Foggia Calcio 1920

Lo Sporting Club Foggia nel 1923
Gli inizi del club: tra Serie C e Serie B e la fusione con il gruppo Incedit (1922-1958) 


Nel maggio del 1920 a seguito della fusione della Maciste con l'Unione Sportiva Pro Foggia e l'Unione Sportiva Atleta, nacque lo Sporting Club Foggia, che debutterà solamente due anni più tardi, il 17 febbraio 1922, con la vittoria nell'amichevole con la 226ª Fanteria. La società si affiliò con la FIGC il 31 maggio 1922, e di conseguenza poté disputare il suo primo campionato ufficiale, quello di seconda divisione che vinse, conquistando al primo anno una promozione nella massima serie. Tuttavia durante in questo periodo la squadra rossonera fornì prestazioni altalenanti, avvicendando promozioni a retrocessioni. Il 19 giugno del 1928 la società si fuse con il Velo Club, cambiando la denominazione in Unione Sportiva Foggia. Nel campionato 1931-1932 il Foggia sfiorò la promozione in Serie B, mancando di un punto nel girone finale vinto dal Grion Pola. In questa stagione l'attaccante Alfredo Marchionneschi segnò 29 gol stabilendo il record di marcature in un campionato per il Foggia, e con Raggio Montanari e Arduino Marchetti ha formato il celebre "Foggia delle 3 M". 
In realtà la promozione in Serie B sarebbe avvenuta un anno più tardi, quando la squadra vinse sia il campionato sia il girone finale. Retrocessa dal campionato cadetto nel 1936, la squadra sarebbe tornata nella seconda divisione del calcio italiano solamente otto anni più tardi. 



La festa dei tifosi foggiani per la promozione in Serie A del 1964 

Intanto, nel luglio del 1939 la società cambiò il nome in Unione Polisportiva Foggia, infatti il club incominciò a dedicarsi anche all'atletica, al ciclismo, alla pallacanestro, al pugilato, alla scherma e al tennis; mentre nel 1945, poco dopo aver vinto il Campionato Dauno, ci fu un'altra fusione, con il Gruppo Sportivo Cartiera e la denominazione divenne IPAS Foggia (Istituto Poligrafico Associazione Sportiva Foggia). La squadra, tornata in B nel 1946 per meriti sportivi, tornò a denominarsi Unione Sportiva Foggia, ma la permanenza in serie cadetta durò solamente un anno, e al campionato di Serie B, ne seguirono quattro di Serie C, dove nel 1951 il Foggia si avvicinò ad una nuova promozione in B senza raggiungerla, in quanto perse lo spareggio con lo Stabia. Malgrado ciò il Foggia subì a causa di una penalizzazione per illecito sportivo un'ulteriore retrocessione nel 1952 in Quarta Serie, dove vi rimase per sei anni. Dopo essersi fusa il 1º luglio 1957 con il Gruppo Sportivo Incedit diventando l'Unione Sportiva Foggia & Incedit, nel 1958 conquistò promozione in Serie C, anche grazie all'allargamento della categoria. 

La scalata alla Serie A con il mago di Turi e l'altalena tra Serie B e Serie A (1962-1979) 

