La pubblicazione intitolata Il libro nero del calcio italiano mette a fuoco gli aspetti più controversi del sistema pallone nel nostro paese. L’autore, figura nota nel mondo dello sport sia come giornalista che come imprenditore e presidente di una squadra di Serie C, firma una ricostruzione che unisce testimonianze, critiche e proposte operative.
Il testo, composto da 192 pagine ed edito da una casa editrice del gruppo Mondadori, è già in pre-ordine con uscita programmata per il 30 giugno. L’impianto del libro vuole andare oltre la denuncia emotiva: partendo dalle realtà locali, passa in rassegna problemi strutturali e decisioni prese ai vertici, arrivando a suggerire linee di intervento per rilanciare il movimento.
Il focus sulle serie minori e le anomalie del sistema
Uno dei passaggi centrali del volume è la descrizione delle condizioni nelle serie C e Ddove l’autore sostiene di aver riscontrato le criticità più profonde. Secondo la ricostruzione, è nella periferia del calcio italiano che emergono problemi sistemici quali la scarsità di risorse, la mancanza di infrastrutture adeguate e una governance locale frammentata. L’analisi sottolinea come queste fragilità si ripercuotano a catena sulle categorie superiori, alimentando un ciclo di precarietà organizzativa e finanziaria.
La prospettiva del presidente di club
Il libro è scritto anche con il punto di vista di chi gestisce una società: l’autore è infatti presidente della Folgore Caratesedi recente promossa in Serie C. Questa esperienza diretta serve a illustrare le difficoltà pratiche nella gestione quotidiana di una squadra di provincia, dalla logistica alle relazioni con gli enti locali, fino ai vincoli economici che limitano il progetto sportivo. La testimonianza pratica pretende di rendere palpabili problemi spesso descritti in astratto.
Critiche alla governance federale e scandali strutturali
Nella parte dedicata ai piani alti, il libro analizza la performance della FIGC negli ultimi anni, con osservazioni critiche sulle scelte della presidenza e sulle conseguenze sportive e organizzative. L’autore non risparmia giudizi severi: cita, in termini generali, serie di errori strategici che hanno contribuito a indebolire il livello competitivo delle squadre italiane nelle coppe europee e la partecipazione ai tornei mondiali.
Parallelamente alla governance, vengono affrontati temi delicati come gli episodi di natura arbitrale e le dinamiche dei percorsi formativi per allenatori, con riferimenti ai corsi tenuti a Coverciano. Tali capitoli evidenziano come, a detta dell’autore, manchino standard trasparenti e uniformi che garantiscano qualità e integrità nel lungo periodo.
Impatto internazionale e risultati sportivi
Un elemento ricorrente nel libro è il confronto tra i traguardi internazionali attesi e quelli effettivamente raggiunti: la sequenza negativa di eliminazioni in Champions League e la mancata qualificazione a tre Mondiali sono citate come segnali di un declino che non è solo occasionale ma strutturale. L’autore usa questi eventi come indicatori per spiegare l’urgenza di un cambiamento sistemico piuttosto che limitarsi a interventi cosmetici.
Inchiesta, verità nascoste e proposte pratiche
Pur mantenendo toni duri e rivelatori, il volume non si esaurisce nella polemica: l’ultima parte è dedicata a idee e progetti concreti pensati per il rilancio. Tra le proposte ci sono suggerimenti su riforme federali, investimenti infrastrutturali mirati alle realtà di provincia e strumenti di governance per aumentare trasparenza e accountability. L’intento è chiaro: trasformare la critica in un piano di intervento reale, non limitarsi alla denuncia sterile.
L’autore dichiara di volersi porre con una triplice vestegiornalista, imprenditore e dirigente sportivo, e sostiene che questa posizione gli consente di criticare il sistema dall’interno, proponendo soluzioni che tengano conto della complessità operativa. Il volume, quindi, si presenta come un mix di inchiesta, memoria personale e manuale di proposte.
La pubblicazione è destinata a suscitare dibattito nell’ambiente calcistico e tra gli appassionati: affronta questioni che toccano non solo la sfera tecnica ma anche quella economica e istituzionale, richiedendo una riflessione che vada dalle sedi periferiche fino ai vertici della governance sportiva.



