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2 Ottobre 2026

Il futuro delle partite femminili: stadi, fan zone e comunità

Il futuro del matchday femminile passa da grandi arene a spazi accoglienti, sociali e inclusivi.

Il futuro delle partite femminili: stadi, fan zone e comunità

Il calcio femminile sta vivendo una crescita senza precedenti: più spettatrici, più investimenti e una visibilità in rapido aumento. In risposta, Populous, studio internazionale specializzato nella progettazione di impianti sportivi, e YouGov hanno realizzato il rapporto “Designing the Future of Matchday” che indaga le aspettative dei tifosi e immagina come potrebbe evolvere l’esperienza allo stadio.

Le tendenze emerse dal report Populous-YouGov

Secondo l’analisi, il matchday non deve più limitarsi ai novanta minuti di gioco. La giornata inizia prima dell’ingresso e prosegue anche dopo il fischio finale, trasformando lo stadio in un vero “Third Place”. I fan vogliono un luogo dove socializzare mangiare, partecipare a attività e sentirsi parte di una comunità. I dati mostrano che il 63 % degli appassionati consolidati e il 72 % dei potenziali fan privilegiano il comfort alla prossimità al campo, indicando che sedute ergonomiche e spazi ampi hanno la precedenza sulla vicinanza alla linea di tiro.

Stadi dedicati o condivisi? La scelta di Silvia Prandelli

Silvia Prandelli, responsabile dei progetti in Italia per Populous, spiega che la decisione dipende da capacità e posizione. Centri di allenamento più piccoli offrono maggiore flessibilità per creare ambienti su misura, mentre le grandi arene possono essere adattate se ben collegate al territorio. L’obiettivo è creare una casa riconoscibile per la squadra, dove l’identità del club si rifletta nei dettagli architettonici e negli spazi dedicati alle atlete, come spogliatoi con zone yoga e aree per il corpo libero.

Progettare l’esperienza: community, entertainment e club

Il rapporto individua tre pilastri fondamentali per attrarre e mantenere il pubblico: CommunityEntertainment e Club. La community richiede spazi che accolgano famiglie, bambini e anziani, con fan zone esterne, aree verdi e servizi di street food. L’entertainment non deve per forza essere tecnologico; la comodità di posti a sedere, coperture e schermi che trasmettono altri eventi sportivi sono già apprezzati. Il club è il veicolo del senso di appartenenza: esperienze premium, definite “Glimmers”, possono essere offerte occasionalmente per rendere memorabili partite chiave, senza trasformare l’intera struttura in un ambiente esclusivo.

Fan zone e ristorazione: opportunità ancora poco sfruttate

Solo il 26 % dei fan esperti ha visitato una fan zone durante una partita femminile, segnale di ampio margine di sviluppo. Allo stesso tempo, il 58 % degli spettatori è insoddisfatto dell’attuale offerta di cibo e bevande, mentre il 46 % sarebbe disposto a pagare di più per una proposta più varia e qualitativa. Integrare menu per bambini, opzioni salutari e specialità locali può aumentare la percezione di valore e favorire la permanenza nello stadio prima e dopo il fischio.

Esempi concreti e prospettive future

Il caso più emblematico è Angel City FC di Los Angeles. Il club, fondato da investitrici e celebrità come Natalie Portman, ha costruito un’immagine “Hollywoodiana” e ha scelto uno stadio centrale, sfruttando il tessuto urbano per rendere la partita parte di un’esperienza cittadina più ampia. In Inghilterra, la Women Super League registra record di spettatori, mentre negli Stati Uniti il calcio femminile è già consolidato e attrae grandi folle sia negli stadi sia in televisione. In Italia la crescita è percorribile, ma la sfida rimane trasformare chi guarda da casa in chi visita regolarmente lo stadio.

Verso un Europeo femminile in Italia?

Silvia Prandelli auspica che l’Italia ospiti un Europeo femminile, indicando impianti di Udine, Verona, Firenze, Bologna e Venezia, tutti con capacità superiore ai 22 000 posti richiesti dalla UEFA. Tuttavia, la presenza di strutture adeguate non è l’unico requisito: è fondamentale progettare giornate in cui i fan possano godere di attività collaterali, cibo di qualità e spazi dedicati a diverse fasce d’età, rendendo l’evento più di una semplice partita.

Un ambiente che unisca comfortinclusività e divertimento potrà trasformare la crescente curiosità in una abitudine consolidata, facendo sì che lo stadio diventi una seconda casa per le tifose.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.