Dopo tre anni di Serie C, intervallati da una breve apparizione in Serie B (durante la presidenza di Armando Piccapane), nel 1962 i rossoneri guidati dall'allenatore Oronzo Pugliese, dai giocatori Matteo Rinaldi e Cosimo Nocera e dal nuovo presidente Domenico Rosa Rosa, conquistarono ancora una volta un'altra promozione tra i cadetti. 
Di lì, in due anni la squadra riuscì anche ad arrivare in Serie A, dove il 31 gennaio 1965 sconfisse l'Inter campione del mondo per 3-2, ma la permanenza in massima serie durò fino al 1967, prima di tornarci nel 1970. Nel frattempo nel 1969 il Foggia del nuovo presidente Antonio Fesce e del nuovo allenatore Tommaso Maestrelli raggiunse il girone finale (che all'epoca sostituiva la canonica finale a due) di Coppa Italia, che però non vinse classificandosi al terzo posto. Con il nuovo allenatore, il Foggia vinse il campionato di Serie B nella stagione 1969-70 in squadra aveva giocatori come: Giovanni Pirazzini (futuro capitano del Foggia e bandiera foggiana), Luciano Re Cecconi, Alberto Bigon, Nello Saltutti, Giorgio Maioli e Giorgio Rognoni. Tornata in A, la società riassunse la denominazione Unione Sportiva Foggia, ma in questo periodo i rossoneri ottennero prestazioni oscillanti, tanto che in sette anni collezionarono tre promozioni colmate da due retrocessioni. In questi anni di altalena tra Serie B e A, il Foggia fu allenato da allenatori come: Cesare Maldini ed Ettore Puricelli ed ebbe giocatori come: Giovanni Lodetti, Angelo Domenghini e Nevio Scala. Nel 1978 i rossoneri vennero ancora retrocessi dalla Serie A. 

Tra Serie B e Serie C1 (1980-1986) 

Nel 1979 il Foggia subì la retrocessione in Serie C1, ma nell'annata seguente tornò tra i cadetti, dove vi rimase per tre anni, prima di venire retrocesso ancora un'altra volta. 



La squadra rossonera della stagione 1968-1969, terza classificata in Coppa Italia

Il Foggia rimase per sei anni nella terza divisione del calcio italiano, e nel 1984 dopo un fallimento la società divenne Foggia Calcio. 

L'avvento di Casillo e Zemanlandia (1986-1994) 

Nel 1986 la società viene acquistata dal "re del grano" Pasquale Casillo. Per la società dauna è la svolta. Come direttore sportivo viene chiamato Giuseppe Pavone. Il nuovo allenatore è invece Zdenek Zeman, cecoslovacco di Praga prelevato dal Licata, che Casillo aveva fortemente voluto dopo aver visto la sua squadra giocare a Foggia. La squadra inizia la stagione 1986-1987 con una penalizzazione di 5 punti e parte con l'obiettivo di ottenere una salvezza tranquilla, ma disputa un ottimo campionato arrivando all'ottavo posto con 35 punti (senza la penalizzazione avrebbe concluso il campionato a quota 40 ed in quarta posizione), mostrando soprattutto un gioco divertente e spregiudicato, tutto votato all'attacco. Nonostante ciò Zeman viene esonerato a 7 giornate dalla fine, poiché accusato da Casillo di essere già d'accordo con il Parma per la stagione successiva, e sosttuito da Roberto Balestri. Nella stagione 1987-1988 il sodalizio dauno è deciso a conquistare la promozione in Serie B con un mercato sontuoso e condotto in panchina da un importante ed esperto allenatore come Pippo Marchioro. 
Dopo la vittoria per 3-1 nel derby a Monopoli i rossoneri sono soli in vetta alla classifica quando mancano 10 giornate al termine del campionato, ma da quella vittoria inizierà una serie negativa di risultati che li porterà fuori dalla lotta per la promozione. Dopo la sconfitta per 1-0 conseguita a Campobasso, l'allenatore Marchioro viene esonerato e viene richiamato Balestri, ma la stagione è ormai compromessa. Per la stagione 1988-89 la squadra è guidata in panchina dall'allenatore palermitano Giuseppe Caramanno. I piani vengono ridimensionati, ma la squadra dimostrerà da subito in grado di inserirsi nella lotta alla Serie B, grazie soprattutto ad una grande difesa che, con sole 19 reti subite sarà la migliore del girone B di Serie C1, insieme a quelle di Palermo e Torres. Il 4 giugno 1989 i rossoneri pareggiano 1-1 sul neutro di Trapani contro il Palermo con il gol di Onofrio Barone e ritornarono in Serie B. 


