La stagione del Comitato provinciale autonomo della Federazione italiana giuoco calcio si chiude con un giudizio complessivamente favorevole, secondo quanto esposto dal presidente Stefano Grassi. L’attività ha visto l’introduzione di novità strutturali e di formato con l’obiettivo di coinvolgere un maggior numero di società dilettantistiche e di offrire più opportunità ai giovani calciatori del territorio. Le iniziative perseguono sia il fine sociale di ampliare la pratica sportiva sia l’obiettivo tecnico di elevare il livello del calcio trentino.
Riorganizzazione dei campionati giovanili e primi risultati
Il Comitato ha operato una significativa revisione dei campionati giovanili, con una nuova struttura che ha ricevuto riscontri positivi dalle società. Tra le innovazioni più rilevanti c’è l’attivazione della categoria under 14che ha visto la partecipazione di 16 squadre, e l’introduzione dell’under 16una categoria mai prima presente nel panorama locale del Comitato. Secondo Grassi, disporre di un campionato per ogni fascia d’età è fondamentale perché consente ai ragazzi di confrontarsi con coetanei e favorisce la crescita tecnica e agonistica.
Un elemento centrale della riforma è la nuova formula dei tornei: una prima fase di qualificazione, pensata come una selezione in base ai valori tecnici delle squadre, seguita da una seconda fase in cui le formazioni si confrontano con avversarie di livello simile. L’assetto prevede inoltre l’istituzione di un girone élitedi un campionato provinciale e di varie Coppecosì da offrire obiettivi competitivi diversificati durante tutta la stagione.
Modifica dei criteri geografici e gironi a sorteggio per under 17 e under 15 élite
Per le prime fasi dei campionati under 17 e under 15 élite il Comitato ha deciso di abbandonare la tradizionale territorialità dei gironi iniziali. La scelta nasce dalla necessità di evitare raggruppamenti spesso sbilanciati e di garantire maggiore equilibrio competitivo. Ora i gironi vengono compilati con un sistema di sorteggio per fasce di merito, basato sui risultati registrati nei cinque anni precedenti: si tratta di un criterio che cerca di bilanciare competitività e trasparenza, pur riconoscendo che le annate giovanili variano e non esistono certezze assolute.
Questa soluzione è pensata per ridurre le distorsioni iniziali e permettere, nella fase successiva, confronti più omogenei tra squadre con valori simili, a beneficio della crescita tecnica dei ragazzi e della qualità delle gare.
Rappresentative, osservatori e sviluppo delle selezioni giovanili
Il Comitato ha rafforzato l’attività legata alle rappresentativedall’anno in corso sono state attivate in modo continuativo le selezioni under 16 e under 14allineando le scelte delle selezioni con i rispettivi campionati. È stata inoltre portata avanti la selezione under 15 femminilesegno di attenzione verso il calcio femminile giovanile.
Gruppo di osservatori e prospettive
Una novità organizzativa è la costituzione di un gruppo di osservatori che ha seguito durante l’anno numerosi ragazzi e ragazze. Questo sistema di monitoraggio è stato pensato come base per un progetto di medio-lungo periodo: l’idea è migliorare l’individuazione dei talenti locali e creare percorsi di formazione più coerenti tra club e Comitato. Il gruppo può essere perfezionato, ma la messa in piedi di questa struttura rappresenta un passo concreto verso una visione più organica dello sviluppo giovanile.
Progetti per contrastare il calo dei praticanti e favorire collaborazioni tra società
Per rispondere al fenomeno del calo dei giocatori, particolarmente evidente in aree con crisi demografiche, il Comitato ha messo a punto due progetti mirati. Il primo, approvato dal Settore giovanile scolastico, è la juniores in collaborazione nel campionato provinciale: questa formula permette a due o più società, con le relative autorizzazioni sui cartellini, di iscrivere una squadra composta da elementi di più sodalizi. L’obiettivo è duplice: incrementare il numero di formazioni juniores e consentire alle prime squadre delle singole società di beneficiare di organici più numerosi.
Il secondo progetto riguarda l’ambito élite e punta a promuovere forme strutturate di collaborazione tra club. In pratica, quando un gruppo di società collabora e una di queste ottiene il diritto di iscrizione al campionato élite, tale diritto può essere trasferito all’interno del pool nella stagione successiva. Si tratta di una soluzione pensata per valorizzare reti territoriali e condividere opportunità sportive, mantenendo al centro la crescita del livello tecnico locale.
Nel complesso, il Comitato provinciale conferma una strategia orientata a combinare inclusione e qualità: ampliamento delle categorie giovanili, modifiche ai criteri dei gironi, potenziamento delle rappresentative e progetti di collaborazione tra società sono strumenti messi in campo per rendere il calcio dilettantistico più accessibile, competitivo e sostenibile nel tempo.


