Damiano Coletta: dal calcio alla rinascita civile di Latina

Il racconto di Damiano Coletta: dal calcio professionistico alla medicina fino alla leadership politica di Latina, passando per un movimento civico nato per cambiare la città

La vicenda di Damiano Coletta è un esempio di come esperienze diverse possano convergere in un progetto comune. Nato come atleta, poi medico specialista, Coletta ha trasferito sul terreno politico lo spirito del gruppo e la disciplina degli allenamenti, provando a trasformare il patrimonio umano dello sport in pratica amministrativa. La sua elezione a sindaco segnala non solo un cambiamento di leadership, ma anche la vittoria di un modello che privilegia coraggio, altruismo e solidarietà come strumenti di governo.

Dietro il volto pubblico c’è un professionista che ha conciliato la carriera clinica con la passione per il calcio: cardiologo all’ospedale Santa Maria Goretti, ex giocatore di livello professionistico, con esperienze anche nel Pescara in serie B. La sua storia privata è legata alla famiglia: è sposato con Silvia e ha un figlio, Emiliano, che ha seguito le orme mediche e sportive del padre. Questi elementi personali sono diventati parte della sua narrativa elettorale, dove il valore del sacrificio e della squadra viene esaltato come base di un’amministrazione moderna.

Dal campo alla professione: valori che restano

L’attività sportiva ha segnato il carattere e la leadership di Coletta: chi lo conosce racconta di un uomo cresciuto nello spogliatoio, abituato a condividere responsabilità e a guidare con l’esempio. In politica ha riproposto l’idea del capitano non come figura autoritaria, ma come facilitatore di relazioni e scelte collettive. La sua formazione medica, invece, ha consolidato una visione pragmatica: cura, ascolto e responsabilità pubblica. Questo doppio profilo — atleta e medico — gli ha permesso di comunicare in modo credibile con segmenti diversi dell’elettorato, mettendo al centro la concretezza e la gestione dei bisogni.

La carriera sportiva e il risveglio civico

Prima di approdare alla politica, Coletta ha mantenuto un legame continuo con il calcio cittadino. Dopo il fallimento della precedente società sportiva è stato tra i promotori di una rinascita del club locale, partecipando alla fondazione della nuova realtà. Tuttavia, quando la gestione è scivolata nelle mani dell’attuale presidente — il parlamentare Pasquale Maietta, poi coinvolto nell’inchiesta Don’t touch — Coletta ha scelto di uscire, segnando il momento in cui la sua attenzione si è allargata dalla squadra all’intera comunità di Latina.

Un progetto civico per la città

Dalla delusione per la piega presa dalla società calcistica è nata l’idea di un intervento più ampio. Con amici e collaboratori ha fondato l’associazione Rinascita civile, che si è posta l’obiettivo di promuovere una crescita culturale e sociale della città. Dopo alcuni anni di lavoro sul territorio, nel 2015 il gruppo ha deciso di entrare in politica con la lista Latina Bene Comune. L’intenzione era chiara: tradurre in pratica amministrativa i valori appresi nello sport e nella professione medica, puntando su trasparenza, partecipazione e rigenerazione urbana.

Strategia, studio e fattori esterni

Il cammino verso il municipio non è stato improvvisato: Coletta e il suo team hanno dedicato mesi a un lavoro di conoscenza e formazione, studiando modelli di movimento civico e ascoltando esperti come il sociologo Vittorio Cotesta. Allo stesso tempo, l’esito favorevole è stato favorito da circostanze politiche esterne — l’assenza di una candidatura forte dei 5 Stelle, scelte sbagliate nel centro-sinistra e la frammentazione del centro-destra — che hanno creato lo spazio per una proposta nuova. Come in una partita in cui la tattica e la fortuna si miscelano, il progetto civico ha saputo capitalizzare sulle opportunità del momento.

La vittoria e il nuovo ruolo

Al ballottaggio il risultato è stato netto: Coletta ha ottenuto una larga maggioranza, superando il candidato del centro-destra con circa il 75% dei voti, una soglia che testimonia l’adesione popolare al suo messaggio di cambiamento. Nella notte della vittoria ha incontrato l’amministrazione uscente e ha definito il traguardo come l’inizio di una nuova fase per la città: non una semplice alternanza, ma una vera e propria riconversione delle priorità urbane, sintetizzata nel concetto di bonifica civica che ha voluto evocare per indicare il rinnovamento amministrativo e morale di Latina.

Oggi la storia di Coletta è spesso raccontata come quella di un uomo che ha saputo trasferire il linguaggio del calcio e della medicina nella gestione pubblica: la disciplina dell’allenamento, la solidarietà del gruppo e la responsabilità del medico si sono fuse in un progetto che punta a rigenerare la città. Che si tratti di politica, sport o sanità, il filo comune resta la cura del bene comune.

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