Il Foggia di Zemanlandia della stagione 1991-1992, trascinato in massima serie dal tridente Baiano-Signori-Rambaudi

Con il ritorno del Foggia in Serie B, Casillo decide di richiamare sulla panchina rossonera il suo primo allenatore, Zdenek Zeman, che Casillo, nonostante il presunto tradimento non aveva mai dimenticato, per il suo gioco offensivo e divertente. La squadra che aveva ottenuto la promozione viene rivoluzionata. Spiccano gli acquisti del centrocampista Antonio Manicone dal Palermo, dell'ala destra Roberto Rambaudi dal Perugia, ma soprattutto di Giuseppe Signori, centrocampista mancino prelevato dal Piacenza, che Zeman schiererà nel tridente d'attacco. Il secondo portiere Francesco Mancini viene promosso titolare. 
Vengono confermati i terzini Maurizio Codispoti e Paolo List e l'autore del gol-promozione Onofrio Barone. La squadra parte male e al termine del girone d'andata si ritrova in piena zona retrocessione, avendo totalizzato solamente 14 punti. Nel girone di ritorno, tuttavia, il Foggia cambia completamente faccia, viaggiando a ritmo di promozione e totalizzando ben 25 punti, soprattutto mostrando un gioco spumeggiante. Ed è in questo periodo che nasce una delle più belle realtà che caratterizzerà il calcio italiano negli anni a venire, che sarà ricordata con gli appellativi di Zemanlandia e Foggia dei Miracoli. 

La squadra, dopo l'entusiasmante girone di ritorno, termina il campionato all'ottavo posto



Petrescu con la maglia del Foggia 

Nella stagione successiva, 1990-1991, la società dauna è decisa a conquistare la Serie A. Il blocco della squadra che l'anno precedente aveva ben figurato viene riconfermato e puntellato con i giusti tasselli. Arrivano il difensore Tommaso Napoli dal Licata e il centrocampista Alessandro Porro dal Fano. Ma il pezzo pregiato del mercato rossonero è il centravanti Francesco Baiano proveniente dall'Avellino, che insieme a Giuseppe Signori e Roberto Rambaudi formerà un tridente d'attacco atomico. Dopo un inizio caratterizzato da risultati alterni la squadra spiccherà definitivamente il volo con la roboante vittoria casalinga per 5-0 ai danni dell'Avellino alla decima di andata e da quella partita in poi il Foggia non si fermerà più, trascinato dai gol di Baiano, che con 22 reti (su 67 totali segnate dal Foggia) sarà il capocannoniere del torneo. Il 19 maggio 1991 il Foggia sconfigge a domicilio la Triestina per 5-1 e con ben 4 giornate di anticipo fa ritorno in Serie A dopo tredici anni di assenza. Memorabile è il rendimento casalingo, che rende lo Zaccheria un fortino inespugnabile: 14 vittorie e 4 pareggi in 19 partite. In massima serie il Foggia rimane per quattro anni. Nel 1991-1992 la massima serie è festeggiata con una campagna acquisti di spessore. Arrivano Dan Petrescu, esterno di fascia già protagonista in Coppa dei Campioni con la Steaua Bucarest e i russi Igor Shalimov e Igor Kolyvanov, già protagonisti a cavallo dell'estate 1990 con la vittoriosa cavalcata dell'Under 21 sovietica. 
Trascinata dai gol del tridente Signori-Baiano-Rambaudi, la squadra, da neopromossa, sfiora una clamorosa qualificazione in Coppa UEFA, arrivando nona a fine campionato. I riflettori dell'attenzione nazionale ed europea si accendono sul fenomeno del Foggia di Zeman. Nell'annata seguente, complici le grane giudiziarie di Casillo e la partenza di tutti i giocatori di valore (Shalimov va all'Inter, Signori alla Lazio, Baiano alla Fiorentina, Rambaudi all'Atalanta), dalla cui cessione il club incassa 57 miliardi reinvestendone 18 in giovani scommesse provenienti dalle serie inferiori (tra cui Luigi Di Biagio e Andrea Seno) e dall'estero (Bryan Roy, attaccante olandese acquistato dall'Ajax), la squadra di Zeman non ripete l'impresa dell'annata precedente, ma ottiene comunque una tranquilla salvezza grazie all'undicesimo posto in classifica, alla pari del Napoli. Si mette in luce il giovane attaccante Pierpaolo Bresciani, capocannoniere del Foggia con 6 gol. La stagione 1993-1994 vedrà il Foggia rilanciarsi in campionato. Roy, acquistato l'estate precedente, viene impiegato con maggiore continuità al fianco di Bresciani e Kolyvanov, e ripaga la fiducia dell'allenatore boemo con 12 reti. In cabina di regia incanta Giovanni Stroppa, affiancato dai mastini Di Biagio e Seno, mentre in difesa José Antonio Chamot, prelevato dal Pisa, garantisce affidabilità. Ancora una volta l'Europa è ad un passo, ma ancora una volta all'ultima gara di campionato l'obiettivo sfuma, questa volta a causa della sconfitta contro il Napoli, ultima delle qualificate in UEFA con appena tre punti di vantaggio. 
Il Foggia chiude nono. 

