Alla cerimonia d’apertura dei Mondiali 2026 a Città del Messico l’attenzione si è spostata anche sulla musica che accompagnerà il torneo: il tenore toscano Andrea Bocelli è stato chiamato a interpretare l’inno ufficiale intitolato DNA (More Than a Game) un brano che vuole rappresentare lo spirito globale della manifestazione.
Il pezzo mette insieme mondi sonori molto diversi: alla voce lirica di Bocelli si affiancano la produzione elettronica di David Guetta e le strofe rap della statunitense Megan Thee Stallion con la partecipazione della cantante sudcoreana EJAE che duetterà con il tenore sul palco dello Stadio Azteca.
Composizione e intenzione artistica dell’inno “DNA”
Il progetto musicale è nato con l’obiettivo di incarnare la natura inclusiva e multiforme dei Mondiali 2026, che si svolgono per la prima volta su tre nazioni ospitanti: CanadaMessico e Stati Uniti. L’uso della parola DNA nel titolo serve come metafora: il calcio come elemento identitario che attraversa culture, generazioni e stili musicali. Unendo liricaelettronica e rap il brano cerca di tradurre in suono l’idea di un torneo che coinvolge 48 nazionali e molte città ospitanti.
Dal punto di vista musicale, la produzione di David Guetta offre una base contagiosa e moderna, pensata per accompagnare highlights e contenuti ufficiali del torneo, mentre le parti vocali di Bocelli garantiscono una carica emotiva solenne, tipica delle grandi cerimonie internazionali.
Il ruolo di ogni artista nel brano
Nel mosaico sonoro di DNA ogni voce svolge una funzione precisa: Bocelli fornisce la linea melodica principale, simbolo di solennità e tradizione; Megan Thee Stallion introduce ritmo e forza con versi rap che conferiscono contemporaneità; EJAE aggiunge una timbrica internazionale che amplia la dimensione interculturale del brano; Guetta assembla gli elementi trasformandoli in un tappeto sonoro progettato per l’impatto mediatico globale.
La cerimonia di apertura all’Azteca e il debutto dal vivo
La prima esecuzione pubblica di DNA è avvenuta durante la cerimonia d’apertura tenutasi allo Stadio Azteca di Città del Messico, evento che ha preceduto la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica. Sul palco, Bocelli si è esibito insieme a EJAE mentre Guetta è apparso come produttore visivo e sonoro sul grande schermo dello stadio.
La scelta di coinvolgere Bocelli in un’edizione dei Mondiali in cui l’Italia non è presente in campo ha un valore simbolico: la sua voce rappresenta una presenza culturale e musicale che porta il tricolore all’interno dell’immaginario del torneo, anche senza la nazionale sul terreno di gioco. L’esibizione è stata accompagnata da un vasto programma di ospiti internazionali e da una sfilata delle 48 bandiere a sottolineare il carattere globale dell’evento.
Contesto dello spettacolo e altri protagonisti
La cerimonia ha incluso momenti di musica locale e internazionale, con performer che hanno omaggiato le tradizioni messicane e la scena pop globale. Oltre a Bocelli, sul palco si sono alternati altri artisti importanti che hanno contribuito a creare un’atmosfera di festa e rappresentanza culturale per le nazioni partecipanti.
Per Bocelli, interpretare l’inno è stato descritto come un onore che unisce la passione personale per il calcio alla responsabilità di rappresentare un messaggio condiviso: la musica come linguaggio capace di riunire tifosi negli stadi e spettatori in tutto il mondo. La versione registrata di DNA (More Than a Game) è stata resa disponibile sulle piattaforme digitali e farà parte dell’album ufficiale del torneo, accompagnando highlights, spot e materiali promozionali durante tutta la manifestazione.



