Salta al contenuto
6 Novembre 2026

Gianpietro Marchetti, l’uomo che portò il Piacenza in Serie A

Gianpietro Marchetti, difensore di classe, due scudetti con la Juventus e artefice del salto del Piacenza in Serie A, ci lascia a 78 anni.

Gianpietro Marchetti, l’uomo che portò il Piacenza in Serie A

Il mondo del calcio ha perso un personaggio unico: Gianpietro Marchetti, scomparso all’età di 78 anni. La sua storia si intreccia con le pagine più emozionanti del calcio italiano, dalla veste di difensore e mediano nei colori della Juventus a quella di dirigente visionario che ha trasformato il Piacenza in una squadra di Serie A.

Le sue radici calcistiche affondano a Rudiano, in provincia di Brescia, dove nasce nel 1948. Il giovane prodigio entra presto nelle giovanili dell’Atalanta, facendo il suo esordio in prima squadra nella stagione 1966-67. Dopo una parentesi al Lecco, il 1969 lo porta alla Juventus, dove vive i due anni d’oro della sua carriera da giocatore.

Le stagioni d’oro in bianconero

Con la Juventus, Marchetti colleziona 102 presenze, segna sei reti e, soprattutto, vince due scudetti consecutivi (1971-72 e 1972-73). Il suo contributo è determinante anche nella finale di Coppa dei Campioni del 1973, persa contro l’Ajax a Belgrado. Grazie alla sua versatilità, può ricoprire ruoli di terzino sinistro, difensore centrale o mediano, adattandosi con intelligenza a qualsiasi schema tattico.

Nel 1974, fa ritorno all’Atalanta come parte dello scambio che porta Gaetano Scirea a Torino. A Bergamo, diventa capitano della squadra, guidandola alla promozione in Serie A nel 1977 grazie a una vittoria di 2-1 sull’avversario Cagliari. Chiude la carriera da calciatore al Catanzaro nella stagione 1979-80, avendo totalizzato cinque presenze con la nazionale italiana tra il 1972 e il 1973.

Da calciatore a dirigente: la rivoluzione del Piacenza

Dopo aver appeso le scarpe, Marchetti intraprende la carriera dirigenziale. Dal 1982 al 1988 lavora alla Triestina, dove partecipa a promozioni e retrocessioni. Nel 1988, il presidente Leonardo Garilli lo chiama a capo della gestione sportiva del Piacenza, inaugurando il periodo più significativo della sua vita professionale.

Con l’aiuto dell’allenatore Gigi Cagni, il club emiliano compie un balzo storico: dalla Serie C1 alla Serie A in pochi anni. La prima promozione in A avviene nel 1993, seguita da altre tre salite nella massima serie, per un totale di quattro promozioni conquistate sotto la sua guida. Il Piacenza, famosa per una rosa composta esclusivamente da giocatori italiani, diventa simbolo di un calcio “autarchico” ormai sparito.

Marchetti resta al Piacenza fino al 2001, raccogliendo un bilancio impressionante: quattro promozioni, sei stagioni in Serie A e una reputazione di architetto di squadre competitive senza ricorrere a rinforzi stranieri. La sua filosofia si basa su una selezione attenta dei talenti nazionali e su una gestione oculata del mercato.

Ultimi anni e l’eredità di un mito

Dopo l’avventura biancorossa, il dirigente prosegue la sua carriera con esperienze a Napoli e Modena, sempre mantenendo alta la sua reputazione di manager competente e appassionato. La sua scomparsa avviene a Rudiano, dove si erano radicate le sue radici familiari; i funerali si terranno nella stessa cittadina, a testimonianza dell’attaccamento al territorio.

L’intera comunità calcistica ricorda un uomo capace di coniugare disciplina tattica e amore per il gioco. La sua figura è esemplare per chi vuole comprendere come la dedizione, la competenza tecnica e la visione a lungo termine possano trasformare un club di provincia in protagonista della Serie A. Gianpietro Marchetti resterà per sempre nella memoria dei tifosi, dei giocatori e di tutti gli appassionati che hanno condiviso la sua avventura.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.