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Il 12 marzo 2026 la Fiorentina ha centrato una vittoria pesante ma sofferta: 2-1 contro il Rakow nell’andata degli ottavi di Conference League. La svolta è arrivata nel finale, quando il Var ha segnalato un intervento di mano in area su un cross di Dodò e Gudmundsson ha trasformato il rigore al 93′. Il successo regala fiducia ai viola, ma il doppio confronto non è chiuso: il ritorno in Polonia è fissato per il 19 marzo 2026 e richiederà attenzione e concentrazione.
La gara ha confermato due elementi evidenti dai precedenti europei del club: affrontare squadre polacche può rivelarsi complicato e la gestione delle fasi finali rimane un fattore decisivo. La squadra di Paolo Vanoli ha dovuto fare i conti con un avversario chiuso e fisicamente aggressivo, capace di sfruttare poche occasioni. Nonostante il dominio territoriale a tratti, la Fiorentina ha faticato a trovare varchi e profondità fino all’ingresso dei cambi.
La cronaca del match
Nel primo tempo i viola hanno gestito il possesso senza creare vere palle gol: un colpo di tacco di Gosens ha spinto Zych all’angolo, ma la squadra ha mostrato troppo gioco orizzontale e pochi inserimenti centrali. Il Rakow si è organizzato con un blocco basso, provando a sfruttare ripartenze e calci piazzati per impensierire la retroguardia di casa. La partita viveva di fiammate e interventi difensivi, con poche soluzioni efficaci per la manovra viola e senza che emergessero chiare occasioni da rete nei primi 45 minuti.
Primo tempo
La solidità fisica degli avversari ha limitato le iniziative di Parisi e Fazzini, protagonisti nelle avanzate ma spesso raddoppiati. La difesa del Rakow ha sofferto qualche incursione ma ha saputo neutralizzare i cross e i tentativi dalla distanza. Il portiere Zych è rimasto praticamente inoperoso fino all’intervallo se non per qualche intervento attento sui calci piazzati. Nel complesso, il primo tempo ha mostrato un confronto tattico dominato dall’equilibrio e dalla volontà polacca di non concedere campo.
Ripresa e finale
Al 60′ è arrivato il gol che ha sbloccato il risultato: Brunes, servito su sponda da calcio piazzato, ha trovato la rete sfruttando una disattenzione in fase di anticipo. La reazione della Fiorentina è stata immediata: un minuto dopo Ndour ha trovato un gran destro che ha riportato il risultato in parità, sfruttando un buon recupero di Mandragora. La partita si è aperta, con il Rakow che ha preso fiducia e la Fiorentina che ha provato a spingere alla ricerca del sorpasso. Il momento più clamoroso è arrivato con Piccoli, che in contropiede ha colpito la traversa concedendo un brivido ai tifosi. La decisione decisiva è giunta nei minuti di recupero, quando un cross di Dodò è stato respinto con il braccio da Arsenic: il VAR ha chiamato l’arbitro e il rigore è stato trasformato da Gudmundsson con freddezza per il 2-1 definitivo.
Scelte tecniche e impatto delle sostituzioni
Vanoli si è presentato privo di Kean e Solomon per infortunio e ha scelto di lasciare in panchina alcuni elementi come De Gea inizialmente. Tra le scelte difensive e a centrocampo, nomi come Christensen, Fortini, Comuzzo, Ranieri e Mandragora hanno avuto ruoli chiave nel tenere il ritmo. Il tecnico ha poi puntato sui cambi per cambiare l’inerzia: l’ingresso di Dodò ha portato maggior dinamismo sulla fascia, mentre Gudmundsson ha sfruttato l’occasione da subentrante per segnare il gol decisivo. Anche Harrison ha offerto energie fresche nella fase finale, e il debuttante Braschi ha vissuto i suoi primi minuti con la prima squadra.
Chi ha fatto la differenza
La partita ha mostrato come i cambi possano ribaltare equilibri statici: il cross di Dodò e la freddezza di Gudmundsson dal dischetto sono i fatti che hanno deciso l’esito. Allo stesso tempo, l’episodio che ha portato al rigore sottolinea la rilevanza del VAR nelle fasi decisive e come un singolo errore difensivo possa risultare fatale. Il Rakow ha offerto una prestazione coraggiosa, con giocatori come Brunes protagonisti nel momento chiave, ma ha pagato lo sforzo con un finale amaro.
Bilancio e prospettive in vista del ritorno
Il 2-1 rappresenta un risultato positivo per la Fiorentina, ma non è risolutivo: il ritorno in Polonia il 19 marzo 2026 promette una sfida aperta. La squadra di Vanoli dovrà correggere la scarsa efficacia in area e lavorare sulla capacità di rompere il blocco basso avversario, oltre a gestire le partite in cui il ritmo si alza. In campionato, l’attenzione rimane alta con uno scontro interno importante atteso lunedì sera contro la Cremonese: l’impegno europeo arriva in un momento delicato della stagione e richiede equilibrio tra competizioni.
In sintesi, la serata di Firenze è stata una prova di carattere: la Fiorentina ha saputo rimontare e vincere grazie a scelte giuste e a qualche episodio favorevole, ma dovrà confermare concretezza e attenzione per chiudere la qualificazione in trasferta.