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La divulgazione degli audio dell’on field review relativo a Milan-Parma ha riaperto il dibattito sull’episodio che ha deciso la partita: la rete di Mariano Troilo. I dialoghi tra l’arbitro Piccinini e gli operatori in sala VAR mostrano un confronto serrato su più punti chiave dell’azione. La sala ribadisce la necessità di richiamare il direttore di gara al monitor. L’AIA, dopo l’analisi, conferma la regolarità della segnatura.
Audio e dinamica decisionale
Le registrazioni rivelano non solo i dubbi tecnici, ma anche la sequenza delle valutazioni che ha portato alla conferma del gol. Gli scambi tra la sala VAR e l’arbitro evidenziano richieste di verifiche puntuali su posizione e contatto. In più passaggi la sala invita il direttore di gara a visionare l’azione dal monitor.
Motivazioni tecniche degli esperti
Gli esperti coinvolti nel programma Open VAR hanno illustrato i criteri adottati. Hanno spiegato perché non è stata ravvisata un’ostruzione su Maignan. Hanno inoltre motivato la valutazione del contatto tra Troilo e Bartesaghi come accettabile. Infine hanno descritto la verifica sulla posizione di Ondrejka e il ragionamento che ha escluso fuorigioco rilevante.
La cronaca degli audio: passaggi chiave della review
Dopo la verifica sulla posizione di Ondrejka, nei frammenti audio si concentra il confronto tra arbitro e sala VAR. Piccinini esprime in prima istanza la sensazione di un fallo sul portiere: «C’è fallo sul portiere». Dalla sala VAR di Lissone arriva tuttavia una valutazione contraria: «Valenti è fermo, non fa niente».
Lo scambio mette in luce la discrepanza tra percezione in campo e lettura al monitor. Gli operatori insistono perché il replay venga riesaminato con attenzione. Segnalano che Valenti è «di schiena» rispetto a Maignan, indicando l’assenza di volontà di ostruzione.
La discussione documentata negli audio mostra il processo decisionale durante l’on field review. Le osservazioni tecniche della sala VAR vengono confrontate con le indicazioni dell’arbitro prima della decisione definitiva.
Il rientro al monitor e la confusione in diretta
Il direttore di gara, Piccinini, torna al monitor per una review richiesta dalla sala VAR. La decisione provoca un momento di incertezza in campo e in sala.
Inizialmente la preoccupazione riguarda una possibile posizione di fuorigioco di Ondrejka. Tuttavia la verifica verte sulla presunta ostruzione ai danni del portiere. Dopo il confronto tra arbitro e sala, il direttore di gara comunica che non sussiste il fallo.
La reazione della sala VAR, visibilmente sollevata, mette in luce l’importanza della comunicazione tra campo e stanza operativa. I toni e le parole registrate evidenziano come piccoli equivoci nella terminologia possano alimentare successivi dibattiti pubblici.
L’interpretazione tecnica dell’AIA e il parere di Dino Tommasi
I toni registrati hanno reso evidenti piccoli equivoci terminologici che hanno alimentato il dibattito pubblico. Alla luce degli audio, l’AIA e gli ospiti di Open VAR hanno illustrato la motivazione della decisione.
Il componente della CAN A e B Dino Tommasi ha spiegato che, nel momento cruciale, Valenti rimane immobile e non compie un movimento volto a ostruire l’uscita di Maignan. Dal punto di vista regolamentare questo profilo è determinante: l’ostruzione richiede un movimento attivo che impedisca la possibilità di parata, condizione ritenuta non verificata nel caso esaminato.
La spiegazione tecnica fornita dall’AIA chiarisce i criteri applicati nella valutazione. La registrazione degli audio resta disponibile e potrà essere valutata ulteriormente dagli organi competenti.
Il contatto tra Troilo e Bartesaghi
La registrazione degli audio resta disponibile e introduce elementi utili anche sull’episodio in area. L’analisi tecnica ha definito il contatto «leggero e fisiologico» tra Troilo e Bartesaghi sul colpo di testa decisivo.
Secondo i valutatori, Troilo anticipa il tempo del marcatore, riducendo la possibilità di salto di quest’ultimo. L’appoggio successivo è stato ritenuto parte della normale dinamica di gioco e non un’aggressione tattica. Tommasi ha citato precedenti analoghi per sottolineare che il contatto corporeo in area non costituisce automaticamente un’infrazione.
Altri aspetti valutati: posizione di Ondrejka e scontro Loftus-Cheek
Tommasi ha richiamato precedenti analoghi per ricordare che il contatto in area non è automaticamente infrazione. Nel prosieguo della discussione è emersa la posizione di Ondrejka, visibile nei replay vicino all’azione. Gli esperti intervenuti hanno ritenuto che la sua presenza non abbia inciso sulla possibilità di parata di Maignan.
Per questo motivo la posizione di passiva di Ondrejka è stata giudicata insufficiente a giustificare l’annullamento del gol. Nella stessa trasmissione è stato poi analizzato lo scontro del primo tempo tra il portiere del Parma e Loftus-Cheek, episodio che ha provocato l’infortunio dell’inglese e che è stato valutato separatamente rispetto alla valutazione sul gol.
La ricostruzione dello scontro
In continuità con la valutazione sull’episodio del Parma e Loftus-Cheek, la dinamica è stata ricostruita come scontro di gioco fortuito. Corvi ha tentato il contrasto sul pallone, un compagno ha anticipato l’azione e ne è seguito il contatto con Loftus-Cheek.
Nonostante le conseguenze cliniche per l’inglese, i giudici hanno ritenuto la condotta priva di volontarietà e di irregolarità tecnica. L’utilizzo della review è stato considerato inefficace ai fini di una punibilità,
La pubblicazione degli audio ha messo a nudo il processo decisionale dietro l’uso del VAR e dell’OFR. I dialoghi documentano momenti di tensione tra gli arbitri e gli addetti al review. Secondo l’AIA e diversi analisti, la convalida del gol di Troilo è risultata corretta. Le immagini e i colloqui restano oggetto di discussione tra tifosi, addetti ai lavori e osservatori arbitrali. La vicenda sottolinea quanto il confine tra interpretazione e regola sia sottile e determinante in una partita di alto livello.