Torrente, Arrivederci!

sabato 11 maggio 2013

Vincenzo Torrente, allenatore del Bari. (foto) ndr.

di Rino Lorusso 

BARI, 12 MAG. - Allenatore e uomo esemplare, che, con dedizione e abnegazione ha raggiunto in modo insperato contro tutte le penalizzazioni una prestigiosa salvezza, ha quasi sicuramente concluso la sua avventura con la società biancorossa. Alla vigilia di quella che, probabilmente, sarà la sua ultima partita casalinga, Vincenzo Torrente non lesina suggerimenti e traccia un bilancio del suo biennio trascorso a Bari. 
E’ tempo di saluti? 
Non lo so. Per qualcuno penso di si, anche se non sappiamo nulla di certo. Personalmente devo ancora parlare con la proprietà e poi vediamo. Ho un con tratto che mi scade a giugno. Vedremo gli obiettivi e farò le mie valutazioni. 
A quali condizioni ti piacerebbe rimanere? 
Mi piacerebbe provare a vincere e raggiungere altri obiettivi. Se ciò non dovesse essere possibile, allora con dispiacere prenderò in considerazione altre proposte. Credo di aver fatto un buon lavoro in questi due anni con questi ragazzi straordinari e mi piacerebbe avere un obiettivo diverso che merita questa città ambiziosa… come me. Sono tanto legato a questa società e a questa città. 
Saluterete il pubblico con una bella vittoria? 
Ci proveremo. Ci teniamo a chiudere bene in casa e le due gare per fare più punti possibili. Vogliamo vincere queste due partite e arrivare a 63 punti. Oltre ai soldi, cosa manca qui per spiccare il volo? 
Intanto bisogna riorganizzarsi perché ci sono delle potenzialità incredibili. Qui si può fare calcio ad alti livelli. Poi ci vogliono soldi, ma neanche tanti. Ci vogliono soprattutto le idee, come abbiamo fatto noi in questi due anni. Domani ci sarà spazio per qualche calciatore meno utilizzato durante l’anno? 
Si, anche per premiarli per il comportamento professionale che hanno avuto durante tutto l’anno. Pena, Aprile, Altobello e Galano. Albadoro partirà dalla panchina e poi vedremo. 
Cosa non rifarebbe tornando indietro? 
Quello che cancellerei è il mercato di gennaio che ha creato dei problemi di equilibri alla squadra. 
Può spiegare meglio? 
Non mi riferisco alla campagna acquisti, ma a ciò che il mercato di riparazione comporta. Non è facile gestire alcune situazioni come, per esempio, leggere sui giornali il proprio nome accostati a squadre importanti, soprattutto per i giovani. Credo che questo fatto abbia influito nel rendimento di alcuni. Anche io ho commesso errori, ma non credo così gravi. 
Il calcio più bello tra le squadre che lei ha allenato? 
Qui s’è fatto un buon calcio tranne il periodo di febbraio che c’è costato un po’ di punti. Anche il secondo anno a Gubbio abbiamo giocato un ottimo calcio.




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