Champions, dal 2018 è Superlega con Quattro italiane, nuovo format e nuovi orari

domenica 1 gennaio 2017

La Coppa Champions League. (foto com.) ndr.

di Redazione

BARI, 1 GEN. - Dalla Champions League alla Superchampions. Il prossimo torneo sarà l’ultimo con il vecchio format. Una riforma pretesa dai grandi club. Troppo ampia la forbice tra le forti e le piccole, troppi i gruppi decisi prima di cominciare. Così nel 2018-19 nascerà il nuovo torneo, un po’ più simile alla Superlega. Con metà delle finaliste, sedic su trentadue provenienti dalle prime quattro nazioni del ranking Uefa (Spagna, Inghilterra, Germania e Italia) e direttamente qualificate ai gruppi, senza passare per i preliminari.lSe per spagnoli, inglesi e tedeschi il guadagno è discreto, la quarta classificata in Liga, Premier e Bundesliga va subito a far parte dei gironi per l’Italia è davvero una svolta. 
Nel 2018 ci saranno sette squadre italiane nelle coppe: quattro in Champions League (le prime del campionato) e 3 in Europa League (la quinta e la vincente di Coppa Italia ai gruppi, la sesta al secondo preliminare). Ma senza beneficiare di nessun diritto particolare. Saranno i risultati a determinare il ranking e, di conseguenza, i posti in Champions. Vietato scendere al quinto posto, si tornerebbe al triste «2+1» di oggi, due club ai gironi e uno ai playoff. I pericoli sono Francia, Russia e Portogallo, per ora a debita distanza, ma non si sa mai. Nel 1999 Eravamo primi e poi in quasi vent’anni c’è stato il crollo. Cambiano gli orari. In totale saranno ventisei su trentadue le squadre direttamente ai gruppi. Le altre sei arriveranno dai preliminari e dai playoff dei campioni nazionali (4) e dei non-campioni (2). 
Poi fase finale sempre con otto gruppi di quattro squadre ed eliminazione diretta dagli ottavi di finale. Tutto come prima, ma con novità importante. Il cambio di orario dettato dai diritti tv: due partite si giocano alle 19, le altre sei alle 21. Non cambia il sorteggione di agosto: in prima fascia sempre il detentore e le sette squadre campioni dei migliori campionati. Naturalmente la Superchampions ha anche motivazioni economiche: l’Uefa punta a un fatturato di 3 miliardi di euro, dei quali 2,4 distribuiti ai club di Champions League ed Europa League. E infatti ci saranno due ranking. Uno tradizionale, sportivo, sempre definito dai risultati degli ultimi 5 anni, per decidere i posti nelle coppe e quello finanziario che influirà sui premi da distribuire ai club.
Premi che avranno una nuova composizione: 15% market pool; 25% fisso partecipazione; 30% risultati nel torneo; 30% risultati storici (cioè tutti i successi nelle coppe, «pesati» però in base alle epoche). Chi ha vinto la Champions nell’ultimo quinquennio prende 12 punti, chi ha conquistato l’Europa League 3. Un po’ meno per i successi dal 1992-93: 8 Champions, 2 Coppa Uefa/Europa League, 2 Coppa Coppe. Ancora meno per le vittorie prima del ’92-93: 4 Champions, 1 Coppa Uefa, 1 Coppe. Questa voce servirà ai club dal grande passato per incassare di più.



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