Addio a Giuliano Frignani: la ViPo Trento ricorda un uomo di sport e comunità

La comunità sportiva di Trento ricorda Giuliano Frignani, 88 anni, custode e dirigente che ha dedicato la vita al calcio dilettantistico e all'educazione dei più giovani

La notizia della scomparsa di Giuliano Frignani ha colpito profondamente la comunità calcistica di Trento. Frignani si è spento all’ospedale Santa Chiara: aveva 88 anni e lascia un vuoto concreto tra i soci della ViPo Trento e tra chi lo incontrava ogni giorno al centro sportivo di Gabbiolo.

Figura moglievole e riservata, Giuliano era originario della provincia di Ferrara ma da tempo trentino d’adozione. Per decenni ha animato il calcio dilettantistico locale: prima in qualità di arbitro e poi come punto di riferimento nella gestione della società nata dalla fusione tra Villazzano e Povo, anno di fondazione della ViPo, il suo impegno è stato costante e concreto, mai protagonista ma sempre indispensabile.

Al Gabbiolo il suo lavoro era fatto di piccoli gesti che tenevano viva la quotidianità: la cura del campo, la manutenzione degli spazi, il controllo che tutto fosse pronto per gli allenamenti e le partite. Alla concretezza pratica univa una grande capacità educativa: come dirigente arbitro per le giovanili spiegava le regole, moderava le tensioni e insegnava ai ragazzi il rispetto per l’avversario e per chi arbitra. Non erano lezioni astratte, ma parole e gesti sul campo che i giovani ricordavano e mettevano in pratica.

La ViPo Trento ha ricordato Frignani con un messaggio sui suoi canali, definendolo “storico collaboratore e punto di riferimento”, e ha espresso vicinanza ai familiari. Parole che riflettono una presenza quotidiana fatta di disponibilità e affidabilità. Anche la compagna, Bruna Marchesoni — dirigente della ViPo — ha lasciato un ricordo raccolto: lo ha descritto come “un uomo di una volta”, dal sorriso tranquillo. Il dolore della coppia è reso ancora più struggente dalla recente perdita della figlia Cristina, che la comunità sta ricordando con partecipazione.

Quello che Frignani lascia non è solo memoria personale, ma un lascito pratico: la dimostrazione che lo sport di base sopravvive grazie al lavoro volontario di persone che curano gli impianti, accompagnano i ragazzi e trasmettono regole e rispetto. Il campo curato, il fischietto spiegato, la parola data al momento giusto — sono questi i segni della sua presenza che resteranno nella vita della società.

Nei prossimi mesi molti nel mondo sportivo locale tradurranno il cordoglio in iniziative concrete: momenti di formazione per i volontari, percorsi di affiancamento e la raccolta di pratiche operative per non disperdere competenze. Sono piccole scelte che possono aiutare a mantenere viva la rete di solidarietà che Giuliano ha contribuito a costruire.

La sua assenza si farà sentire, ma la memoria del suo lavoro quotidiano continuerà a guidare chi raccoglierà il testimone. Chi lo ha conosciuto ricorderà soprattutto il sorriso, la discreta dedizione e la capacità di far crescere i ragazzi non solo come calciatori, ma come persone.

Scritto da AiAdhubMedia

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