brevi rispetto al calcio tradizionale, hanno regole speciali e vengono costruite per essere seguite anche sulle piattaforme social, con creator e presidenti delle squadre coinvolti direttamente negli eventi.
Il torneo di Cologno Monzese sarà una settimana a eliminazione progressiva, con club arrivati da Spagna, Brasile, Messico, Italia, Francia, Germania. L’Italia sarà rappresentata da Alpak FCUnderdogs FC e Stallions tre squadre della Kings League Lottomatica.sport Italy.
La competizione inizierà domenica 26 luglio con il primo round e proseguirà nei giorni successivi alla Kings Arena. Le partite sono programmate fino a sabato 1° agosto, quando verrà assegnato il titolo mondiale per club.
Lamine Yamal: dal bagno con Leo all’urlo mondiale
La foto con Messi è l’immagine di un cambio epocale. La povertà, il Barça, la Coppa: Lamine, è solo l’inizio. Nei giorni scorsi con la foto del bagnetto di Messi a Lamine Yamal che impazzava urbi et orbi, sono stati creati i soliti meme. In uno c’era Leo che praticamente affogava nel sapone Lamine. In un altro Yamal che invece della paperella di gomma aveva in mano la Coppa del Mondo. Ecco, ha vinto questa seconda immagine.
Il 19enne del Barça ha tolto dalle mani del 39enne ex Barça il trofeo che l’immenso Messi aveva conquistato 4 anni fa in Qatar. Pelé e lo Zio Lamine Yamal diventa il terzo più giovane a conquistare il Mondiale, dopo Pelé, che in Svezia nel 1958 ci riuscì addirittura a 17 anni, e il nostro Beppe Bergomi, che al Bernabeu nel 1982 salì in cima al mondo a 18. Lamine Yamal è campione del mondo a 19 anni e 6 giorni.
Lunedì scorso si è allenato, poi ha spento le candeline con i compagni quindi è venuto in conferenza stampa a destreggiarsi con un’abilità dialettica pari alle sue qualità tecniche di fronte a centinaia di giornalisti di tutto il mondo. Tappa successiva, è andato a tagliarsi i capelli col fratellino Keyne, altro protagonista assoluto del Mondiale che a noi boomer ricorda il simpaticissimo Arnold del telefilm “Il mio amico Arnold” approdato sulle tv private nostrane nel 1980. Con loro c’era mamma Sheila, che con Mounir nel 2007 diede alla luce Lamine Yamal Nasraoui Ebana, due nomi di battesimo dedicati a due benefattori di una famiglia in gravi difficoltà sociali ed economiche, e due cognomi con radici africane: papà marocchino e madre della Guinea Equatoriale.
Coincidenza cosmica
Quando Lamine aveva 4 mesi finì nelle mani di Messi in una sala dello spogliatoio del Camp Nou. Ora diteci voi se questa non è la cosa più assurda, straordinaria, inimmaginabile capitata nel calcio d’élite. Le probabilità che i due protagonisti di quella foto del 2007 si ritrovassero da avversari in una finale del Mondiale 19 anni dopo erano pari a zero. E invece è successo. Lamine e Leo sono stati anche 7 anni insieme a Sant Joan Despí, la sede del centro tecnico del Barcellona alle porte della città. Il primo alla Masía, la cantera, il secondo in prima squadra. Lamine è entrato nel 2014, a 7 anni, quando Leo si avviava a vincere il suo secondo triplete con Luis Enrique e un attacco stellare con Neymar (il grande idolo di Lamine) e Luis Suarez. Messi se n’è andato nel 2026. Lamine aveva 14 anni. e un anno dopo avrebbe debuttato in prima squadra con Xavi Hernandez iniziando a frantumare tutti i record di precocità.
I compiti
Gol in Liga, gol in Champions, gol in nazionale, dove è arrivato a 16 anni. De la Fuente non ha avuto dubbi, esattamente come Xavi. Gli ha dato le chiavi della fascia destra, una porta che Lamine Yamal usa per entrare nelle difese avversarie. Nell’estate del 2026 nel ritiro nella Foresta Nera tedesca di Donaueschingen la mattina Lamine Yamal si allenava, poi nel pomeriggio si collegava via Zoom coi professori che erano a Barcellona per lezioni, compiti e ripetizioni. Poi raggiungeva i compagni per giocare alla Play e chiacchierare. Con lui c’era il 39enne Jesus Navas, più vecchio di suo padre.
Vita dura
Ecco, Mounir. Il papà della stella catalana non è venuto in America perché soffre di epilessia e ha preferito non rischiare. Tipo peculiare: un paio di anni fa in una rissa per questioni mai precisate con chiarezza è finito all’ospedale in fin di vita, ferito da una serie di coltellate. “Pressione? Io non la sento – dice sempre Lamine Yamal – Nella mia vita ho preso colpi notevoli, e ho dovuto affrontare situazioni molto più difficili che un avversario tosto o una partita di calcio delicata. La pressione è un’altra cosa”. Non è spocchia, è così.
Infortunato
Lamine Yamal è arrivato al Mondiale infortunato. Un muscolo della coscia sinistra era saltato a fine aprile e non si è mai risistemato del tutto. Però non poteva non esserci, non poteva mancare all’appuntamento con la storia. Sua, della Spagna e persino di Leo Messi. Che lo ha letteralmente tenuto a battesimo e ieri nel New Jersey gli ha ufficialmente ceduto la corona. Leo ha vinto 8 Palloni d’oro e giocato 3 finali di un Mondiale. Ma all’età di Lamine, nel 2006, iniziava a farsi conoscere. Il Barcellona aveva vinto la sua seconda Champions ma Leo si era fermato nei quarti per un infortunio. E al Mondiale in Germania nei quarti era proprio uscito, senza che il ct Pekerman gli concedesse nemmeno un minuto nella sconfitta ai rigori con i padroni di casa. Scelta assai bizzarra. De la Fuente non rinuncerebbe mai a Lamine Yamal, non lo faceva quando aveva 16 anni, figuriamoci ora a 19. E con lui ha conquistato il mondo. Al Giants Stadium non è nata una stella, è stata creata una vera e propria costellazione. Chiamata Lamine Yamal.



