Crisi Tottenham, si valuta l’esonero di Tudor: Motta e De Zerbi tra i papabili

Tottenham in difficoltà: tre ko consecutivi, la squadra vicina alla zona retrocessione e la società che già studia alternative come Motta e De Zerbi; la Juventus segue la situazione da vicino

La situazione al Tottenham è precipitata in pochi turni: l’arrivo di Igor Tudor non ha invertito la rotta e, in tre partite, la squadra ha raccolto altrettante sconfitte incassando nove gol. Quel cambiamento in panchina nato come soluzione d’emergenza si è trasformato in una crisi che mette sotto pressione tutta la struttura del club.

Perché la dirigenza è in allarme
Tre ko consecutivi e una difesa colabrodo hanno fatto scivolare gli Spurs vicino alla zona più pericolosa della classifica. Oggi il Tottenham è a un solo punto dal terzultimo posto, la soglia che porterebbe in Championship: uno scenario impensabile alla vigilia della stagione e che costringe chi prende le decisioni a rivedere ogni opzione, senza più tempo da perdere. Anche l’atmosfera fuori dal campo è cambiata: il malcontento non riguarda più solo le curve, ma è arrivato fino alla zona ospiti e alla hospitality, con membri del Tunnel Club che avrebbero espresso critiche dirette alla governance.

Chi prende la decisione
La scelta finale ricade su Vinai Venkatesham e Johan Lange, l’amministratore delegato e il direttore sportivo, che stanno mettendo sul tavolo diversi scenari da presentare a Nick Beucher, il rappresentante della proprietà attualmente all’estero. Se i risultati non migliorano, la pressione interna crescerà con rapidità: sostituire l’allenatore a questo punto sarebbe ammettere un errore di valutazione e potrebbe innescare un’ulteriore ondata di critiche verso la dirigenza. I contatti con i rappresentanti del Tunnel Club rimangono parte del confronto e influenzeranno le scelte strategiche nelle settimane a venire.

Il clima nello spogliatoio
Tudor ha optato per risposte misurate dopo l’ultima partita, ma il suo silenzio stampa non ha contribuito a tranquillizzare l’ambiente. Ha parlato di “scelte per allineare la rosa al progetto”, senza entrare nello specifico, e questo ha lasciato al management il compito di farsi giudice principale del percorso tecnico. A livello interno cresce l’incertezza: la squadra cerca indicazioni chiare e un piano concreto per invertire la tendenza.

La copertura mediatica
Sui media la lente d’ingrandimento si è fatta più intensa. Opinioni e analisi si concentrano sulla scelta iniziale di puntare su un tecnico con esperienza limitata in contesti ad alta pressione: l’aspettativa era un impatto immediato, i numeri finora raccontano un’altra storia. Giornalisti e opinionisti segnano come i tempi di adattamento possano essere più lunghi di quanto sperato e sottolineano che, in passato, interventi rapidi della dirigenza sono stati spesso necessari per tamponare situazioni simili.

I possibili sostituti
Se la dirigenza decidesse per il cambio, i nomi più ricorrenti sono Thiago Motta e Roberto De Zerbi. Motta è valutato per la sua capacità di mantenere una solida identità tattica e per l’esperienza recente in club importanti; De Zerbi rimane una pista suggestiva per il suo modo riconoscibile di costruire il gioco, già sperimentato con successo anche fuori dai confini italiani. La scelta dovrà tenere conto non solo delle idee di calcio ma anche dell’adattabilità della rosa e dei tempi necessari per far assimilare nuovi schemi.

Effetti economici e il nodo Juventus
L’eventuale arrivo di Motta al Tottenham aprirebbe riflessi anche sul bilancio della Juventus, dove l’allenatore è sotto contratto fino al 30 giugno 2027. Una risoluzione consensuale ridurrebbe gli oneri salariali immediati e, secondo stime circolate, potrebbe liberare una cifra lorda attorno agli 11 milioni di euro. Quel margine darebbe alla Juventus maggior margine di manovra nella gestione della rosa, ma qualsiasi decisione richiederà valutazioni contabili precise sugli esercizi futuri e possibili contropartite sportive.

Scenari e prossime mosse
I dirigenti stanno quindi confrontando rischi e benefici: confermare Tudor significherebbe credere nella sua capacità di rimonta nel breve periodo; esonerarlo implicherebbe un intervento drastico con l’obiettivo di cambiare rotta. Entrambe le scelte hanno costi emotivi e organizzativi, e la pressione di tifosi e stampa rende l’equazione ancora più complicata. La decisione, attesa nei prossimi giorni, determinerà non solo le mosse tecniche ma anche quelle finanziarie del club.

In poche parole, il Tottenham vive un momento delicato: bilancio fragile tra urgenza sportiva e necessità di stabilità. La strada che verrà scelta dovrà conciliare esigenze immediate e visione a medio termine, con l’obiettivo primario di ristabilire fiducia dentro lo spogliatoio e tra i sostenitori.

Scritto da AiAdhubMedia

Napoli-Torino: ritorni decisivi, Alisson ed Elmas firmano il successo