Anni bui (1994-1999) 

Dopo l’addio del tecnico Zeman, passato alla Lazio, nel 1994-1995 il Foggia retrocede in Serie B, e di lì ha inizio il periodo buio del club rossonero, che culmina con le retrocessioni consecutive in Serie C1 nel 1997-1998 e in Serie C2 nel 1998-1999. 

Tentativi di risalita (1999-2004) 



Pasquale Marino, alla guida del Foggia dal 2002 al 2004, ottenendo la promozione in C1 nella stagione 2002-03 

Dopo quattro anni nell'ultima serie professionistica, nel 2003 il Foggia del tecnico Pasquale Marino e dei giocatori Umberto Del Core, Roberto De Zerbi e Michele Pazienza ritrova l'assetto vincente e perviene in modo autorevole alla promozione in C1. Dopo la stagione 2003-2004, terminata a metà classifica, ma carica di buoni propositi per quella seguente, il Foggia Calcio fallisce per cause economiche, perdendo il tecnico Marino e tutti i suoi giocatori migliori. 

Fallimento, rifondazione e l'inizio dell'era Coccimiglio (2004-2005) 

La notizia della scomparsa del club getta i tifosi nello sconforto, ma Giuseppe Coccimiglio prende in mano le redini della società e ridà fiducia all'ambiente. La nuova società assume il nome storico della squadra, Unione Sportiva Foggia, ed è in grado di mantenere la categoria di appartenenza. Dopo aver concluso un'altra stagione a metà classifica, cambiando due allenatori, Coccimiglio attira su di sé le critiche dell'ambiente non pagando più gli stipendi, situazione che crea instabilità.

L'arrivo di Capobianco alla presidenza (2005-2010) 

Dopo una complessa trattativa la società passa nelle mani di una compagine di imprenditori locali, presieduti da Tullio Capobianco. Nel 2007 il Foggia dell'allenatore Salvo Fulvio D'Adderio vince la Coppa Italia Lega Pro, ma manca la promozione in Serie B, subendo nella finale dei play-off con l'Avellino un gol a novanta secondi dal termine. Nel 2008 e nel 2009 il Foggia manca nuovamente la promozione tramite i play-off, mentre l'anno successivo rischia di venire retrocesso ai play-out, che poi vince con il Pescina. 

La seconda era Casillo e la nuova scomparsa dal professionismo (2010-2012) 

Per la stagione 2010-2011 il proprietario del club è nuovamente l'ex presidente Pasquale Casillo, che riporta nel capoluogo dauno l'allenatore Zeman. L'allenatore ceco conclude, però, il campionato senza ottenere alcun risultato rilevante, prima di lasciare il club. 

La ripartenza dalle serie inferiori (2012-2014) 

Alla fine della stagione 2011-2012 il club non si iscrive al campionato di Lega Pro Prima Divisione per decisione del patron e, fallita l'ennesima trattativa per la cessione del club, ripartite dal campionato di Terza Categoria, trasferendosi al Campo Sportivo Italia di Rocchetta Sant'Antonio, con allenatore Giovanni Cagiano. Anche nella stagione 2012-2013 l'US Foggia disputa il campionato di Terza Categoria, allenata da Roberto Petrone. Si classifica terza nel girone A, vincendo i play-off e la Coppa di Capitanata. 
Il 15 luglio 2012 l'Unione Sportiva Foggia viene dichiarata fallita dal Tribunale di Foggia. Nell'estate del 2012, in virtù dell'esclusione dal professionismo dell'Unione Sportiva Foggia, è stata fondata l'Associazione Calcistica Dilettantistica Foggia Calcio con l'intento di aderire all'articolo 52 comma 10 delle Norme Organizzative Interne Federali (NOIF) della FIGC società alla quale il Foggia Calcio si richiama idealmente adottando i medesimi colori sociali composti da strisce rosse e nere. Tra le figure di spicco della neonata compagine dauna figurano Pasquale Padalino, nella veste di allenatore, e Giuseppe Di Bari, nel ruolo di direttore sportivo. Sono entrambi ex difensori della precedente prima squadra foggiana ai tempi in cui militava nella massima serie nazionale. Iscritta in Serie D nel girone H per la stagione 2012-2013, la squadra è costituita da un blocco per gran parte foggiano, in cui spiccano il capitano Cristian Agnelli, Marcello Quinto e Giuseppe Agostinone, trio che per i successivi anni costituirà l'ossatura della squadra. L'acquisto di spicco è l'esperto attaccante Giuseppe Giglio, che con le sue 19 reti trascinerà la squadra nelle zone alte della classifica. Tra i giovani si mettono in luce il difensore Giuseppe Loiacono, che sarà riconfermato per diverse stagioni, e l'attaccante Savino Leonetti, prelevato in prestito dall'Andria BAT nel mercato di dicembre, che con le sue 7 reti trascinerà la squadra nel girone di ritorno e insieme a Giglio costituirà la coppia d'attacco della compagine dauna. Dopo un inizio caratterizzato da alti e bassi, in cui i rossoneri viaggiano intorno alla sesta posizione, la squadra cambia volto alla quinta di ritorno, con la roboante vittoria per 5-1 a Battipaglia. 
Da quella partita la compagine dauna inanellerà una formidabile serie di risultati positivi che le permetteranno di compiere una rimonta sul Bisceglie. Il sorpasso sui nerazzurri stellati avviene alla penultima giornata, grazie alla vittoria casalinga per 3-2 sull'Ischia Isolaverde. Il raggiungimento della quinta posizione permette ai rossoneri di partecipare ai play off. La squadra di Padalino supera il primo turno grazie alla vittoria per 4-2 a Santa Maria Capua Vetere contro il Gladiator, maturata dopo i tempi supplementari, ma viene poi sconfitta nella finale del girone H dal Matera. In seguito la società ottiene il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione a causa della mancata iscrizione di altre società e nello stesso periodo muta ragione sociale in Foggia Calcio S.r.l. Per la stagione 2013-2014 è inserita nel girone B della Lega Pro Seconda Divisione. Gran parte della squadra che l'anno prima ha brillantemente condotto il campionato di Serie D viene riconfermata. Gli acquisti più importanti sono l'esterno d'attacco Giovanni Cavallaro e l'esperto portiere con passato in Serie A e B Antonio Narciso. In più ci sono gli importanti ritorni dei centrocampisti Antonio D'Allocco e Dario Venitucci e del terzino Tommaso Colombaretti. La squadra parte male, ottenendo solo 3 punti nelle prime 5 giornate. 
Con la vittoria casalinga per 3-0 alla sesta giornata contro il Martina, però, imprime una svolta e una lunga serie di risultati positivi le consentirà di instaurarsi costantemente nelle zone alte della classifica. Il 6 aprile 2014, alla trentunesima giornata, con tre turni d'anticipo, al termine della partita casalinga contro il Poggibonsi, finita per 1-0 grazie al gol di Giglio, il Foggia conquista l'accesso alla nuova terza serie. La squadra conclude il campionato al quinto posto, risultando la formazione più prolifica del girone B di Lega Pro Seconda Divisione con 50 reti all'attivo. Il 29 maggio 2014, tramite un comunicato sul proprio sito ufficiale, la società annuncia di non aver trovato l'accordo per il rinnovo del contratto con l'allenatore Pasquale Padalino, che così conclude il sodalizio con la compagine dauna dopo due splendide annate. 

Dalla Lega Pro alla Serie B (2014-2017) 

Il 1º luglio 2014 è annunciato il nome del nuovo allenatore, Roberto De Zerbi, che ha indossato la maglia rossonera per due stagioni e mezzo dal gennaio 2002 al 2004, ottenendo una promozione in C1 nella stagione 2002-2003. Sotto la guida del nuovo tecnico i dauni, dopo aver allestito una rosa apparentemente giovane e inesperta, partono con l'obiettivo di ottenere una salvezza tranquilla. Nelle prime giornate arrivano numerosi pareggi che lasciano presagire ad un campionato anonimo. 
Dopo il pareggio casalingo ottenuto al novantesimo contro la Salernitana, la squadra, però, cambia volto, inaugurando un filotto di vittorie e risultati positivi la che la porteranno a dicembre in zona play-off. Da quel momento i rossoneri si instaureranno costantemente nella zona alta della classifica. Il sogno di partecipare agli spareggi per la Serie B svanisce alla trentacinquesima e quart'ultima giornata con la sconfitta per 1-0 rimediata al Via del Mare di Lecce. La squadra conclude il campionato al settimo posto, totalizzando ben 67 punti sul campo (-1 di penalizzazione) e risulterà la formazione più prolifica dell'intera Lega Pro con ben 63 reti realizzate. Si mettono in luce soprattutto un giovane attaccante, Pietro Iemmello, rilevato in prestito dallo Spezia, che con 16 reti realizzate sarà il capocannoniere della squadra e, nella seconda parte di stagione, Vincenzo Sarno, ex bimbo prodigio del calcio italiano, che realizza 12 reti. I due, insieme a Giovanni Cavallaro, autore di 9 reti, formano il tridente titolare della squadra. Il 7 luglio 2015 la società comunica la riacquisizione del marchio storico. Nel 2015-2016 il Foggia di De Zerbi, trascinato dai gol di Iemmello (29 reti in 37 presenze totali tra stagione regolare e play-off), si classifica secondo in campionato alle spalle del Benevento e davanti al Lecce, qualificandosi dunque per i play-off. Eliminato l'Alessandria in gara secca allo Zaccheria, il club rossonero ha la meglio nella doppia semifinale contro il Lecce, ma l'obiettivo della promozione in Serie B svanisce nella doppia finale contro il Pisa. 
Nella stessa stagione il Foggia si aggiudica per la seconda volta la Coppa Italia di Lega Pro battendo nella doppia finale il Cittadella. Notevole è l'impresa compiuta dai satanelli contro il Siena, che vince per 5-2 la semifinale di andata, ma è sconfitto per 6-1 a Foggia nel ritorno. Il 15 agosto 2016, De Zerbi lascia la guida della squadra per divergenze con la società. La panchina viene dunque affidata ad un altro ex calciatore del Foggia, Giovanni Stroppa. Il 23 aprile 2017, con due giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato, grazie al pareggio ottenuto sul campo del Fondi e alla contemporanea sconfitta del Lecce contro il Messina, il Foggia ottiene il primo posto aritmetico e l'agognato ritorno in Serie B dopo 19 anni. La stagione del ritorno in Serie B del Foggia coincide anche con la vittoria dellaSupercoppa di Lega Pro 2017, ottenuta battendo prima la Cremonese per 3-1 e poi il Venezia per 4-2.



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